mercoledì 22 marzo 2017

Non sei più la stessa

Te lo ricordi come fosse ieri, un anno fa. Un anno fa Bruxelles è cambiata, di colpo. Sei passato proprio da quella stazione della metro, Maelbeek, appena 15 minuti prima l'esplosione, un anno fa. Ci passavi ogni mattina, da quella stazione della metro, mai allo stesso orario, più presto, più tardi, non lo sai mai, ti fermi a giocare con tuo figlio prima di uscire, c'è un pannolino da cambiare all'ultimo momento, c'è un pianto da calmare e un capriccio da gestire. Insomma, sei passato da Maelbeek con la solita fretta, con la solita distrazione, un anno fa. Sei arrivato fino alla fine della linea 5, come facevi ogni giorno, e hai ricevuto la chiamata allarmante di tua moglie. Bruxelles è cambiata. Il giorno dopo avevi un volo esattamente da quel aeroporto, per la Spagna, un anno fa. Coincidenze, fortuna, destini. Un collega è rimasto in coma, un anno fa, perché le sue coincidenze son state diverse. Hai conosciuto uno degli infermieri che era lì all'aeroporto tra i soccoritori, un anno fa, è diventato tuo collega qualche mese fa, dice solo che vuole dimenticare tutto, che ha visto cose che, alla fine preferisce non parlarne. E ci continui a passare ogni mattina, da quella stazione della metro, e anche se c'è sempre la solita fretta, e anche se c'è ancora quella solita distrazione di sonno e pensieri da decifrare, quella stazione spesso non è più la stessa. Quando la guardi attraverso i vetri sporchi della metro, adesso, ti capita spesso di pensare a quel giorno, gli attentati, ce lo ricordano i militari sparsi ancora qua e là a Bruxelles, nuove figure del paesaggio metropolitano. Ce ne siamo fatti l'abitudine, qui a Bruxelles, di vedere militari nella metro, al mercato, al centro commerciale, al cinema. C'è chi è andato via, per paura, c'è chi ha cambiato città senza pensarci due volte, c'è chi non prende più i trasporti pubblici, ha cambiato abitudini, c'è chi ogni volta che entra in un vagone della metro si guarda intorno, sospetto, e lancia sguardi da investigatore maldestro, tra stereotipi affannati e timori trascinati. E Bruxelles intanto continua, non ha scelta, con una cicatrice e un anniversario in più sull'asfalto consumato. Rimane bella, Bruxelles, e ti ci affezioni ulteriormente, come quegli amici che condividono esperienze forti, accumulato memorie indelebili, di belle e brutte che siano, cambiano tanto nel frattempo, entrambi, non se ne accorgono giorno per giorno e poi alla fine si ritrovano inseparabili per il solo fatto che è ancora bello passare del tempo assieme, semplicemente. Mi dispiace tanto Bruxelles, perché un anno fa non è stato un bel giorno, ma siamo qui accanto a te, restiamo qui, un po' parte di te.

andima a Bruxelles :: blog di un sognatore (italiano dicono) a Bruxelles
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