giovedì 3 settembre 2009

Bruxelles, patria dei cioccolatini (macchiati di sangue)

Dai pascoli verdi delle mucche viola della svizzera, nel 1857 Jean Neuhaus si trasferisce a Bruxelles e con suo fratello apre una farmacia in Galerie de la Reine (la più antica galleria commerciale d'Europa), in cui il cioccolato viene venduto inizialmente come rimedio contro la depressione. Nel 1912, suo nipote Jean Neuhaus junior inventa il primo cioccolato ripieno: la pralina, e Bruxelles diventa la patria dei cioccolatini!
Oggi il Belgio produce ogni anno più di 172.000 tonnellate di cioccolato vendute in più di 2.000 negozi sparsi per il paese: se vi capita di girare da queste parti, non potete non fermarvi ad assaggiare almeno una pralina! La cosa che inizialmente potrebbe stupirvi e' che i negozi di cioccolatini appaiono come venditori di oggetti pregiati, di lusso, il cioccolato e' esposto in vetrine come fossero gioielli e a servirvi le persone saranno gentilissime e professionali, spesso eleganti, come se ogni pralina fosse un lingotto appena sfornato, le confezioni come degli scrigni di delicati segreti. Basta dare un'occhiata anche veloce al sito di Marcolini, uno dei venditori tra i più prestigiosi, per comprendere con quale raffinatezza e maestria il cioccolato viene offerto al cliente, come se ogni pralina fosse un'opera d'arte perfettamente composta di crema, cioccolato ed aromi in un equilibrio che lascerà il palato incantato.


Le tipologie di praline che potete trovare sono di una varietà impressionante e molto spesso dipendono da produttore a produttore, in generale e' possibile pero' suddividerle nelle seguenti categorie:
  • Creme Fraiches, con panna, tanto burro alla vaniglia e spesso associato con cioccolato gianduia.
  • Pralines 70% cacao, praline al cioccolato più amaro con burro fresco, ganache con nocciole, con torrone (nougat)
  • Fruits, cioccolatini ripieni di ciliegia, canditi di arancia ricoperti di cioccolata (orangette), dischi di cioccolata con frutta secca (mendiant).
  • Truffes, ciccolatini con crema di burro, ricoperti con polvere di cacao (classico) o amaretti, scaglie di cioccolato, caramello, etc.
  • Massepain, al marzapane ricoperti di cristalli di zucchero, con pistacchi, caffè, mandorle, etc.
  • Gianduja, alla gianduia ovviamente (il nome e' chiaro:), con caffè, riso soffiato, burro e glassa di zucchero, etc.
  • Liqueurs, ripieni di zucchero e liquori, tra cui vodka, cointreau, rum, cognac, whisky.
  • Manons, cioccolatini mix delle descrizioni di sopra ed oltre, spesso disponibili con copertura al cioccolato al latte, fondente o bianco, in una varietà che disorienta.

Non stupisce quindi che i belgi mangino in media 8 chili di cioccolato l'anno e la passione dei chocolatiers diventi un orgoglio nazionale, attrazione turistica e vanto internazionale. Passeggiando intorno al centro (dove troverete anche il museo del cioccolato), alla Gran Place, troverete numerosissimi negozi dalle vetrine pralinate, facile richiamo per golosi e curiosi, dei marchi più famosi (Godiva, Nehaus) ma anche quelli più turistici (Leonidas, Chocopolis ed in generale tutti i negozi di souvenir); ma basta camminare un pochino di più per raggiungere quelli definiti miglior chocolatier di Bruxelles, in Gran Sablon, Marcolini e Wittamer, fornitore ufficiale del re di Belgio; anche se ovviamente la scelta non manca (come Galler, Frederic Blondeel, Laurent Gerbaud, Passion Chocolat e tanti tanti altri tra i 260.000 produttori nazionali) con dei prezzi che oscillano tra i 20 ed i 60 euro al chilo.

E se la storia del cioccolato e' legata allo sterminio di un'intera civiltà, quella dei Maya, purtroppo la fama dei cioccolatini belgi e' legata alla triste storia della guerra del Congo: secondo molti la bontà del cioccolato dipende anche dalla particolarità' del cacao di qualità superiore (importato dall'Africa e non dall'America latina come molti altri produttori di cioccolato). Infatti fin dagli inizi del 1900 il Belgio importa grandi quantità di cacao da quella che fu sua colonia, il Congo, e scenario della guerra più sanguinosa dell'umanità dopo la seconda guerra mondiale. Colonia sfruttata per le proprie risorse naturali (cacao, avorio, diamanti, caffè), il Congo ha avuto una storia da sempre tormentata e vittima in principio del governo non curante di Leopoldo II (durante il quale 10 milioni di congolesi morirono a causa di scontri armati e sfruttamento), re di Belgio all'epoca del colonialismo. Il giorno della propria indipendenza, i congolesi dichiararono al re belga in visita "Nous ne sommes plus vos singes" (Non siamo più le vostre scimmie). Per quasi 50 anni e' stato poi teatro di conflitti interni, guerre civili e prede di corporazioni europee ed americane che continuavano ad investire e sfruttare le ricchezze di quelle terre. Il resto e' storia recente della più devastante guerra africana nella storia per numero di vittime. Tutt'oggi il Belgio rimane il maggior importatore di prodotti del Congo.

Probabilmente e' solo una delle tante parantesi che si possono aprire su come l'occidente vivi e prosperi sulle spalle del resto (povero) del mondo. Non volevo rovinare la prelibatezza dell'argomento ed il sorriso ed il piacere che può nascere anche solo ad immaginare di mangiare uno di questi cioccolatini, ma leggendo ed informandomi per la scrittura di questo post, non potevo non menzionare la relazione (diretta e non forzata) con avvenimenti e situazioni di cui ignoriamo, dimentichiamo, preferiamo non pensare, e che invece sono presenti, invisibili, indirettamente, nella nostra quotidianità, anche in qualcosa di cosi' innocuo e buono come un cioccolatino belga.

23 comments:

Alekos ha detto...

Post gustoso e anche interessante!
Pensavo che il cacao venisse praticamente soltanto dal Sud America!

Vero, nel servire il cioccolato fanno delle confezioni di grande stile.

Qui da me in Scozia lo friggerebbero con anche la scatola intorno!
http://theheartofalekos.blogspot.com/2009/08/deep-fried-mars-bars.html

pedro ha detto...

molto bello il post, nel finale.
non andrebbero dimenticati i GENOCIDI commessi dalle "democratiche e moderne", benestanti potenze mondiali.
olanda, belgio, uk, francia, usa, spagna...(anche italia, ma nemmeno in quello siamo stati bravi...) devono la loro "fortuna" a sfruttamento e sterminio di intere popolazioni in africa e america.
ogni tanto andrebbe ricordato.

andima ha detto...

ammetto che son rimasto sorpreso anche io quando, leggendo e rileggendo info per il post, mi son appassionato alla storia del Congo (di cui onestamente ignoravo le vicende, lo ammetto) e di Leopoldo II, secondo alcuni peggiore anche di Hitler (per numero di vittime, 6 milioni di ebrei contro 10 di congolesi, ma onestamente in questi confronti non esiste il migliore, non ha senso trovar il male maggiore).

Dopo le frites e le praline, il prox approfondimento lo dedico alle birre trappiste, datemi un po´ di tempo e rimanete sintonizzati;)

Belguglielmo ha detto...

Giusto per la cronaca, per un certo pieriodo il Congo è stato, anziché "colonia", "proprietà privata" dell'imperatore. Comunque vi do' una dritta da insider: andate da Galler, ma non il negozio in Grand Place, bensí la sala di degustazione a Uccle (sul parvis de St.Pierre, fermata tram Héros/Helden). Vi forniranno la cioccolata calda in un vaso di terracotta col mortaio in legno, e potrete scegliere la preparazione: alla maniera del 1600 o del 1800. E' anche l'unico posto, a mia conoscenza, dove vi servono un misto di cioccolata e thé. Per darvi un'idea dell'estremismo estetico e gastronomico,sappiate che lí alcuni thé vengono venduti ma non serviti perché l'aroma pungente potrebbe infastidire la degustazione dei thé più delicati. Purtroppo la domenica è chiuso.

bacco1977 ha detto...

eh
vogliamo discutere di perché allora tutti ci appellano come fascisti e ci dicono di vergognarci della nostra storia (belgi, inglesi, francesi, olandesi) mentre loro hanno fatto molto peggio di noi?

Perché solo noi dobbiamo fare i conti con la nostra storia? Una storia coloniale drammatioa, ma numericamente ridicola se paragonata a ciò che hanno fatto inglesi, belgi, francesi (econtinuano a fare)

Perché in Europa siamo solo noi ad essere tacciati di essere fascisti?
perché nessuno dei politici nel parlamento Europeo mette sul piatto questi argomenti e chiede all' unione di rivedere seriamente le posizioni storiche (in negativo ovviamente) rispetto a nazioni come il Belgio?

Solo gli italiani sono cattivoni?
Non direi proprio.

Paolo Valteroni ha detto...

Adoro il cioccolato e prima o poi vengo a trovarti così andiamo a goderne un poco assieme.
Il post mi piace molto anche se un po' amaro come del resto il cioccolato stesso.

Purtroppo la storia è piena di abusi, soprusi e sfruttamenti come quelli di cui racconti la nostra generazione è veramente fortunata a non averne fatto esperienza diretta.

Ora mi alzo dal divano e indovina cosa vado a prendere in cucina ;-)

Paolo Valteroni ha detto...

Bacco,io preferirei che i parlamentari impegnassero il tempo sulle problematiche di oggi e quelle future. Il passato è passato.

Concordo con te che non siamo i soli a dovere essere tacciati da fascisti ma di cosa gli altri ci tacciano cosa importa. Il valore viene dalle azioni non dal nome che portiamo non credi?

vinz_745 ha detto...

Bacco,
Sul colonialismo, come dici tu, c'è molta ipocrisia nei paesi che lo hanno perpetrato (hai dimenticato di menzionar Spagna e Portogallo). Vengono glorificati come eroi degli autentici aguzzini. Non si parla delle conseguenze profonde che esso tuttora ha sulla società europea.

Parlavi della Francia. Proprio in questi giorni va in scena la feroce protesta dell'opposizione gabonese per le (presunte?) ingerenze francesi nella manipolazione delle elezioni che si sono appena tenute e che hanno visto la riconferma del governo
filo-francese.

Quanto al discorso sull'Italia sarebbe inaccettabile che il ruolo dei cattivi fosse assegnato solo a noi.
Il problema è che, per lo meno da parte degli media più seri, le critiche arrivano per il nostro presente, non per il nostro passato. Per l'incapacità del paese di andare a destra senza finire nel manganello. Per la propensione a ripetere sempre gli stessi errori. Per l'indecente spettacolo che sta andando in onda. Un premier che querela i giornalisti che gli fanno domande.

Prendi la Germania che dalle ceneri della peggiore tragedia storica dell'umanita ha saputo costruire il migliore sistema democratico che possa esistere.Con 60 di democrazia di questa qualità chi può osare oggi imputare ad un tedesco di oggi il nazismo?
In Italia purtroppo questo non è avvenuto, dobbiamo riconoscerlo.

bacco1977 ha detto...

@paolo
Hai ragione. Sarebbe il caso di pensare a cose più serie.

@Vinz
Giusto il tuo punto. Mi piacerebbe solo che finalmente l'unione Europea guardasse alla storia in maniera univoca.
SUl nostro presente, meglio tacere

Godetevi i cioccolattini

pedro ha detto...

@vinz, anche in germania i fantasmi del passato sono forti e qualcuno e sempre pronto a puntare il dito.
non ricordo chi racconto' di un episodio in un aeroporto usa con un tedesco "vittima" dell'intolleranza a stellestrisce, sempre pronta a ricordare che li hanno "sconfitti" durante la seconda guerra mondiale.

certo bisogna pensare al presente, ma come sopportare chi ti ricorda il passato, quando loro stessi ne hanno uno non certo migliore?

in tutto questo mi piacerebbe che qualcuno prima o poi rendesse omaggio all'africa (e pensasse di darle il giusto riconoscimento), la vera vittima del passato, del presente e del futuro della storia di questo pianeta.
ha fornito materie prime, braccia in cambio di povertà, sfruttamento e tanto sangue versato.

bacco1977 ha detto...

@pedro

http://cavesiadublin.blogspot.com/2009/02/arroganza-episodio-1.html

Non so se con questo rimaniamo in topic però. Ma credo che questo post voglia parlare più di tragedia, sfruttamento, che di cioccolattini.

Alekos ha detto...

Andima, ho appena finito di leggere il tuo libro "Follie reali" e volevo farti i piu' sinceri complimenti, e' davvero notevole. Scrivi davvero benissimo.

Appena trovo il tempo ti scrivo in privato dicendoti cosa mi e' piaciuto e qualche sana critica, se posso permettermi.

PS posso passarlo al mio nuovo blogger amico Michele o ti dobbiamo pagare i diritti? :D

sensidiviaggio ha detto...

c'è sempre da imparare.
davvero non lo sapevo.

ora quando mangerò un cioccolatino mi porrò qualche domanda in più e non penserò solo ad ingoiarlo!

buona notte

andima ha detto...

hey:)
son appena rientrato da 4 giorni a Parigi, weekend abbastanza impegnato tra visitare la citta', andare un giorno intero a Disneyland e poi concerto dei Coldplay, insomma una vitaccia:) poi magari butto giu' qualche impressione che ho avuto.

@Alekos
son davvero contento che il libro ti sia piaciuto e son ansioso di leggere critiche e commenti, quando leggo queste parole mi vien voglia di cacciare fuori tutto il resto che ho a prendere polvere, poesie e un altro libro, magari in futuro, chissa'.

@Belgugliemo
grazie come sempre per i tuoi consigli e arricchimenti al post, ecco perche' penso sempre che un post e' incompleto senza commenti

per il resto, ragazzi, sono d'accordo con molte delle vostre considerazioni, e' assurdo che ci siano luoghi di questa citta' dedicati a certe personalita' che nella storia son associate a morte e sofferenze, non so i congolesi (e ce ne son tanti qui) come si possano sentire in certi momenti, certo e' che spesso si tende a dimenticare davvero in fretta (e noi italiani in queste cose siam davvero bravi, come dico sempre abbiamo il dimenticatoio a presa rapida) o addirittura nascondere/ignorare eventi del passato magari scomodi, vergognosi ma sicuramente indelebili, non sapevo nulla di tutto cio' fin quando non ho iniziato a leggere per la stesura del post e ora son contento di aver condiviso con voi il tutto. Spero di non trovarne tante altre di queste storie, ma ho i miei dubbi..

g.i.p.o. ha detto...

scusa la pignoleria ma non credo che in belgio esistano 260mila produttori di cioccolato. forse sono 260?
e per quanto riguarda il prezzo al chilo, marcolini vende a 75euro/chilo, comprare per credere ;-)
e infine per rendere proprio rappresentativo l'elenco dei chocolatier, non dimenticherei cote d'or e corne port royal..

andima ha detto...

g.i.p.o. la pignoleria e' benvenuta:)
sui 260 nel post c'e' il link alla fonte, non avrei mai sparato numeri cosi' di testa mia, cmq cerchero' di informarmi ancora meglio.
Per il resto grazie per gli approfondimenti, rendono sicuramente il post piu' completo

Zax (Andrea) ha detto...

75 euro al chilo ? be, se vale i soldi che costa, deve essere proprio buono !
:-)

crystina ha detto...

buona sera a tutti.scusate l'intrusione,io vorrei trovare un libro di ricette e che parli solo di cioccolatini.un nome, un titolo???qualcosa.aiutatemi vi prego!!!

andima ha detto...

@crystina
Onestamente non saprei quale libro consigliare, ma probabilmente questo potrebbe essere utile:)

Anonimo ha detto...

ma basta
moralisti
se davveero ve ne frega qualcosa del congo, allora non mangiate il cioccolato.....

invece vi riempite la bocca di cioccolato e di parole di sconforto, ma non ve ne frega niente. parole parole parole. se davvero siete dispiaciuti per i poveri africani, fate proteste e non mangiate il cioccolato sporco di sangue

andima ha detto...

@Anonimo
amen

Anonimo ha detto...

a cosa serve dire poveri africani?
mi farò qualche domanda in più, ci penserò, mi spiace per il passato... ma quante palle.
tanto la vostra vita continua. perdete solo tempo a parlare.
amen a te andima, signora morallista

andima ha detto...

@Anonimo
ma serve almeno a sensibilizzare, a sapere, a conoscere un po', poi ognuno ne trae le proprie conclusioni, di indifferenza, di tolleranza, di comprensione, di azione. Non capisco perche' il semplice fatto di nominare una certa problematica debba scatenare attacchi di moralismo, non si e' fatta nessuna predica, anzi la si riceve a quanto vedo, si sono riportate delle informazioni con delle fonti e anzi, per chi volesse cercare informazioni sul cioccolato, si e' anche reso noto che non e' tutto sapore e gusto e niente piu'. Ovvio che non si puo' ne' si vuole emulare un verismo verghiano ne' siamo su un quotidiano dove si riporta la semplice notizia, si e' fatto un collegamento tra argomenti correlati, tra storia e cultura. Se da questo post ne esce sono un "palle" o "parole", beh e' una delle possibili conclusioni, non sto certo qui ad arruolare persone per una nuova religione.