Dai pascoli verdi delle mucche viola della svizzera, nel 1857 Jean Neuhaus si trasferisce a Bruxelles e con suo fratello apre una farmacia in Galerie de la Reine (la più antica galleria commerciale d'Europa), in cui il cioccolato viene venduto inizialmente come rimedio contro la depressione. Nel 1912, suo nipote Jean Neuhaus junior inventa il primo cioccolato ripieno: la pralina, e Bruxelles diventa la patria dei cioccolatini!
Oggi il Belgio produce ogni anno più di 172.000 tonnellate di cioccolato vendute in più di 2.000 negozi sparsi per il paese: se vi capita di girare da queste parti, non potete non fermarvi ad assaggiare almeno una pralina! La cosa che inizialmente potrebbe stupirvi e' che i negozi di cioccolatini appaiono come venditori di oggetti pregiati, di lusso, il cioccolato e' esposto in vetrine come fossero gioielli e a servirvi le persone saranno gentilissime e professionali, spesso eleganti, come se ogni pralina fosse un lingotto appena sfornato, le confezioni come degli scrigni di delicati segreti. Basta dare un'occhiata anche veloce al sito di Marcolini, uno dei venditori tra i più prestigiosi, per comprendere con quale raffinatezza e maestria il cioccolato viene offerto al cliente, come se ogni pralina fosse un'opera d'arte perfettamente composta di crema, cioccolato ed aromi in un equilibrio che lascerà il palato incantato.

Le
tipologie di praline che potete trovare sono di una varietà impressionante e molto spesso dipendono da produttore a produttore, in generale e' possibile pero' suddividerle nelle seguenti categorie:
- Creme Fraiches, con panna, tanto burro alla vaniglia e spesso associato con cioccolato gianduia.
- Pralines 70% cacao, praline al cioccolato più amaro con burro fresco, ganache con nocciole, con torrone (nougat)
- Fruits, cioccolatini ripieni di ciliegia, canditi di arancia ricoperti di cioccolata (orangette), dischi di cioccolata con frutta secca (mendiant).
- Truffes, ciccolatini con crema di burro, ricoperti con polvere di cacao (classico) o amaretti, scaglie di cioccolato, caramello, etc.
- Massepain, al marzapane ricoperti di cristalli di zucchero, con pistacchi, caffè, mandorle, etc.
- Gianduja, alla gianduia ovviamente (il nome e' chiaro:), con caffè, riso soffiato, burro e glassa di zucchero, etc.
-
- Liqueurs, ripieni di zucchero e liquori, tra cui vodka, cointreau, rum, cognac, whisky.
- Manons, cioccolatini mix delle descrizioni di sopra ed oltre, spesso disponibili con copertura al cioccolato al latte, fondente o bianco, in una varietà che disorienta.

Non stupisce quindi che i belgi mangino in
media 8 chili di cioccolato l'anno e la passione dei
chocolatiers diventi un orgoglio nazionale, attrazione turistica e vanto internazionale. Passeggiando intorno al centro (dove troverete anche il
museo del cioccolato), alla Gran Place, troverete numerosissimi negozi dalle vetrine pralinate, facile richiamo per golosi e curiosi, dei marchi più famosi (
Godiva,
Nehaus) ma anche quelli più turistici (
Leonidas,
Chocopolis ed in generale tutti i negozi di souvenir); ma basta camminare un pochino di più per raggiungere quelli definiti
miglior chocolatier di Bruxelles, in Gran Sablon,
Marcolini e
Wittamer, fornitore ufficiale del re di Belgio; anche se ovviamente la scelta non manca (come
Galler,
Frederic Blondeel,
Laurent Gerbaud,
Passion Chocolat e tanti tanti altri tra i 260.000
produttori nazionali) con dei prezzi che oscillano tra i 20 ed i 60 euro al chilo.
E se la
storia del cioccolato e' legata allo
sterminio di un'intera civiltà, quella dei Maya, purtroppo la
fama dei cioccolatini belgi e' legata alla triste
storia della guerra del Congo: secondo molti la bontà del cioccolato dipende anche dalla particolarità' del cacao di qualità superiore (
importato dall'Africa e non dall'America latina come molti altri produttori di cioccolato). Infatti fin dagli inizi del 1900 il Belgio importa grandi quantità di cacao da quella che fu sua
colonia, il Congo, e scenario della guerra più sanguinosa dell'umanità dopo la seconda guerra mondiale. Colonia sfruttata per le proprie risorse naturali (cacao, avorio, diamanti, caffè), il
Congo ha avuto una storia da sempre tormentata e
vittima in principio del governo non curante di
Leopoldo II (durante il quale
10 milioni di congolesi
morirono a causa di scontri armati e sfruttamento), re di Belgio all'epoca del colonialismo. Il giorno della propria indipendenza, i congolesi
dichiararono al re belga in visita "
Nous ne sommes plus vos singes" (Non siamo più le vostre scimmie). Per quasi 50 anni e' stato poi teatro di conflitti interni, guerre civili e prede di
corporazioni europee ed americane che continuavano ad investire e sfruttare le ricchezze di quelle terre. Il resto e'
storia recente della più devastante guerra africana nella storia per numero di vittime. Tutt'oggi il Belgio rimane il
maggior importatore di
prodotti del Congo.
Probabilmente e' solo una delle tante parantesi che si possono aprire su come l'occidente vivi e prosperi sulle spalle del resto (povero) del mondo. Non volevo rovinare la prelibatezza dell'argomento ed il sorriso ed il piacere che può nascere anche solo ad immaginare di mangiare uno di questi cioccolatini, ma leggendo ed informandomi per la scrittura di questo post, non potevo non menzionare la relazione (diretta e non forzata) con avvenimenti e situazioni di cui ignoriamo, dimentichiamo, preferiamo non pensare, e che invece sono presenti, invisibili, indirettamente, nella nostra quotidianità, anche in qualcosa di cosi' innocuo e buono come un cioccolatino belga.