giovedì 30 luglio 2009

L'incubo delle dimissioni: lasciami dormire Berlusconi

Ossessionato da diversi mesi, ogni mattina accendo il pc, avvio firefox, vado su repubblica, vado su corriere. Niente. Quella notizia non e' li'. Non si e' dimesso. Nonostante tutto.

L'altra notte un sogno mi venne ad abbracciare, davvero strano
come ogni mattina andavo su Internet ad aprir un quotidiano
e finalmente la notizia che aspettavo, dopo la lunga attesa,
"Il governo e' caduto", la luce della ragione e' stata accesa!
- pensai - divorando l'articolo, aprendo sui giornali stranieri,
eccoli in festa, eccoli vittoriosi, raccontando di fatti veri
e non piu' di gossip o delle stranezze del popolo italiano,
quello che non si rivolto' alle foto scandalistiche del nano,
ai voli di stato utilizzati, ai processi, alle leggi personali,
ma che sbadato, quasi dimenticavo, nulla seppero dai telegiornali
e proprio loro non diedero la notizia quel li', governo caduto
non fu pronunciato! preferirono nascondere, come in un film muto
dove gli attori muovon le labbra ed altri scrivon le parole,
cosi' loro parlarono di notizie riciclate e non delle nuove
(o forse d'abitudine, sciocchi, si applicarono auto censura).

Cosi' il popolo non seppe dell'evento, della fine della dittatura
e per giorni interi non seppero, imbottiti ogni giorno felici
dalle nuove programmazioni di canale cinque: 10 ore di amici,
2 edizioni del grande fratello tutte in diretta; e anche la rai,
impacciata senza il padrone, disse a vespa: vai e non finire mai!
Altrove una decina di ragazze, ricevuta la notiza per messaggio,
piansero urlando, avendo creduto al papi come ad un miraggio,
ora eran perse senza i favori dell'uomo di potere, il protettore,
di simili vecchi al viagra ne potevan trovare a tutte le ore!
E la sinistra? Che cosa stava organizzando ora l'opposizione?
Senza un leader, senza compattezza, erano ancora senza unione
e non sapevan che fare, se chiamare veloci il comico barbuto
o far finta di nulla, chiudersi in casa, non chiedere aiuto.

Il governo caduto risuono' in ogni dove invece sulla rete,
gli evviva, la gioia, gli orgasmi, e come chi ha gran sete
di notizie e di verita', si cercava di legger tutto e d'inviare
a quanti piu' amici, chiamare parenti, bisognava strafare!
"Il governo e' caduto! E' caduto! E' ora di una democrazia!"
Urlavan per strade, nelle scuole, non piu' come una spia,
non piu' come pettegolezzi, ora si urlava e la gente sconvolta,
il panico crebbe, nessuno sorrise. Ahimè, non un c'era una volta,
questa storia non ha un lieto fine: perché il popolo non volle,
non accettava la caduta, il leader, la loro luce, il re sul colle,
avevan bisogno di quella figura morale, che li rispecchiasse,
che li identificasse, nei modi, nei fatti, si', ecco le masse!
E dopo il panico e sgomento, iniziaron a chiederlo indietro,
anche in fretta, veloci, volevan tornare nella bolla di vetro.

Mi svegliai di colpo, sudato, preoccupato, corsi giu' veloce,
accesi il computer, firefox, i giornali, e mi torno' la voce:
tutto normale, tutto immutato, il governo sempre lo stesso.
Ognuno ha quel che si merita, pensai, e me ne andai al cesso.

domenica 26 luglio 2009

Una domenica a Zoutelande

L'estate belga offre diverse fughe dal mormorio cittadino di Bruxelles e con appena un'oretta e mezza di treno (o di macchina) e' possibile respirare aria di spiaggia, di mare e di un sole che, nonostante non sia quello da cartoline saluti e baci, scalda e brucia anche i sorrisi più incuranti. Dopo due fine settimana ad Ostenda, oggi siam scappati nella vicina Olanda, a Zoutelande.
Il tragitto non e' lunghissimo ed il traffico quasi inesistente (questa volta siam andati in macchina, grazie ad un mio collega francese) lungo il paesaggio classico delle campagne olandesi: case basse, non più' di due piani, fattorie, si vedono cavalli, pecore, e mulini, qualcuno vecchio, in disuso, alfieri di un lavoro antico, e tanti nuovi, di quelli alti e snelli, bianchi, in schiera compatta.


La spiaggia e' differente, non come quella di Ostenda, quella dagli hotel ed i palazzi alti e lussuosi che s'affacciano sul mare prepotenti, quella dalla strada che ti porta fin al lungomare ricamato di bancarelle di pesce e gabbiani in attesa di briciole: la spiaggia di Zoutelande e' ricamata di natura, calma e quasi intatta, poco manipolata ma ben organizzata (parcheggio gratuito nei pressi dell'ingresso, lidi e bagnini, bagni pubblici gratuiti ed altre tipiche comodità da spiaggia).


La preferisco nettamente a quella di Ostenda per la tranquillità che trasmette: sicuramente meno affollata, ma soprattutto senza i fischiettii continui dei venditori di gelati e dei bagnini in continuo monitoraggio delle boe. E grazie a queste fughe domenicali, tempo permettendo, l'estate belga diventa quasi un'estate mediterranea avvertendo di meno la nostalgia ed il bisogno di certe abitudini e stimoli di umori.
Se il prossimo fine settimana siete in giro e il sole decidera' di farci nuovamente compagnia, provate a fare una scappatina a Zoutelande, ne varrà sicuramente la pena;)
Di seguito, alcuni scatti della spiaggia.

venerdì 24 luglio 2009

Lucia lascia l'Italia opaca

Oggi ho letto su Italians una lettera che mi e' rimasta in mente per tutta la giornata, senza andare via, riempiendomi d'una strana tristezza. Ve la propongo:

Ci siamo accorti che carovane di giovani italiani, bravi e istruiti, si spostano dal sud al nord (122mila nel 2008, secondo Svimez). Altrettanti, e altrettando bravi, saltano un passaggio: dal sud vanno direttamente all'estero. Dieci anni di viaggi e "pizze Italians" mi hanno lasciato pochi dubbi e molte storie tristi. Quei ragazzi non partono per imparare; partono per dimenticare. Non si tratta solo di intimidazioni e soprusi (ci sono anche quelli). E' il sottobosco dei compromessi a dare la nausea. Ho chiesto a una ragazza siciliana, che chiameremo Lucia, di spiegare perché se ne va. Leggete con attenzione: è uno spaccato dell'Italia opaca, quella che molti giovani meridionali non sopportano più.

"Vorrei raccontare, alla vigilia della partenza, ciò che ho passato e imparato in Sicilia, dove sono nata e cresciuta. Mi laureo a ventiquattro anni, col massimo dei voti. Borsa di studio all'estero: mi trovo bene, ma decido di tornare e cercare un lavoro. Dopo un po', lo trovo. Solo che non mi pagano subito. Dovrà aspettare circa due anni, mi dicono. Accetto: si tratta di un'istituzione importante, penso al curriculum. Per mantenermi collaboro con un ente culturale privato che ha relazioni con l'estero; non ho un contratto, le collaborazioni sono malpagate e irregolari.
Poi, una buona notizia. Una società di formazione e progettazione mi offre un lavoro, mille euro mensili, 50 ore settimanali. Si tratta di cercare e studiare bandi pubblici e redigere progetti perché vengano finanziati. Una cosa mi preoccupa: il mio contratto non riporta affatto le mie mansioni. Scopro di venire pagata col finanziamento pubblico di un altro progetto, che dichiara più figure professionali di quelle effettive. Di volta in volta risulto consulente per una mostra di fotografie; segretaria organizzativa di un progetto di recupero degli antichi mestieri; tutor in un corso di formazione. Lo stipendio arriva a intervalli imprevedibili: non so come pagare l'affitto e devo chiedere un prestito ai miei, pur lavorando tutto il giorno, tutti i giorni, anche il sabato. Ne parliamo tra colleghi: sono nauseati, ma temono di rimanere disoccupati.
Mi licenzio, mi dedico nuovamente alla ricerca di un lavoro, vengo al nord per colloqui. Non è facile, inoltre pare che io sia in un' età critica: e non ho ancora trent'anni. Continuo a cercare, a inviare e-mail, a studiare. Finalmente, una risposta: un'università inglese, ricevuto il mio CV e un progetto di ricerca, mi offre una borsa di dottorato. Sto preparando le valigie e cerco casa. I miei fratelli, entrambi laureati, sono già emigrati. Uno lavora in Scandinavia, l'altro in Svizzera. Sono contenti."

Trovate la versione originale a questo link.
Lucia non e' stata la prima e non sara' sicuramente l'ultima. Non voglio criticare l'Italia, non voglio perché non mi piace criticare senza proporre almeno una soluzione e onestamente non ho le conoscenze necessarie ne' probabilmente la visione adatta e globale per proporre una soluzione, analizzare fin alla radice il sistema; se oggi molti ragazzi decidono di compiere il salto o almeno lo prendono in considerazione, e' perché sicuramente quel sottobosco dei compromessi appare davvero nauseante, come dice la lettera. Mi ripeto che ciascuno ha la propria bilancia ed allora in base ai propri pesi ciascuno scelga le sue strade, rotte, percorsi e se l'estero appare migliore, se appare come un'alternativa valida, una soluzione, allora e' da prendere in considerazione, e' da fare le valigie e andare, e' da dire ciao, ciao Italia, altrove magari sarà migliore.

In bocca al lupo Lucia.

giovedì 23 luglio 2009

Estate Belga

Pioggia. Sole. Addirittura 30 gradi. Pioggia veloce. Sole, timido. Pioggia sottile. Sole presuntuoso per più di una settimana. Pioggia sbruffona. Il sole che non ti aspetti. Pioggerellina. Temporale da far paura. Sole con cinguettio di uccelli. Pioggia di 10 minuti. Eccolo, l'ho visto, ah no mi sembrava, il sole. Pioggia di un minuto uno. Ecco il sole che speravi ieri perche' era domenica. Pioggia di un nanosecondo. Sereno variabile ma alla fine nuvoloso. Sole di quelli estivi, forse e' davvero estate. Si va a mare. Anche il giorno dopo. Gran bel fine settimana. Magari il prossimo. No, pioggia.

Chiave di lettura: il sole e' predominante, dicono che quest'estate sia diversa, che hai un tempo cosi' ogni 4 anni, che l'anno scorso pioveva di continuo e invece ora goditi il sole, ma non fare mai progetti per domani, domani e' davvero un altro giorno e le nuvole e la pioggia improvvisa son sempre dietro l'angolo, ma dietro l'angolo c'è anche la spiaggia, un'oretta di treno e sei a Ostende, la spiaggia, i gabbiani, le bancarelle di pesce, la marea improvvisa, l'acqua magari un po' freddina ma non proibitiva, magari un po' salata ma di quel sale che ti ritrovi sulla pelle e ti profuma d'estate.


Ma poi tu scusa non sei abituato venendo da Dublino? Si' ma girano tante fesserie, a Dublino non piove tutto l'anno, non piove tutti i giorni, e' che magari agosto non e' dei migliori... e' il mese più piovoso dell'anno e magari la maggior parte dei turisti ci va proprio in quel mese, poi e' ovvio che ne torna con certe idee... errate! Con questo non voglio dire che li' il clima sia stupendo, ma poi anche stupendo e' soggettivo. E comunque si' io vengo da Dublino, ma vengo anche e soprattutto da Agropoli, giusto un pochino meno famosa lo so!:) Ad ogni modo finora quest'estate belga non e' male, un po' bagnata ma con sprazzi di sabbia inattesa.

domenica 19 luglio 2009

Estremismi paralleli (2)

Giorni fa a mensa parlando di non ricordo esattamente cosa un mio collega italiano ripete una frase che si era detta in Inglese (il team e' misto) e la canticchia perché la stessa di una canzone dei Pink Floyd. Un collega cinese, Nan, chiede che canzone fosse, di che gruppo fosse. Quando gli si dice dei Pink Floyd, lui scuote la testa come se avesse sentito quel nome per la prima volta: non conosceva il gruppo ne' qualunque delle loro canzoni. Tutto cio' appare come un sacrilegio al mio collega, che sgrana gli occhi un po' perché lui e' un fan scatenato, un po' perché si dava per scontato che chiunque a quel tavolo (ma forse chiunque al mondo) avrebbe dovuto sapere almeno per sentito dire chi fossero i Pink Floyd. In effetti, non e' un gruppetto da poco. Ma Nan insiste, in Cina non ne aveva mai sentito parlare. Gli si chiede dei Pearl Jam, dei Doors. Niente. Uno scambio di sguardi e il tutto finisce li'. All'uscita si parla delle barriere culturali, delle censure e delle assurdità del governo cinese, tutto condito con un po' di qualunquismo, un po' di generalizzazioni, luoghi comuni o probabilmente assunzioni su realtà sicuramente troppo lontane e diverse. Ho pensato che non ci vivrei mai in una nazione del genere.

Mi e' venuto in mente quando ad un party di Halloween a Dublino, un mio collega cinese scappo' dicendo che non si sentiva a suo agio, che lui era diverso e che non riusciva a divertirsi li' con noi. Non ho mai indagato e non so se si spavento' vedendomi vestito da puttana (facevo davvero paura, ma in fondo era Halloween.. :) o perché davvero la sua cultura avesse barriere cosi' fitte fino a non accettare altri mondi.

Giorni fa parlo con un ragazzo Italiano di Milano, venuto qui per il fine settimana. Dopo un po' di sue domande sul Belgio, sul lavoro e sulla crisi, gli domando cosa ne pensasse di Berlusconi, dei festini e della situazione politica attuale. Festini? Quali festini? Mi domanda meravigliato e ancor più meravigliato lo guardo io. Lui non ha internet a casa, non compra giornali e dall'ufficio ha poco tempo per navigare, ma guarda sempre il tg uno la sera. E allora gli parlo delle torte di Berlusconi, dell'amico Tarantini indagato, delle foto, delle interviste, delle showgirl e dei coglioni in politica; gli parlo dei voli di stato usati per trasportare ragazze alla villa e della legge applicata immediatamente per includere voli, passeggeri ed equipaggio sotto la tutela dei servizi segreti in modo tale che nessun altro potrà mai divulgare foto e anche la magistratura dovrà chiedere permessi prima di accedere a materiali; gli parlo del processo Mills e del lodo Alfano; gli parlo del dl sulle intercettazioni, sulla sicurezza, delle ronde (ma almeno di queste aveva sentito parlare) e degli schizzi di fanatismo; gli parlo del G8, delle parole di Obama rivolte a Napolitano e non a Berlusconi, del cinema con sfondo una catastrofe, dei giornalisti ignorati, del successo insuccesso e sulle risposte insensate dei giornali e dei politici Italiani a quelli esteri e di perché Berlusconi non e' un salvatore e che il problema non e' la sua vita privata ma la falsità; gli parlo dell'opposizione di una sinistra inesistente, della libertà di stampa e della falsa morale del Papa e del riso amaro e di non sorprenderci se poi insegnano Italiano con certi argomenti; ma poi mi fermo, perché se in principio mi seguiva incuriosito, meravigliato, poi ha iniziato a diventar perplesso, quasi intimorito, poi infastidito, quasi offeso. Mi sono zittito.
Non volevo criticare la sua bilancia ed i suoi compromessi, stavo soltanto parlando di alcuni eventi degli ultimi mesi riguardanti il nano e la patria comune.

Posso far ascoltare i Pink Floyd a Nan: non mi interessa se penserà al suo governo, se scoprirà le censure o se guarderà in modo diverso i suoi connazionali in patria; alla fine ad ogni modo ascolterà nuova musica, buona musica, magari gli piacerà, magari cercherà altre canzoni, altri gruppi, ma sarà tutto frutto di una sua scelta; sapendo che quei gruppi esistono, che altra musica esiste, sarà lui a decidere cosa gli piace e cosa no, conoscendo altri stili, confrontandoli. L'importante e' sapere. Tutto qui.

Nota sul titolo: in realta' il 2 e' forzato, il primo di estremismi paralleli e' sul blog di dublino.

mercoledì 15 luglio 2009

Belgian fries (o patatine fritte belghe)

Ogni paese ha le sue caratteristiche, le sue passioni, segni di riconoscimento, cose che si possono trovare solamente li' e non altrove, e come un souvenir, come qualcosa di stravagante o paradossalmente normale, son quelle da farsi una foto per dire son stato li' o soltanto condividere un sorriso, quelle cose da assolutamente provare anche se magari t'imbarazza, ti disgusta o semplicemente non e' per te, perche' magari a casa non lo fai, a casa non lo provi, ma in vacanza si e' diversi. Le frites in Belgio appartengono decisamente a queste categorie di souvenir speciali: non si può passare da qui e non provare un cono di frites, come probabilmente non si può andare in Irlanda e non sorseggiare una pinta di Guinness o andare a Napoli e non assaggiare una vera pizza. Chiamarle semplicemente patatine fritte e' qualcosa di riduttivo e probabilmente di sbagliato se non addirittura offensivo per le persone del luogo.
Mentre stringi il cono, sai già che son bollenti, le guardi e non resisti, pensi aspetto ma intanto ne stai già masticando una (o ti stai già scottando e la lingua saltella in un ritmo tribale):

Che cosa le rende cosi' particolari? Sono fritte due volte: la prima volta indipendentemente dalla richiesta, la seconda poco prima di essere servite (addirittura qui trovate sei punti che le rendono caratteristiche, ma si rischia di cadere nel paranoico). Alcune fonti parlano di frittura in grasso bovino e non nel semplice e comunissimo olio (sarà per questo che per alcuni hanno il gusto di carne?).
Il Belgio ne contende la invenzione a Francia e Spagna. La Spagna le ha sicuramente importante dopo la scoperta del nuovo continente, ma chi le ha fritte per primo? Poiché la storia e la cultura dei tre paesi si e' mescolata spesso nei secoli tra dominazioni e confini, nessuno può dire con certezza chi frisse la prima patata (detto cosi' ha un suono epico ma a me vien da ridere): alcuni attribuiscono il fatto ad una santa Spagnola, gli Americani ai Francesi avendone scoperta la ricetta e diffusa poi ovunque; storici narrano di fritture Belghe già nel 1680, altri di fritture invernali (in sostituzione al pesce) in Vallonia già dal 1781, altri risalgono fino al 1587 ma a questo punto e' chiaro che la data sia incerta e probabilmente perduta in secoli di patatine masticate. Certo e' che al secolo son state diffuse come french fries (probabilmente la cosa non fa molto piacere ai nazionalisti Belgi), nome introdotto da soldati Inglesi o Americani mentre durante la prima guerra mondiale vennero a contatto con militanze Belghe e dalla loro lingua francese ne confusero le origini e la nazionalità, anche se recentemente il nome belgian fries viene sempre più utilizzato per distinguere il prodotto.
Sotto consiglio di colleghi belgi, due sono i chioschi a Bruxelles dove poter assaggiare le migliori frites: in Place Jordan ed in Place Flagey (ma siate pronti a lunghe file e tanta pazienza, non tanto per il numero di richieste, quanto per la calma e l'approccio lento del proprietario). Se pero' non volete spostarvi dal centro perché magari non ne vale la pena per una patatina fritta (eretici!) o per vincoli di tempo, in Bourse non sono niente male nel punto vendita Fritland:
In generale evitate posti dalle insegne sfavillanti, richiamo facile per turisti dove il prodotto pero' non e' di altissima qualità e rischiereste di confondervi le idee o magari rimanere delusi provando una banale e comune patatine fritta. Io per esempio eviterei posti tipo:
e nonostante l'icona sia simpatica, non andrei neanche qui (provate sabato e bocciate decisamente):
Il prezzo di un cono grande di frites non supera di norma i 2.50 euro avendo a scelta una salsa tra le mille offerte (maio e ketchup sono davvero le piu' banali). Se poi siete davvero curiosi e avete fretta di provare, ho trovato una ricetta in Italiano ma non so quanto sia vicina alla realtà! Tentar non nuoce (ma poi fatemi sapere).
Insomma, se vi capita di passare per Bruxelles, cercate di trovare due minuti per un cono di frites, di certo non vi rovinerà la linea e magari vi scapperà un sorriso pensando a quanta storia, leggende, cultura e passione si nasconde dietro quel fritto giallo e bollente.

martedì 14 luglio 2009

Oggi sciopero


Il 14 luglio questo blog aderisce all’appello di Diritto alla Rete contro il Ddl Alfano che imbavaglia la Internet italiana.

domenica 12 luglio 2009

Death ride @ Atomium, Bruxelles

L'Atomium e' sicuramente uno dei simboli di Bruxelles: nove sfere di cristallo connesse tra loro in modo da rappresentare un atomo di ferro alto 100 metri, costruito nel 1958 per l'Expo e sopravvissuto all'evento grazie alla sua bellezza architetturale. Ora e' una tappa obbligatoria del turista a Bruxelles ma anche luogo di eventi e manifestazioni di ogni genere, anche un po' pazze, come quella organizzata fino al 20 di questo mese: ci si può lanciare dalla sfera più alta in qualcosa chiamato death ride ma che di mortale non credo abbia molto; ad ogni modo non abbiamo perso l'occasione e siam andati subito a buttarci:)


Quei puntini sulla sfera più alta sono persone pronte a lanciarsi! L'evento viene organizzato periodicamente ed e' davvero una bella esperienza, per essere aggiornati consiglio di dare un'occhiata al blog dell'Atomium. Tramite l'ascensore presente all'interno (il piu' veloce d'Europa) si arriva all'ultima sfera, si passa poi attraverso il piccolo ristorante e grazie ad una scala a chiocciola si entra in uno stanzino sicuramente non preparato per visite turistiche (e' possibile vedere il motore ed i meccanismi dell'ascensore).


Infine si sale sulla sfera dove ci son due addetti ad attendervi: la prima cosa che faranno e' agganciarvi al cavo di sicurezza, dirvi di tenere le braccia non piegate e poi vi faranno tranquillamente sedere: la vista e' spettacolare, davvero, probabilmente e' il miglior posto dal quale ammirare Bruxelles, peccato sia un po' inusuale arrivarci:) Ecco in cosa consiste la death ride:

Da provare: l'adrenalina ed il batticuore ogni tanto fan bene all'umore;) Purtroppo ieri li tempo non era dei migliori, ma questo non ci ha impedito di affrontare l'evento con grinta. La discesa dura pochi secondi ma ne vale davvero la pena, all'arrivo sono gia' pronti ad attendervi (e frenarvi) due addetti dell'evento. Se siete in giro per Bruxelles fino al prossimo fine settimana, andate a dare almeno un'occhiata;) e magari troverete un altro andima in versione Tarzan:

domenica 5 luglio 2009

Un sabato ad Ostend

Complice il clima estivo (picchi di 30gradi) delle ultime settimane qui in Belgio, ieri siam fuggiti dal caldo umido di Bruxelles per raggiungere la costa, sul mar del nord, precisamente ad Ostende.
Ostende e' la città costiera più grande del Belgio, raggiungibile con appena un'oretta e 20minuti dal centro di Bruxelles (ma in generale, ad un'ora dalla capitale e' possibile raggiungere gran parte del Belgio); fino al 31agosto il biglietto del treno costa la meta' per viaggi nel fine settimana. A pochi passi dalla stazione inizia subito il breve rettilineo colorato ed affollato che porta alla spiaggia:


E' una città di mare e sulla destra diverse barche dondolano leggere in attesa di nuove avventure, mentre il cielo e' un continuo ricamo di gabbiani che s'intrecciano in volo, poi scendono a terra, cercano cibo, non si spaventano affatto dei turisti e della gente ma attendono impazienti un nuovo boccone, perché proprio lungo questo breve rettilineo c'è un mercatino di pesce fresco e specialità locali: per un assaggio veloce, dove e' possibile provare qualche misto stimolante:

Ed ecco che si arriva subito alla spiaggia, immensa, popolata, viva, che non ha nulla da invidiare a tante spiagge Italiane:

si', siamo nel mar del nord, ma fa caldo, e' estate, la sabbia e' gia' in attesa di un telo, poi prendere il sole o iniziare a giocare a volley e poi un tuffo in mare, l'acqua freddina ma non proibitiva (vabbe' io mi tuffai anche nel nord Irlanda a Pasqua, 5gradi, ma quella e' un'altra storia.. :).
La spiaggia e' uno spettacolo e potrebbe anche essere un relax, se non fosse per i continui fischi dei numerosi bagnini, forse troppi, che giustamente monitorano di continuo i limiti delle boe gialle. Poi d'improvviso nel pomeriggio, nel giro di pochi minuti, una marea velocissima allunga il bagnasciuga di una ventina di metri ed ecco che il mare scopre le sue costellazioni di conchiglie e vita per una passeggiata insolita:
Devo ammettere che tutto cio' mi mancava, venendo da Agropoli, un piccolo paesino di mare del sud Italia, avevo digiunato gia' troppo, ma ora son ricaricato un bel po' di salsedine, onde ed estate.
E dopo ore di spiaggia, mare e sole (ma allora e' vero, esiste l'estate anche in Belgio!:) la giornata non e' ancora finita: c'è tempo per visitare la cittadina e trovare ancora qualcosa di carino in giro, come i due marinai all'ingresso del lungomare:

o qualche cartello un po' stravagante, tipo non dare da mangiare patatine fritte ai gabbiani:

e infine un po' di scatti della città. Se (sperando che) quest'estate Belga continua, il prossimo sabato scappate a Ostende;) 
 
 

mercoledì 1 luglio 2009

La fontana che lascia perplessi

Passeggiando verso Parc du Cinquantenaire, a pochi passi da casa mi son imbattuto in un'opera d'arte che sinceramente lascia un po' perplessi, e' una fontana un po' strana in Place de Jamblinne de Meux:


Ora potreste sicuramente dirmi che non so apprezzare l'arte moderna e che nelle forme spezzate, negli spigoli impetuosi si riunisce tutta l'energia dell'ambiente circostante, si raccoglie il senso stesso dell'universo attraendo il passante in quest'orgia d'arte, di meraviglia, di stimoli creativi o qualsiasi altra frase ad effetto che pero' poi riassumendo appare poco chiara. Onestamente, io non ho mai visto una fontana più brutta:) Questo misto tra un estrattore di petrolio ed una doccia pubblica mi ha pero' incuriosito e ho voluto capirne il significato, invano. Quando poi ne ho scovato l'autore, lo spagnolo Miquel Navarro, il nome della fontana mi ha lasciato ancora piu' perplesso: Boca de luna. Allora c'è della poesia, allora c'è una bocca, delle labbra, la luna, lontana, un viaggio, un sogno, un amore trascendentale, una passione negata, un'amante menzognera o chissà quant'altro di seducente e mistico in quell'incrocio tra un estrattore di petrolio ed una doccia pubblica: basta, ho deciso, me ne sono innamorato, prima di lasciare Bruxelles, quando sarà' il momento, un di' probabilmente lontano, faro' un bagno in questa fontana;)

Su suggerimento di Carmine, allego video istruttivo su come interpretare alcune forme di arte moderna:)

andima a Bruxelles :: blog di un sognatore (italiano dicono) a Bruxelles
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