Andrea, 25 anni, campano, neolaureato, nessuna esperienza lavorativa, giusto un contrattino nella sua università. Con un inglese balbettante lascia l'Italia, "vado un anno a Dublino e poi torno" dice ai suoi nel novembre 2007, senza sapere nulla sull'Irlanda e con tante fantasie in testa su un posto migliore, moderno, diverso, con tanti fantasmi in testa di cose da cui fuggire, dimenticare, cambiare. La prima settimana fa tre colloqui a Dublino, dopo 9 giorni trova lavoro: la tigre celtica e' realtà. Il suo inglese e' un continuo oltraggio alla lingua, il suo coordinatore gli invia email per assegnargli task, sapendo che parlando non si sarebbero capiti. Andrea studia 5 mesi in una scuola serale, a lavoro si impegna, la sera scintilla tra party e pub, ritorna 18enne e si dimentica tante cose. Dopo 6 mesi Andrea si becca bonus e aumento di stipendio, alcuni colleghi irlandesi lo chiamano legend perché una sera in un pub bacia tre ragazze diverse davanti ai loro occhi. Andrea costruisce tante bellissime amicizie a Dublino, non solo con italiani, che non evita ma anzi ci condivide casa. Dopo un anno e mezzo, la tigre celtica che lo aveva accolto a braccia aperte inizia a scricchiolare, la sua azienda inizia a sprofondare e licenziare tutti coloro assunti da meno di 2 anni (per non pagare liquidazioni). Nel frattempo Andrea aveva trovato l'amore a Dublino e non si cura del resto. In Europa e nel mondo scoppia la crisi, "in periodo di crisi rimani dove sei, non ti muovere" gli dicevano, ma lui stava per perdere il lavoro e allora si guarda intorno. Il giorno del licenziamento ha già un altro lavoro, altrove, in Belgio. Andrea e' felice.
Marta, 30 anni, siciliana, laureata in filosofia, lascia l'Italia nel giugno 2008 per seguire il ragazzo in Belgio. Lei non parla inglese, non parla francese ed il suo cv non e' per nulla competitivo in periodo di grande crisi, ma non si arrende, per un anno studia il francese assiduamente fino a diventare fluente, nel frattempo lo stipendio alto del ragazzo permette ad entrambi di andare avanti. Luglio 2009, Marta ricomincia a cercare lavoro, anche come cameriera, anche come commessa, qualsiasi cosa fosse lavoro, invece riceve numerose chiamate per traduzioni francese-italiano e trova finalmente un lavoro. Marta pero' non si ferma, si iscrive ad una scuola di inglese per puntare ancora più in alto, la sua eta' ed il suo cv con quella laurea in filosofia non sono più un problema, perché ha scoperto che con l'impegno può realizzare qualche sogno, almeno in Belgio. Marta e' felice.
Angelo, 26 anni, campano, da 2 lavorava a Roma sbattuto da un'azienda ad un'altra con uno stipendio rosicato. Rincuorato dalle vicende di Andrea, si decide a partire e lascia l'Italia, lo raggiunge a Dublino nel marzo 2008. Le prime due settimane fa diversi colloqui, dopo 10 giorni trova lavoro nonostante il suo inglese affannato: la tigre celtica ruggiva ancora. La sua azienda chiude il 2008 in attivo e vanta grandi profitti alla faccia della crisi mondiale, e' un'isola felice in una Dublino in cui licenziamenti e valigie son come un bollettino di guerra giornaliero. Intanto Angelo vive la città, si diverte con Andrea, migliora la lingua, amicizie, viaggi, lavora e si fa apprezzare in ufficio. Alla review annuale pero' niente bonus e niente aumento, tutto bloccato per tutti, c'è crisi, gli inizi del 2009 son duri per chiunque. Angelo saluta Andrea a marzo 2009, ma decide di rimanere almeno un altro anno, perché a Dublino ha trovato il suo equilibrio e per ora sta bene, sognando l'Australia ma con in testa un futuro in Svizzera. Angelo e' felice.
Alessia, 23 anni, madrilena, neolaureata lascia Madrid e vola a Dublino per 6 mesi per migliorare il suo inglese nel settembre 2006, ci rimane 2 anni, lavora un anno in una banca ed un anno in un'azienda di telecomunicazioni. Ad ottobre 2008 la sua azienda riceve la visita di uno dei ministri del governo irlandese perché unica in quel periodo di crisi ad assumere e promettere assunzioni in modo eclatante, l'azienda viene etichettata come salvatrice e luce in quel periodo di incertezze. Alessia pero' ha problemi a casa, la madre ha bisogno di lei per motivi di salute, senza troppo esitare torna in Spagna nel dicembre 2009. Dopo due mesi tutto il suo dipartimento nella super azienda salvatrice chiude e licenzia tutti, c'è crisi anche li'. A distanza di 3 mesi quasi tutti i suoi colleghi sono ancora disoccupati, molti hanno lasciato l'isola, perché anche se i prezzi calano, senza lavoro e senza soldi non si cantano messe. La madre si riprende e Alessia lascia di nuovo la Spagna, segue il ragazzo in Belgio e dopo due mesi di ricerca trova lavoro presso un ente della commissione europea. Alessia e' felice.
Adriano, 30 anni, veneto, dopo i primi due anni a Dublino inizia a dire continuamente di voler andar via rimandando la partenza di mese in mese ed i suoi coinquilini, Andrea ed Angelo, ci ridono sopra. La sua azienda, un colosso americano a livello mondiale, gli propone una posizione migliore in un altro dipartimento, il suo coordinatore attuale morirebbe per lui ma lui accetta il cambio. Ma c'è crisi, quel dipartimento sarà spostato in un paese dell'est a breve e allora dopo quasi 3 anni a Dublino, Adriano lascia tutto, ha bisogno di sole, di caldo, scappa in Australia. Ma il visto non gli permette di trovare quello che vuole, anche li', in capo al mondo, c'è crisi, e dopo due mesi cercando invano di trovare un impiego e non volendosi piegare al alcuni compromessi, si arrende. In Irlanda non ci vuole tornare nonostante il suo vecchio coordinatore gli offrirebbe il precedente lavoro su un piatto d'argento, ha 30 anni, dice, e ha bisogno di mettere radici in un posto che non lo faccia sentire uno straniero, ha bisogno di altra vita, quella irlandese lo aveva stufato, se ne torna in Italia, a casa da mamma e papa' o altrove nello stivale, se l'eventuale lavoro lo richiederà. Adriano e' felice.