lunedì 22 marzo 2010

Un milione

Un milione. Forse a contarle sono davvero un milione le bugie che la scena politica degli ultimi anni ha cercato di diffondere e spesso, sfortunatamente, passare come verità inconfutabili. Forse le hanno sempre dette, da ogni polo, cercando la via più breve al consenso, alla vittoria, alla prescrizione. Un milione. Perché non si parla più di promesse elettorali dell'abbassare le tasse, di sondaggi farlocchi o altre bestemmie in politichese, non si mente sulle promesse ma sui fatti, si passa dall'ipotesi che magari può anche avere un alone di follia, di bugia, di presupposto sbagliato, alla realtà truccata e messa in scena. Quando le intercettazioni provarono che il signor B era in dolce compagnia sul lettore di Putin ma a Napolitano aveva rimandato un appuntamento per motivi di salute, la menzogna fu più comica che tragica, ma invece di ridere bisognava sdegnarsi. Perché e' vitale per la democrazia e l'informazione del paese smascherare certe follie, come il miracolo dell'Aquila che ricostruzione record non e' o il ritornello che in Italia la crisi non esiste, senza dimenticare viaggi in Libia con frecce tricolore per affari privati, mafiosi che diventano stallieri, manifesti taroccati col photoshop, finte librerie come sfondi ad interviste e quant'altro si possa tirar fuori dalla politica che diventa una televisione, una macchina di finzione. Poi e' ovvio, si apre il delirio quando addirittura si promette di sconfiggere il cancro (ma ce lo auguriamo con tutto il cuore) o si trasforma vergognosamente un eroe nazionale in tarocco, e la lista sarebbe davvero lunga, lunga un milione. Ovviamente i complici sono tanti, sono un milione, dagli editoriali dei TG all'incapacità dell'opposizione di trasformare queste bugie in armi e ahimè i complici siamo anche noi perché spesso sappiamo ma non reagiamo, preferiamo il falso perché e' il meno peggio o perché dall'altro lato non e' poi migliore, perché magari mai a sinistra anche se a destra siamo tutti marionette, forse perché ci consoliamo con l'ignavia impossibilita' di cambiare le cose  o semplicemente perché noi cercheremmo di fare lo stesso e allora diventa un falso giusto, concesso, approvato. C'era un milione di persone in piazza a Roma, spudoratamente falso, ma senza batter ciglio, si mente come fosse naturale, come se chi ascolta non avesse percezione della realtà, come fossero pulcini a beccare mangime e la bugia più grande e' proprio nel nome, dove un popolo truffato, e' un popolo libero e il popolo della libertà e' il popolo a cui si mente. Siamo sicuri che questo e' amore? Un milione di baci.

4 comments:

pedro ha detto...

caro andima,
il rimedio è semplice.
se MILIONI di italiani non andassero alle urne, i politici TUTTI, sarebbero deleggittimati, smascherati, sbugiardati.
messi con le spalle al muro da MILIONI di gente onesta e comune, stanca delle prese in giro, delle fandonie, dei loro comodi interessi personali.

caro andima...in questo momento l'astensionismo, quello di massa, quello di MILIONI di non votanti, è l'unica soluzione.
metterebbe in chiaro una cosa.
che esistono MILIONI di persone che NON vogliono realmente nessuno di questi farabutti.
non solo a chiacchiere da bar(salvo poi accontentarsi del pacco di pasta e andare, della promessa di lavoro, della buona parola sulla pensione...con il guinzaglio al collo alle urne).

berlusconi è già spaventato dell'astensionismo...speriamo che gli italiani diano un segnale reale, per una volta!

vinz_745 ha detto...

Chiamala assuefazione, rassegnazione, frustrazione. Ormai si accettano come normali cose che in qualunque altro paese farebbero rizzare i capelli in testa.

C'è da dire che mister B può fare tutto quello che fa perchè chi avrebbe il compito istituzionale di contrastarlo lo fa poco e lo fa male.
Ormai si è plasmato anche l'opposizione su misura. Questa è la tragedia.

Comunque, la storia del milione di persone, con le foto che dimostrano l'evidenza del contrario, è l'equivalente dell'asino che vola dell'altra discussione. E' la dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, che un balla in televisione è ben più pericolosa di una balla in rete.

andima ha detto...

@pedro
non lo so, sei sicuro che non andando alle urne si fermerebbe il sistema? Gli sdegnati sono quelli che sanno, non andando alle urne farebbero soltanto buon gioco a chi gia' detiene il potere, secondo me. Non credi?

@vinz
si', d'accordissimo, oramai se ne vedono e sentono di cotte e di crude, senza più pudore o ritegno per le menzogne anche le più assurde. Molto bella questa lettera di Servegnini a riguardo:
L'Italia che corre in salita

e sono d'accordo con te anche sul rapporto balle/media, in tv il pericolo e' enormemente maggiore, soprattutto quando i canali sono pochi e gestiti direttamente o indirettamente da un solo potere.

andima ha detto...

ed anche questo post (leggermente modificato per il soliti limiti di caratteri imposti dalla piattaforma) e' stato pubblicato su Italians da Servegnini (e siamo a cinque!)
qui:
Il popolo della libertà è il popolo a cui si mente?