sabato 26 settembre 2009

Comportati da brussellese!

Da una guida alla città scritta da giovani brussellesi con impegno ed ironia, alcuni consigli utili su come comportarsi per apparire un vero brussellese (ho tradotto dall'inglese e aggiungo un po' di link per facilitare la cosa):

1. Mangia e bevi tanto. I brussellesi sono chiamati 'keiekefretters' (mangiatori di polli) perché, secondo la leggenda, a noi piaceva mangiare più che lottare durante il medioevo.

2. Bevi la vera birra Gueuze. Prende il suo sapor amaro unico dai batteri che esistono soltanto nei pressi di Bruxelles nella valle del fiume Zenne. E' vero, non e' possibile vedere il fiume perché scorre proprio sotto Bruxelles: lo abbiamo coperto nel 19esimo secolo a causa dei suoi odori sgradevoli (ottimi batteri pero'). Le varietà: Gueuze (davvero aspra, specialmente le più vecchie come Cantillon e Girardin), Faro (più dolce, solitamente per ragazze), Kriek (dolce e amara, con ciliegie).

3. I supermercati sono più economici dei negozietti per turisti che vendono souvenir tradizionali e venderanno sempre alcune delle sei birre trappiste (Chimay, Orval, Rochefort, Westmalle, Westvleteren, Achel) e ottime barre di cioccolato belga.

4. Bruxelles e' brutta e noi la amiamo. E se non l'amiamo, conviviamo con questo sentimento. Quindi non essere sorpreso se costruiamo un terribile blocco di appartamenti nei pressi di un gioiello di art nouveau o un monastero pseudo-classico di fronte alla stazione centrale.

5. Non fare tante foto nella Grand Place, l'UNESCO afferma che sia un patrimonio dell'umanità, noi diciamo sempre che ci son troppi turisti.

6. A parte la domenica, le auto comandano a Bruxelles, quindi stai davvero attento se sei a piedi. Non e' una coincidenza che le poche persone in bicicletta utilizzano elmetti. I brussellesi utilizzano ancora la propria macchina per comprare il pane dietro l'angolo.

7. Impara le differenze. Un vero waffle di Bruxelles e' rettangolare, una Liegeois e' ovale e caramellata. Metterai zucchero sulla prima e nulla sulla seconda (lo zucchero fa parte dei suoi ingredienti). Se poi vuoi qualcosa di autentico: cerca un posto con un sacco di signore anziane (sono le uniche ad andare sempre dove le cose son genuine). Se davvero vuoi sembrare un turista: ordinane una con extra cioccolato o fragole.

8. Patatine fritte, waffle e cioccolato non sono gli unici simboli dei locali: cerca i ristoranti di Bruxelles che vendono vol-au-vent, tomates crevettes, konijn mee pruimen, stoemp, sprouts e chicons.

9. Alcuni anni fa nessuno lo avrebbe creduto ma e' davvero cosi': non si può fumare nei ristoranti in Belgio dal primo gennaio 2007. I bar di solito hanno aeree per non fumatori giusto a qualche tavolo di distanza da quelle per fumatori.

10. Non provare a fare il fico. Potrebbe funzionare a Parigi, ma non a Bruxelles. La parola 'branche' (trendy) e' spesso usata come una critica, ma 'a l'aise' (easy-going) e' come ognuno vuole essere ed i veri brussellesi son proprio cosi'.

11. Essere genuino sarà davvero apprezzato a Bruxelles, non ti considereremo strano troppo in fretta. Questa potrebbe essere la ragion per cui persone come Karl Marx (che scrisse il suo manifesto del comunismo nel bar De Zwaan/La maison du Cygne in Grand Place), Ian Curtis dei Joy Division (che ebbe un'amante qui) e Baudelaire (che definì i belgi 'le persone più stupide della terra') passarono un po' del loro tempo in questa città.

12. Mescola qualche lingua. Nonostante molti parlino francese a Bruxelles, anche il nederlandese e' una lingua ufficiale (come potrai vedere dai doppi nomi delle strade). Domanda in qualche bar locale come pronunciare alcuni dialetti misti come 'avoir les poepers', 'ce n'est pas du spec pour ton bec' e 'tire ton plan'. Se provi a mixare con inglese, arabo, spagnolo, russo o swahili, diventerai più brussellese.

13. Bruxelles e' la capitale del surrealismo belga e ciò influenza il modo in cui parliamo. Uno degli insulti più carini e' 'skieve lavabo', che significa lavandino svitato. Ci vuole un po' di tempo prima che tu possa comprendere a pieno l'umorismo brussellese. Vivi qui per un paio di anni, ma biche, e poi ne riparleremo.

14. Bruxelles e' anche la capitale d'Europa. Ciò richiama qui un sacco di persone da tutto il mondo a lavorare per la Commissione Europea. Noi li chiamiamo amorevolmente gli 'eurocrats'. Ognuno ha una sua opinione su di loro, ma giusto alcuni di loro ci hanno realmente parlato. Gli eurocrats sono un po' come una comunità a parte, con le loro abitudini, bar, ristoranti.. Odiano Bruxelles non appena arrivano, poi pian piano se ne innamorano ed alla fine nessuno di loro vuol più lasciare la città.

9 comments:

Alekos ha detto...

A proposito di birre trappiste, ti sollecito il post che mi promettesti!

Buon week end!!!!

andima ha detto...

sara' fatto!;)

bacco1977 ha detto...

easy going?
Non e' che i belgi sono gli irish del centro Europa?
In contrapposizione magari agli odiati cugini francesi?
;)

LOL
bellisimo

Zax (Andrea) ha detto...

in merito al punto 5 : leggo ora sul tuo lionk a wikipedia che è stata distrutta qualche secolo fa ! e io che credevo avesse 10 secoli !!
Comunque è bella lo stesso (me la ricordo, l'ho visitata N anni fa)

Andrea

pedro ha detto...

complimenti ai brussellesi che con autoironia e senza presunzione raccontano pregi e difetti della loro città.

immagino non esistano tanti sindromati a brussel proprio per questi motivi.

andima ha detto...

@pedro
son qui da appena 5 mesi, non e' tanto ma mi son fatto molte idee e magari vomito qualcosa in un post a breve, pero' e' vero, anche per questo ho voluto tradurre e condividere questi punti scritti da brussellesi che con ironia si raccontano e criticano, fanno bene.

Sui sindromati non so, ma a me vien sempre da ridere quando leggo questa parola, un po' troppo abusata magari ultimamente, siam tutti sindromati e non lo e' nessuno, gli estremismi ci son sempre e sempre ci saranno, nel giusto e nel sbagliato.

pedro ha detto...

a me spiace che sia descritto a mo' di macchietta, il sindromato...

è una mancanza di rispetto verso chi non è felice in un posto dove non è nato ma ci deve vivere per necessità, leggi lavoro.

troppo facile parlare male degli italiani che si lamentano (giusto?sbagliato?non ci voglio spendere tante parole).

i sindromati non sono solo loro, credo ce ne siano tanti, anche in italia che vivono ai margini della società, nella disattenzione degli altri, che troppo facilmente e grossolanamente li giudicano diversi, non integrati...stranieri...come se fosse una colpa, quella di sperare in un futuro migliore in un altro paese.

i sindromati, non sono felici, di lasciare famiglia, affetti, amici, luoghi dove sono nati.

chi si ambienta, è bravo, ma non dovrebbe puntare il dito accusatorio (o peggio derisorio...) verso chi non ha la forza o la volontà.

ripeto, io mi sono sentito un sindromato, non ne vado fiero, ma sentirmi descrivere come uno sfigato, mi porta a rispondere.

Annienoir ha detto...

Questo post è il top :D
Vivo a Bruxelles da quasi 3 anni ma mai son riuscita a descrivere così bene questa splendida strana a volte irritante città!
Mi piace il tuo blog!

andima ha detto...

@Annienoir
ehehe grazie, ma il merito non è mio in questo caso, il post è una traduzione di una guida scritta da brussellesi, chi meglio di loro potrebbe descrivere la città? :)