Essere informatici oggi significa avere sicuramente molta più flessibilità ed opportunità rispetto ad altre figure professionali in termini di spostamenti in paesi stranieri e sono tanti quelli che in un modo o in un altro finiscono a Bruxelles. Bruxelles spesso non è la meta iniziale o almeno non prima di altre città con fama migliore (come Londra, Amsterdam, Dublino), ma tramite un cv pubblicato online arriva magari una chiamata ed ecco che si atterra da questi parti. Avevo già fornito alcune informazioni pratiche sul mondo del lavoro a Bruxelles, ma essendo informatico ed essendo fresco di nuovi colloqui e selezioni, preferisco trattare l'argomento in particolare.
Il mercato informatico a Bruxelles funziona in prevalenza tramite consulenza e non mancano i casi di outsourcing e body shopping, anche qui, ci sono aziende che fanno consulenze di secondo e terzo livello per ritrovarvi poi a riempire tre timesheet a fine mese o altre che vi potrebbero spostare da un progetto ad un altro ogni 3 mesi. Per fortuna, non sono la maggioranza, ma ci sono ed è meglio esserne al corrente. Moltissimi sono anche i freelancer ma non mancano posizioni interne in aziende di media e piccola taglia. In generale, se vi contatteranno dall'estero, vi sarà richiesta soltanto una conoscenza dell'inglese che, ovviamente, non dovrebbe fermarsi soltanto ai dettagli tecnici ed al dizionario classico degli informatici (ma nella maggior parte dei casi non si aspettano neanche la dominanza della lingua, tranquilli). Ovviamente in base alle responsabilità richieste ed alle posizioni, potrebbe essere necessario conoscere anche il francese e l'olandese. Da non sottovalutare, una volta trasferiti a Bruxelles, la necessità di studiare la prima e con il tempo, in base ad ambizioni e profili (personali e/o aziendali), l'eventualità di iniziare anche con la seconda. La vostra evoluzione professionale potrebbe dipendere anche (e giustamente) da fattori linguistici.
Anche qui, come altrove, i recruiter sono spesso sciacalli in cerca di cv da piazzare: alcune posizioni ed offerte di lavoro sono fittizie, servono soltanto a raccogliere cv (ve ne potreste accorgere se la descrizione è abbastanza generica, per esempio), spesso il recruiter che vi contatterà avrà letto velocemente il vostro cv in cerca di key word e niente più, quasi sempre vi riempiono la testa di parole (fanno il proprio mestiere, insomma) e cercano di mandarvi dove vogliono loro non dove sia meglio per voi. Ricordate quindi di mettere subito le cose in chiaro e filtrare le telefonate di recruiters in base alle offerte reali e a cosa realmente state cercando, in fondo saranno le aziende a pagarli, non voi, e siete voi che dovreste usarli da tramite, non il contrario (come spesso accade).
Il mercato informatico punta molto su tecnologie Java anche se il mondo .NET ha la sua buona fetta da difendere. Per quanto riguarda Java, come al solito per sviluppo web e back-end sono richieste conoscenze su GWT, WS (JAX-WS, JAX-RS), Spring (Core, MVC, Batch, Sec), ORM (JPA e/o Hibernate), application servers (JBoss, Weblogic e, anche se propriamente non lo è, Tomcat) e unit testing (JUnit ma anche Mockito, PowerMock). Queste almeno le tecnologie che tirano di più, ma il mercato è così vario da non poter elencarle tutte. Le metodologie di gestione più utilizzate sono quelle Agile (in Francia e Belgio ultimamente tira molto SCRUM), con la classica accoppiata di continuous integration Hudson+Sonar(+Cobertura). Progetti SOA ce ne sono a migliaia, mentre sono ancora rare le richieste per Cloud Computing (con skills magari richiesti su frameworks come Force.com). Se finora non ho nominato nessuna tecnologia conosciuta e cercavate sul mercato Java, beh allora c'è un problema.
Le certificazioni non sono quasi mai richieste o richieste in alcuni casi come un plus, ma raramente sono un requisito imprescindibile (e ne potremmo parlare molto, sul valore delle certificazioni, io ne ho 4, per esempio, ma servono più a vendere la propria voglia di imparare e l'impegno che eventuali skill tecnici, per quelli poi parla l'esperienza il più delle volte).
I colloqui ovviamente cambiano in base alla posizione richiesta e le aziende, in generale però: aspettatevi domande tecniche (design patterns, concorrenza, GC, transazioni), magari anche test tecnici (questionari, prove sul posto, pezzi di codice da capire e valutare), quasi mai domande Monte Fuji (domande tipo quanti barbieri ci sono a Bruxelles? Poste al solo scopo di testare la vostra abilità nel ragionamento). Ovviamente senza tralasciare i classici approcci: saper descrivere il proprio cv, la propria esperienza, mostrarsi motivato, conoscere un minimo l'azienda e così via.
Di motori di ricerca e bacheche di offerte online ce ne sono moltissime, quelle che consiglio sono: Monster, Linkedin, TipTopJobs, Ictjob, Stepstone. Si consiglia però un approccio pro-attivo. Per esempio, Linkedin offre diverse possibilità: potreste cercare profili di recruiters per vedere se nei loro status abbiano offerte di lavoro (spesso ne hanno) e per capire quali aziende stiano cercando sul mercato (e poi andare sul sito della specifica azienda e spulciare le posizioni aperte), nel caso abbiate un colloquio fissato potreste cercare la persona che vi testerà e magari studiarvi il suo cv (se tecnico) e durante il colloquio nominare una o due di quelle tecnologie (l'ho fatto e ho vinto più di un sorriso). I pigri avranno sempre vita difficile, ci sono migliaia di modi diversi di utilizzare la rete a proprio vantaggio, bisogna soltanto cercarli, anche inventandoseli.
Una grossa fetta degli informatici in cerca di lavoro a Bruxelles finisce spesso in Commissione. La Commissione Europea ha una miriade di progetti informatici aperti dove si lavora prettamente tramite consulenza ma generalmente con missioni molto lunghe (negli anni). Vi hanno contattato dall'Italia per un posto di sviluppatore Java in Commissione, è l'occasione che aspettavate per andare all'estero, finalmente, siete contentissimi ed in più un’esperienza in Commissione sul vostro cv sarà sicuramente fantastica. Penserete. E io non sarei d’accordo, ma sono punti di vista. Personalmente ho già rifiutato diverse proposte in diversi progetti in Commissione (anche come Architect), ma ho sempre detto no per i seguenti motivi: i ritmi sono estremamente lenti, tonnellate di meeting inutili, evoluzione professionale quasi nulla, meritocrazia applicata discutibile (puramente in base agli anni di esperienza e non alle capacità pratiche), tecnologie spesso vecchie o restii al cambio (in tanti mi hanno confessato di aver avuto più competenze prima di esservi entrati che dopo qualche anno di lavoro). Ovviamente le cose cambiano da progetto e dipartimento (è facile generalizzare, c'è anche chi lavora duro su progetti interessanti, magari) e sono compromessi, potrebbe essere il lavoro perfetto per molti: ambiente di lavoro molto rilassato, uffici centrali e ben collegati, inglese lingua dominante (anzi, chiamiamolo per quello che è, globish), il prestigio.
Senza contare ovviamente il classico package (quindi non solo per la Commissione) per i consulenti informatici a Bruxelles assunti dall’estero con contratto a tempo indeterminato (CDI in Belgio): macchina aziendale, benzina pagata fino a 30.000km, RSI applicato al salario (speciale sistema di tassazione, si paga quasi metà delle tasse sotto alcune condizioni).
Difficile coprire tutte le possibili sfaccettature e riassumere un mercato così vario ed in continua evoluzione. Se avete quindi domande, dubbi, correzioni o consigli, non siate timidi e ne parliamo nei commenti. E, ovviamente, in bocca al lupo per tutto.