Ho incontrato Berlusconi nella metro di Bruxelles, in un vagone della linea 5 allo stop di Schuman, proprio quello situato ai piedi del palazzo Berlaymont, sede della commissione europea. L'ho visto e non ci credevo, era circondato da guardie del corpo e parlava un inglese imbarazzante con un altro signore, probabilmente politico anch'egli o funzionario europeo.
Berlusconi!? - ho esclamato, sorpreso, curioso, incredulo - Ma e' proprio lei?
Ah un italiano, si' sono il tuo primo ministro, giovanotto - mi risponde con un sorriso plastico e mi volta le spalle repentino, tornando alla sua conversazione su un importante vertice europeo.
Mi scusi presidente del consiglio... - e ho alzato un dito, a chiedere un minuto di considerazione. Ma subito due dei bestioni che lo circondano si pongono a muro difensivo.
No, no, lasciatelo parlare, ho sempre tempo per un giovane italiano! - Esclama, pacato e con le mani giunte.
Scusi, ma cosa ci fa qui, nella metro? - Gli domando un po' sconcertato.
Abbiamo avuto un problema con l'auto diplomatica e allora... nessun dramma, io sono una persona flessibile, ho deciso di prendere la metro, come fan in tanti, come fai anche tu. Dimmi, cosa vuoi, un autografo?
No, no per carità, mai da lei, signor presidente... vede... io so. - E come l'io so di Pasolini, ma di parole più semplici, di eventi meno complessi eppure della medesima consapevolezza, ho incominciato a vomitare innegabili verità - Io so che lei e' un mafioso, io so che lei e' un corruttore, io so che a lei non interessa il bene del paese, io so che Mangano non era un semplice stalliere, io so che la sua amicizia con Gheddafi che ha scatenato perplessità diplomatiche internazionali ha avuto scopi privati, io so che lei usa i suoi poteri per evitare tribunali e arricchire il suo impero, io so che Mills non e' stato assolto ma tutto e' terminato per prescrizione e che quindi c'è stato un corrotto ed un corruttore nonostante il tg1 abbia raccontato agli italiani un'altra storia, ecco io so che la televisione non racconta la realtà e che all'Aquila hanno ancora bisogno di aiuti, io so che il suo castello propagandistico ha distorto il mondo reale nella mente della maggioranza di un popolo per raccogliere consensi e voti, utilizzando fantocci politici e televisivi, io so che non posso più cambiare le opinioni dei miei genitori e di alcuni miei amici che in lei vedono l'unica salvezza proprio perché non sanno e la rabbia, la consapevolezza dell'incapacità mi rodono il sorriso perché io so questo e tanto altro e non sono un prescelto, non sono un essere speciale, un veggente o capace di raccogliere informazioni segretissime: io so tutto ciò grazie alla pluralità di informazione, grazie alla rete, grazie al giornalismo internazionale, al buon senso ed all'amore per l'Italia che spinge la mia voglia di sapere. Io so e non sono l'unico, ma non basta e...
Poi la chitarra di un mendicante, nel vagone della metro della linea 5 allo stop di Schuman, ha interrotto la mia alienazione fantasiosa e son tornato alla realtà, ho scosso la testa riponendo tutti i pensieri in una smorfia mentre nel riflesso del finestrino la stessa smorfia ha assunto un sapore piu' amaro. La metro ha continuato a correre veloce e con lei tutto il mio pensare.
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