lunedì 16 luglio 2012

A te, che ti lamenti del clima a Bruxelles, a Dublino, a Londra, a...

Piccola parentesi meteorologica su lamenti e confronti con il sud. Poi mi passa, forse.

21 comments:

Biagio ha detto...

Tante verità in un solo disegno.
Anto, un saluto!

TopGun ha detto...

bella vignetta.

elle ha detto...

:D

Anonimo ha detto...

Sono a Brussels da 10 giorni, arrivato abbronzato e allegro con una valigina ryan air-tested con due pantaloni una felpetta e un giacchino. Non ho mai bestemmiato così tanto in tutta la mia vita quanto in questi giorni di cacca. La vignetta è carina :)) però io non lavoro ancora qui, a quali aspetti dovrei volgere l'attenzione, per distrarmi da questo tempo di m€7>@???

Meteoropatico

Anonimo ha detto...

Per non parlare della quantità semplicemente surreale di automobili convertibili presenti qui e assolutamente ingiustificate...

Meteoropatico

Baol ha detto...

Sei un grande, fattelo dire :)

TopGun ha detto...

Le convertibili denotano un grande ottimismo.
E ti pare poco?

Inoltre quando li in giro è bello, è davvero bello!

SaraC ha detto...

Ciao, vado un pò controcorrente ammettendo onestamente che io mi lamento, sempre, questo clima è una tortura e se le condizioni lo permettessero me ne andrei da Bruxelles domani e tornerei in Italia... preferisco lavorare con 38 gradi che sopportarne 15 d'estate. Mi fa male al cuore, allo spirito, al corpo. E non è colpa mia se l'Italia non offre opportunità decenti e constringe le persone a emigrare, e sopportare 15 gradi, la pioggia e il grigume d'estate :/

andima ha detto...

@Meteoropatico
Mi associo alle parole di TopGun! :D

Cmq sì, luglio ed agosto son così da queste parti, cioé, non per uccidere ogni speranza residua, ma non aspettarti molto da agosto. In Irlanda, per esempio, agosto (insieme a gennaio) è di solito il mese con la maggior quantità di pioggia per giorno; il Belgio non è da meno. Però, e qui apro una parentesi soprattutto su noi latini, origini, storia, cultura vantata, etc.. beh, a Bruxelles più che mai, quando c'è il sole: CARPE DIEM!

@SaraC @Meteoropatico
Tutto quello che hai elencato, pioggia, grigume, etc, ha sicuramente un peso. E come di sempre io, ognuno ha una propria bilancia personale su cui pesare certi compromessi. Poi, soggettivamente, ogni compromesso ha un peso diverso: la pioggia per me e per te, avere un certo tipo di lavoro, un certo stipendio, una certa attività culturale, la possibilità di conoscere culture differenti, la mancanza di questo o di quello: potremmo continuare per ore, ogni cosa insomma ha un peso. Cosa facciamo con questi compromessi e con i loro pesi? Li pesiamo, sulla nostra bilancia. Quella bilancia ci dirà come stiamo, ci darà il sorriso se i compromessi che abbiamo trovato in un certo luogo sono migliori di quelli che mettiamo sull'altro piatto, quello dove pesiamo i compromessi che avevamo/avremmo in Italia. A ognuno i suoi pesi, a ciascuno il proprio equilibrio. Detto questo, non voglio sembrare il nonno saggio :D perché non lo sono, quello che ho scritto è il risultato di anni all'estero e studio sociale, di me e degli altri, ci si può lamentare tantissimo del tempo però a un certo punto si deve essere sinceri con se stessi: vuoi la pioggia ma anche tutto il resto che magari ti piace o te ne vuoi tornare in Italia? Il paradiso non esiste ma neanche l'essere umano metafisico, quindi non aiuta star qui con il corpo ma sognando il clima estivo italiano. Spero d'esser stato chiaro :)

@gli altri
grazie :) qui c'e' anche, eccezionalmente, il making-of :D

Anonimo ha detto...

Si capisco tutto, ma adesso non è che bisogna sempre immaginare gli italiani come galline in fuga, che scappano da una fine orrenda! Insomma uno può decidere di fare un'esperienza all'estero, essere felice che gli automobilisti si fermino sulle strisce ma constatare che il tempo è una merda. Non so, colpevolizzare chi si lamenta come fosse un sopravvissuto che deve solo ringraziare mi sembra troppo. Detto questo, :)) non voglio polemizzare oltre, ovvio che se ne vale la pena uno alla pioggia non ci pensa più. Mi spaventa l'effetto REALE che può avere sull'umore e sul fisico...

Meteoropatico (ora c'è un po' di sole e vi amo tutti)

andima ha detto...

@Metereopatico
No, ma infatti la vignetta, giusto alla fine, con l'ultima battuta, un po' si contraddice, confermando che il tempo e' di merda, sottolineando che anche chi si "lamenta dei lamenti" alla fine si lamenta del tempo :) insomma, non voleva essere troppo pesante, quello e' lo scopo dell'ultima battuta.
Nessuna polemica, qui di solito non se ne fanno, basta scambiarsi opinioni in modo sensato :) Quello che pero' stanca e' la puntuale meraviglia alla pioggia di luglio ed agosto nel nord Europa: e' normale, bisogna saperlo prima, insomma non vado a Roma sapendo che muoio nel traffico con la macchina in centro per poi lamentarmi di morire nel traffico con la macchina in centro. Ecco, io a Roma non ci vado.

@SaraC
ho ripescato questo vecchio post che un po' integra quello che affermavo sopra.

Anonimo ha detto...

Bella li! Scusa se uso questo spazio ma ho una domanda per voi che siete già usi a questa città: ci sono zone/persone un po' snob o è una mia impressione? (avenue louis e relative boutique e commessi)
Vorrei capire se si tratta di semplice incomprensione linguistica o della mia vecchia cara paranoia...

Met.

andima ha detto...

@Met
Beh, come in ogni città, ci son zone più "fighettine" che altre e Avenue Louise (o una sua parte) entra in quella categoria, più che altro per i negozi e probabilmente anche per motivi storici (se non sbaglio, era la strada che il re percorreva per raggiungere il parco partendo dal palazzo reale e probabilmente anche per questo fa parte del comune di Bruxelles, numero civico 1000, pur non essendo in effetti un tutt'uno con il centro). Almeno questa è l'etichetta che ha quella zona, poi non so sui vari commessi, magari più capitare che snobbino anche se poi ci son negozi tra i più comuni (vedi Zara, per esempio) e quindi dipende, secondo me, davvero da negozio e negozio (se non proprio da commesso a commesso). Si potrebbe dire lo stesso per altre zone, tipo Chatelain ha la stessa nominata, anche se poi ci si mescola tutti lì il mercoledì sera.

SaraC ha detto...

Grazie Andima per il post... ad ogni modo forse tutto dipende dal fatto che io qui mi ci sono trovata per caso e ho sempre pensato di non passarci più di qualche anno.
Ad ogni modo è un discorso complicato perchè vanno bene i compromessi, ma fino a che punto? Perchè bisogna accettare passivamente che in Italia non si possa vivere con dignità in questo periodo e subirne le conseguenze?

andima ha detto...

@SaraC
"Perchè bisogna accettare passivamente che in Italia non si possa vivere con dignità in questo periodo e subirne le conseguenze?"

Ecco, ammesso che davvero non si possa vivere con dignità e se ne subiscano le conseguenze, e ce ne sono di casi, lo posso confermare, amaramente, il punto è (sarò freddo, breve e cinico, contrariamente a quanto normalmente sono): nessun martire, nessun egoismo, c'è una sola vita, meglio viverla altrove o almeno provarci, se si può.
Recentemente ne abbiamo parlato qui, tra post e commenti.

Anonimo ha detto...

Mamma mia... ma perché, se uno si lamenta del clima, ciò indica che per forza è così stupido da non poter apprezzare e riconoscere anche e soprattutto le cose belle che il paese ospitante gli offre? Perché tutti gli expats sono così duri con altri solo perché ogni tanto hanno nostalgia di casa (sottoforma di tante cose)?

Ogni giorno vedi / senti / leggi expats che si sentono migliori di altri e son là a far notare come altri expats, i "meno degni", i "lamentosi", non fanno che lagnarsi, dire che gli manca il bel clima, il cibo, la famiglia... e, dulcis in fundo, che dovrebbero tornare in Italia, che quella vita da emigrante non è per tutti e blablabla...

Io tutta questa intransigenza e questo livore non li capisco proprio. Al mondo non esiste solo l'emigrante per scelta, ma in tanti emigrano perché sono costretti a farlo. In quelle parole di nostalgia magari c'è anche la frustrazione di dover sopprimere il desiderio di tornare a casa perché si è ben consci che non si troverà ciò di cui si ha bisogno. Io sono emigrante per scelta, ad esempio, ma ciò non implica che adori TUTTO di questo paese... come non adoro TUTTO dell'Italia. Ma mi dispiace... mi manca l'Italia! Mi manca il cibo! Mi mancano i rapporti interpersonali con italiani! Mi manca parlare italiano nel quotidiano! Mi manca il pane! Mi mancano tante cose! E sì, sarà uno shock, ma mi capita di esternare tutto questo! Che crimine avrò commesso? Ciò mi rende meno grata verso questo paese? No, sono emigrata per amore di questo paese e l sua cultura, ma un giorno mi piacerebbe tornare a casa... credo. Il fatto che non potrò farlo perché non dipenderà da me, ma da altri fattori, mi riempie di tristezza. E quindi? Odio i monsoni e la stagione delle piogge. Vivo in un paese che mi dà tanto, mi ha dato cose che l'Italia non può darmi e lo apprezzo DAVVERO tanto. Ma ciò non implica che "baci la pioggia" o sia felice quando c'è la stagione delle piogge.

Il fatto che un expat osi scriverlo, in una intervista, una review, sul suo blog personale fa di lui un lagnoso, uno che non sa apprezzare ciò che gli viene dato? Solo per questo? E mamma mia...!

Scusa se ho scritto qui questo sfogo, ma negli ultimi giorni ne ho lette veramente tante di cose simili, soprattutto in siti che parlano di emigranti dove fare bashing verso chi ha nostalgia di casa sembra essere un requisito fondamentale per partecipare alle discussioni, altrimenti si è solo delle lagne ingrate e irriconoscenti verso il paese che le ospita!

Che questi emigranti così bravi e perfetti e integrati e privi di nostalgia per qualunque cosa pensino a baciarsi la pioggia anziché pensare agli altri expats magari meno tolleranti di loro, ma sicuramente non per questo meno grati e meno impegnati nel costruirsi un futuro là.
Scusa ancora lo sfogo! Un saluto da un'emigrante felicemente tornata in patria per le vacanze!

Anonimo ha detto...

in due parole: Ben detto! :))

Cmq quest'ultima settimana è stata bella! Mi sono un po' rincuorato :)
Sto cercando casa c'è del materiale in giro per capire qualcosa di più sui quartieri migliori da scegliere, pro e cOntro et similia??
Meteorololop....met.

Anonimo ha detto...

Ah, e anche un' altra cosa: come si socializza qui? Con gli autoctoni intendo, che con gli itagliani è fin froppo facile e io vorrei esercitare il mio francese traballante. Cioè bello tutti per strada birra in mano ma venendo da Bologna non è una gran novità e so che è tutta fuffa, gruppetti impermeabili all'alterità (e alla pioggia) che tali rimangono a fine serata nonostante tanto apparente entusiasmo.
Avete consigli o esperienze?

andima ha detto...

@Anonimo
bello sfogo, fa bene, sfogarsi. La vignetta ovviamente è da prendere con le molle senza lamentarsi di chi si lamenta di chi in principio si lamentava, nessuno vuole baciare la pioggia però spesso alcuni lamenti dovuti al clima diventato esasperanti, ripetitivi e quindi una critica se la meritano. Qui si trattano tutti gli aspetti, un po' alla volta, e si ride di alcuni, ogni tanto. Poi c'è anche un altro aspetto, indiretto, di chi, dopo tanti anni all'estero, ha ascoltato lo stesso lamento milioni di volte, che magari non è colpa del lamentoso di turno, magari era la sua prima volta, il suo primo lamento, ma indirettamente si accumulava ai milioni di lamenti già subiti e a quel punto scoppia il lamento dei lamenti. Dieci giorni fa il mio stream facebook sembrava il muro del pianto, tutti per il clima, qui in Belgio, a Dublino, a Londra, puff.. dovevo sdrammatizzare in qualche modo ma anche lanciare un messaggio ;)

@Met
sulle zone di Bruxelles, nella sezione "Domande" dovresti trovare qualcosa, altrimenti rimediamo:)
Sul socializzare, eh, a di là della lingua e della cultura diversa (lo so, mica poco), valgono un po' le stesse regole, cioè non ci sono regole, ognuno è un mondo a parte, bisogna trovare/creare/coltivare connessioni più un pizzico di fortuna e aiuto, magari frequentando un corso di lingue/di salsa/di cucina/di meteorologia :D, magari entrando di "forza" in qualche gruppo o "usarne" altri (magari italiani) per entrarne in altri, insomma il solito "buscarse la vida" spagnolo: fuori un po' più difficile, ma non impossibile.

S t E ha detto...

Antò, ma sto conto in banca dopo tanti anni a quanto sarà ammontato? ;D

andima ha detto...

@StE
:D no ma se pensavo solo al conto in banca, restavo a Dublino, credimi:)