martedì 27 ottobre 2009

Il mio collega cinese

Il mio collega cinese parla sempre poco, si muove di rado dalla scrivania ma e' sempre il primo ad alzarsi per andare a mensa, come un orologio alle 11:45, mentre io ed il collega francese cerchiamo di perder tempo per non andare a mangiare all'ora dei nonni.
Il mio collega cinese non ama le critiche alla Cina e quando un altro collega quasi offese alcuni trattamenti barbari per ragazzi malati di internet, lui si e' irritato un po', improvvisamente, come non si era mai visto, come si fosse svestito della timidezza e di quell'educazione silenziosa, come fosse diventato per un attimo un altro, cercando di far capire che l'immagine che l'Europa ha della sua patria non e' la vera Cina e che nessuno a quel tavolo, tranne lui, sapeva cosa fosse la vera Cina. A quel punto teste basse, occhi nel piatto, mascelle a masticare, di quei momenti tra panico e pentimento, fastidio ed imbarazzo. E la verità chissà dove si perde nelle distanze e le omissioni.
Il mio collega cinese fa poche domande, da' poche risposte e va matto per la senape. A mensa e' possibile prendere una bustina di senape gratuitamente, la seconda pero' si paga. A me la senape non piace tanto, ma un giorno ne ho preso una bustina per poi darla a lui. Aveva gli occhi di un bambino nel ricevere la sorpresa inattesa, l'euforia del nuovo pacco da scartare per la senape aggiuntiva da usare sulle frites e quando ha detto thanks aveva davvero un bel sorriso. Dopo qualche giorno me lo ha chiesto esplicitamente, di prendere la senape per lui, ed a quello sforzo immenso nel superare le barriere di una timidezza probabilmente caratteriale ho risposto con un bel sorriso.
Il mio collega cinese ha il completo elegante nell'armadio dell'ufficio e se c'è un meeting con il cliente, va un attimo in bagno e si cambia e cosi' il vestito e' li' da più di 5 mesi, muto sorvegliante delle scartoffie, dei documenti, di qualche spillatrice. Una notte probabilmente il completo si impiccherà con la cravatta, ucciso dalla solitudine e dal ragno che lascerà la tela per innamorarsi altrove.
Il mio collega cinese e' in Europa da 4 anni ma e' tornato a casa solo due volte, e' figlio unico perché, dice, e' nato nell'anno in cui il governo cinese inizio' a limitare le nascite, ma si può eludere la super tassa sul secondo figlio, mi dice, se il primo non e' sanissimo o se entrambi i genitori sono figli unici.
Il mio collega cinese oggi ha voluto rallegrare tutti, portando un cofanetto con dolcetti tipici della sua regione natale. Tutti noi golosi ci siam avventati su quei pezzettini marroni ricoperti di palline colorate, ma al primo morso le facce più strambe si son incrociate, capite, trattenute, quando masticando quei pezzetti di manzo freddo ricoperto di piccantissime spezie ognuno ha avvertito un urgentissimo bisogno d'acqua. Alla fine tutti a riderci su mentre lui, il mio collega cinese, ne prendeva in mano due, tre pezzetti e a bocca piena e chiusa, rispondeva ai sorrisi con una curva accennata.
Mi sta simpatico, il mio collega cinese, ed e' tutto un mondo da scoprire, che non so, e allora ogni giorno gli domando qualcosa, senza troppo rivoluzionare i suoi silenzi, senza invaderne gli spazi, pagando il pedaggio alla frontiera con una bustina di senape e un sorriso.

9 comments:

Alekos ha detto...

Bellissimo post.
Curiosita' verso chi e' diverso ma anche rispetto. Ti ammiro.

bacco1977 ha detto...

bella storia di amicizia.
BRAVO

e non dico altro.

andima ha detto...

grazie raga:)

@bacco
il tuo "e non dico altro" suona quasi a minaccia :S

bacco1977 ha detto...

ma quale minaccia?
Era un bravo secco. Un " e non c'e' bisogno di aggiungere altro, e' cosi' che si fa".

Non prendere con sospetto cio' che dico.

Sono una persona molto schietta (anche troppo).

andima ha detto...

eheheh no no ma non pensavo a male :D
infatti "suona" ma non lo e'

p.s. questo firewall aziendale non lo capiro' mai.. un giorno posso commentare, l'altro no.. su alcuni blog si', su altri no.. mah..

Zax (Andrea) ha detto...

bel post. Questa è una delle cose che manca in un lavoro in Italia, avere colleghi di altre nazionalità. Ti invidio un po' !

Andrea

pedro ha detto...

mi unisco al coro dei complimenti ;)

Turz ha detto...

Il mio collega cinese è uguale, solo che non gli piace la senape.

andima ha detto...

@Turz
e allora mi sa che ti tocca pagare il pedaggio alla frontiera soltanto con un sorriso:)