martedì 29 giugno 2010

Bilanciamenti personali in un paese troppo leggero

Dopo l'ennesima edizione di un tg1 da paura, dove la verità viene perfettamente mascherata marcando il tono su parole favorevoli agli interessi dei piani alti e si passa veloce sulle parti importanti di una sentenza che dovrebbe far riflettere per tematiche e conseguenze, mentre si lascia commentare proprio a Dell'Utri le vicende di oggi mostrando agli italiani una faccia totalmente filtrata e truccata della notizia, magari c'è chi dopo la lettura delle poche righe, dopo la stesura del copione, appena dopo la scrittura del palinsesto ha avuto un sussulto di vergogna, ha pensato a quanta menzogna trapelava da quel giornalismo di regime, ma quel sussulto sarà durato giusto un attimo, un secondo di coscienziosa penitenza che già vale tutta una assoluzione nella morale di chi pensa agli interessi personali, a non perdere il posto di lavoro, chinando il capo di fronte al potere, soggetti a comandi indiscutibili, dove l'etica di giornalista e l'ahimè utopico verismo verghiano devono piegarsi alla propaganda e all'immagine del partito, a voleri influenti ed accordi necessari.
Sulla bilancia di quei diffusori di mezze verità contano sicuramente tutto gli interessi personali, la carriera, il lavoro, lo stipendio, le amicizie importanti, le promesse ed i patti sottovoce; contano sicuramente nulla le immagini trasmesse al paese, le notizie diffuse all'ora di punta, entrando nelle case degli italiani e diffondendo in continuazione cronache ben assemblate per la grande macchina televisiva di finzione e consensi. Su quelle bilance pesa sicuramente tanto il proprio conto in banca e l'equilibrio del proprio micromondo, che rimanga immutato, che non cambi, che continui in quella struttura che se pur precaria riesce ad andare avanti e garantire interessi individuali; il resto, la morale, la verità, l'informazione ed il giusto per gli altri, è tutto troppo leggero per cambiare qualcosa, quella bilancia non si muove ed il risultato rimane immutato.
Ecco perché non ci sarà mai una rivoluzione in Italia, nonostante la coscienza delle cose, nonostante lo sdegno se pur corrotto da una lenta e innaturale assuefazione a fatti, vicende, pugnalate alla democrazia e alla pluralità di informazione: contano troppo gli interessi personali, pesa decisamente tantissimo il proprio micromondo, nel complesso egoistico delle necessità primarie, pensando a domani ma non troppo nel futuro, sulla bilancia del sorriso quotidiano conta stare bene oggi, nel punto in cui ci si trova; il bene del paese, la coerenza, la giustizia, sono cose troppo lontane, in questo distacco creato tra politica e cittadini, in questo baratro emerso tra bene comune e bene personale, la bilancia pende costantemente da un lato ed il paese è amaramente troppo leggero.

12 comments:

pedro ha detto...

sul sito del corriere, la prima notizia è quella sulle spie russe.

una condanna da 7 anni a 9 anni, è stata trasformata in vittoria dall'accusato, che anzi si lamenta dell'eccessiva durezza.
un gioco di prestigio.

ma per non dimenticare, per evitare che si dimentichi tutto, in fretta.
per lasciare una traccia, sarebbe bene se tutti i blogger scrivessero che:

i giudici della seconda sezione della Corte d'Appello di Palermo hanno condannato Marcello Dell'Utri a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa

andima ha detto...

bravo pedro!
per non dimenticare, perché gli italiani hanno il dimenticatoio a presa rapida o ignorano del tutto, quelli che invece non ignorano ma sanno sicuramente (l'opposizione) sembra preferiscano non intervenire, quando dovrebbero far leva su queste cose per cambiare davvero gli equilibri.
Gia' dall'ultima intervista Borsellino, appena due mesi prima dell'attentato fatale, affermava che Mangano fosse stato intercettato e che quando diceva di portare "i cavalli in albergo" si riferisse a partite di cocaina e traffici mafiosi, eccolo lo "stalliere" di Berlusconi, amico di Dell'Utri.. che cricca.. e che posizioni occupa al governo..

il problema e' che cambierà poco, domani altre polemiche, ma da lunedì sara' tutto di nuovo normale, c'e' da rassegnarsi, sulle bilance della maggioranza delle persone ci sono cose più importanti ed il resto sembra passare, scivolare nel dimenticatoio, e' cosi' da anni, potremmo fare una lunga liste di cose che altrove avrebbero già scatenato se non la rivoluzione sicuramente dimissioni e cadute di potere.. ma in Italia no, tra assuefazione e priorità personali tutto sembra andare avanti come in una normalità disarmante.

vinz_745 ha detto...

@Andima,

Secondo me assuefazione e rassegnazione sono una parte del problema, e sono sentimenti provati da un parte non maggioritaria del paese. Da coloro cioè che si rendono conto che tutto ció è inaccettabile, che sanno di dover fare di più ma iniziano a risentire della stanchezza e della frustrazione.

Ma ci dobbiamo occupare anche dell'altra metà del cielo, di coloro a cui la mafia non da fastidio, che credono che sia parte del paesaggio. A costoro non fa ne caldo ne freddo se una fetta sempre più grossa della classe dirigente è collusa o connivente.
Votano e sostengono senza problemi candidati indegni in cambio di un favore o di una promessa di un favore.

Solo in paese cosí la propaganda di gente come Minzolini puó attecchire. E non è nemmeno vero che non si possa ottenere notizie ed informazioni. Tu per i tuoi post le trovi. I media faziosi sono solo una parte, anche se non piccola, del problema.

Falcone e Borsellino sono morti 20 anni fa, non ieri. 20 anni fa. Pianti lacrime e disperazione e tempo un'anno tutti a votare allegramente per l'unto del signore. Qualcuno si è mai domandato da quale magico cilindro sia venuto fuori quel tizio?
E tra 20 anni sarà diverso? Ci crediamo?


Ora me l'aspetto l'obiezione facile facile. Sempre colpa degli altri, mai la propria. Ma è un'argomentazione inutile. Di lana caprina. Non ha nessuna importanza se chi scrive faccia parte o meno della maggioranza intrinsa di cultura mafiosa. Quello che conta è che c'è una maggioranza che è instrinsa di cultura mafiosa.
Bisogna arrampicarsi sui vetri per negarlo.

E tra l'altro ho anche problemi ad accettare la tesi per la quale tutti facciano parte dello stesso indistinto calderone di colpevolezza. Rita levi Montalcini non ha le stesse colpe di Bernardo Provenzano.

grazie comunque per il post. Alla fine sei stato l'unico a parlarne.

TopGun ha detto...

io sono per il lasciare silenziosamente, uno ad uno il paese.

voglio vedere cosa governano questi...

ovviamente è una provocazione, come lo può essere il pensiero che mi sfiora sempre durante le tornate elettorali:

e se nessuno andasse a votare?

a dell'utri non succederà niente, al post di dell'utri ne verrà un altro.
così vogliamo noi.
così dobbiamo campare.

andima ha detto...

@vinz
Ho come l'impressione che per qualche verso diciamo la stessa cosa, ma tu tendi piu' a etichettare la maggioranza come "affetta" da una cultura mafiosa, mentre io la etichetto di un egoismo comodo e immediato. Sono due etichette per una maggioranza, due generalizzazioni, in nessuna delle due ci va la Montalcini, ma ahime' e' il gioco delle scatole, devi pur descrivere mille in un concetto, a scapito di pochi che non rientrano nelle sfumature. La tua scatola pero' non mi piace.

Non mi arrampico sui vetri, ma non mi trovi d'accordo, non credo che la maggioranza sia di cultura mafiosa, bisognerebbe capire cosa intendi per cultura mafiosa, questo sicuramente aiuterebbe a chiarire il concetto, cultura mafiosa puo' spaziare dalla omerta' alla criminalita'. Io credo piuttosto che sia un fatto di equilibri personali e che nulla cambi perche' faccia comodo cosi', perche' lo stato e' lontano, e' leggero, che facciano i loro porci comodi li' a Roma in quei palazzi di potere, l'importante e' che la mia vita non venga rivoluzionata, che i miei compromessi mi garantiscano le mie certezze, non importa se per raggiungerle devo fare qualcosa che va, direttamente o indirettamente, contro il bene comune, alla fine conta il mio bene, quello personale o dei pochi cari. Se per cultura mafiosa intendevi qualcosa del genere, allora volevamo trasmettere lo stesso messaggio.

Lo stesso ragionamento lo applico all'opposizione e non fa una piega. Non lo applico soltanto ai giornalisti, a cui nemmeno fa una piega, e non mi trascino dietro la informazione mancante o l'assuefazione a fatti ripetuti: sono sicuramente fattori che contano, anche molto, ma sono conseguenze (e non input) del ragionamento che facevo, secondo me.

Probabilmente anche il discorso del L-word di qualche post fa si potrebbe riallacciare a queste considerazioni: preferiamo il compromesso, preferiamo abbassare la qualita' media piuttosto che sforzarci di produrne di alta, conta di piu' il bene personale, il resto e' troppo leggero per pesare qualcosa sulla nostra bilancia e far puntare l'ago verso qualcosa che non da' profitto, che non conviene. Ripeto, e' per questo che difficilmente scoppiera' una rivoluzione in Italia, non e' per la cattiva informazione ne' per l'assuefazione, ma proprio perche' anche la rivoluzione, come atto, come evento, non conviene, e' uno sforzo che rompe troppi equilibri, meglio andare avanti con quello che si ha oggi, in qualche modo si va avanti e domani.. si vedra'.
Ecco, tutto questo lo scrivo con amarezza, ma secondo me e' proprio tutto questo che si cela dietro quegli "Eh" o "vabbe'.." o dietro altri silenzi quando provo ad affrontare discorsi sulla politica ed altre tematiche con persone a me care che vivono e vogliono continuare a vivere in Italia, nonostante tutto.

andima ha detto...

@Top
ecco vedi, lasciare il paese cosa significa? Che sulla bilancia conta il bene personale prima di ogni cosa; il bene del paese, della comunita', e' troppo leggero, conta troppo poco per pesare (e mai verbo fu piu' idoneo) sulle nostre decisioni. (ovviamente nel caso in cui lasciare il paese sia scaturito da eventi tipo quello introdotto dal post)

E' questo il punto. Se proprio non ce la faccio piu', se proprio sono stufo di perdite di democrazia, di dimissioni che non arrivano, di fatti che sconcertano ma che non stupiscono gli altri, allora vado via, non inizio certo a pensare alla rivoluzione, sarebbe troppo difficile, lontana, magari utopica, magari inutile, meglio essere egoisti, emigrare e ciao, la vita e' breve, la vita e' mia, non mi faccio martire, non la spreco.

Ma non lo dico con spirito offensivo, sia chiaro, lo dico amaramente e con una certa consapevolezza personale delle cose, almeno fino a questo punto. Magari e' solo un passaggio, ma e' quello che penso al momento. Sicuramente confrontarmi con gli altri attraverso il blog puo' aiutare.

L'effetto collaterale quale e'? Che poi difficilmente si riesce a dimenticarsi di tutto, si continua ad informarsi, a sperare, a lamentarsi se vogliamo, a indignarsi e sognare che altri si indignino ma sulle bilance altrui abbiamo ben poco potere, proprio perche' per definizione sono altrui.

E come ho detto, oggi ci sara' qualche editoriale, qualche polemica, qualche sdegno, ma gia' da lunedi' sara' tutto tornato normale, anzi per molti il "normale" non e' mai stato alterato, ci sono fatti che se per noi sono macigni per altri sono piu' leggeri dell'aria. Sono bilance, tarate sugli interessi personali, sul benessere individuale.

vinz_745 ha detto...

Si, è probabile che stiamo parlando della stessa cosa, ma in questo caso la definizione stessa che ne diamo cambia di molto la prospettiva.

Dunque, cosa intendo per cultura mafiosa. Non ha nulla a che vedere con il concorso esterno in associazione mafiosa, con i reati di complicità o connivenza con la mafia. Cultura mafiosa non è qualcosa di intercettabile con il codice penale. Fedina penale limpida e cultura mafiosa possono convivere benissimo.

Ora ti faccio qualche esempio di quello che penso sia cultura mafiosa. Dire che Saviano infanga la campania è cultura mafiosa. Votare per candidati condannati o fortemente sospettati di essere legati alla mafia è cultura mafiosa. Pensare o sostenere che la mafia fa parte del paesaggio, che è un male si , ma che bisogna conviverci dato che non si puó sempre lottare con i mulini a vento è cultura mafiosa. Accettare senza fiatare che per anni vada in onda un programma come Sgarbi quotidiani dove ogni giorno magistrati antimafia venivano letteralmente linciati (metterlo in onda il programma invece non è cultura mafiosa, è concorso esterno). Non i mafiosi, I magistrati che li combattevano! Questo è un bell'esempio di cultura mafiosa.
Accettare, anzi desiderare dato che siamo in democrazia, che il proprio paese sia governato e rappresentato da uno che ancora oggi non si è degnato di spiegare dove dannato accidente ha preso i capitali per costruire mezza milano e per creare il suo impero mediatico. Lo lasciamo che canta sulle crociere e lo troviamo che ha costruito Milano 2, che è successo in mezzo? Non farsi, e fargli, queste domande è cultura mafiosa.
Quanto agli 'eroi' da cui è circondato, beh, quello è il tema del tuo post.

Ti rendi conto tu stesso che potrei continuare a scrivere per tutto il giorno.
Ma avere cultura mafiosa è qualcosa di vago, impercettibile, spesso inconscio, un po' come il razzismo. Io?! Razzista?! Ma scherzi??? Non sono affatto razzista ma proprio mia figlia si doveva mettere con un negro?
Rendo l'idea?
Ammazzano Falcone e tutti quelli che prima votavano per Ciancimino e Lima si strappano le vesti. Si indignano, chiedono misure straordinarie, finanche la pena di morte. Salvo poi ritrovarseli il mese dopo a votare (in massa) per Dell'Utri e Cuffaro.

Mi rendo altresi conto che anche il semplice fatto d'ipotizzare che la cultura mafiosa sia maggioritaria nel proprio paese è dura.
Ma su un punto vorrei che non ci fossero equivoci.
Quando dicevo arrampicarsi sui vetri non mi riferivo mica a te o a uno dei tuoi post. Parlavo della retorica dominante. Ora possiamo avere idee diverse o magari soltanto diversamente espresse, ma apprezzo molto il fatto che ti indigni, ti ci appassioni e ne parli. A prescindere dalle possibili divergenze.

TopGun ha detto...

quoto in toto vinz.

io parlo per me.
mi sento di dire che la campania ha tutti i requisiti per aderire perfettamente al ragionamento che fa.

vi auguro buona giornata con un video:
http://www.youtube.com/watch?v=yx4dzLlNlFs

andima ha detto...

@Top
fosse solo quello, guarda un po a che livelli siamo arrivati: qui, senza parole

andima ha detto...

@vinz
sì in molte cose mi trovi d'accordo e probabilmente quel concetto di cultura mafiosa si può applicare a molte regioni del sud, non so quanto si possa applicare ad altre del centro e del nord italia, ma sì si potrebbe anche arrivare ad una maggioranza, purtroppo.
Ed applicando anche il tuo pensiero, la conclusione è la stessa: rivoluzioni non ce ne saranno e le cose non cambieranno, o almeno non tanto facilmente, tutto sembra andare avanti per inerzia o per comodità in una sola direzione.
In qualche post in passato ipotizzavo interventi dall'esterno, dall'Europa, ma sono un po' scettico a riguardo, almeno per il momento.

TopGun ha detto...

andima andima andima....

nun' t' mover' a là!!!

andima ha detto...

ed anche questo post (in parte) e' finito su Italians, qui.

e non vi dico la caterva di insulti che son arrivati, come al solito..