venerdì 11 marzo 2011

Come due milioni di alieni

Certe notizie bisogna darle con un certo tatto, altrimenti poi c'è chi si spaventa. Ecco, dice il Welfare che servono due milioni di immigrati in dieci anni. Dice che servono per il fabbisogno di manodopera, per reggere il sistema, ma senza panico: viste le stime di crescite interne i numeri dicono che bisognerà aprirsi soltanto a poco meno di due milioni di lavoratori stranieri. E che sacrificio. L'importante è che vengano a pulire la scrivania la sera, che raccolgano i rifiuti la mattina presto e che non si radunino in gruppi in qualche bar o inizino a mangiare kebab per strada o addirittura chiedano il diritto a professare la propria religione in luoghi di culto, diritto addirittura previsto dall'articolo 19 della Costituzione, ma la Costituzione è italiana, si sa, che valga allora per gli italiani - direbbe qualcuno oggi al governo - e non per l'Italia.

Il Welfare dice che servono per l'economia, anche se l'economia è al tracollo e la disoccupazione galoppa, servono altri due milioni di lavoratori e servono disposti a tutto, a quello a cui i laureati italiani non vogliono adeguarsi o a quello che è più facile impiegare. Servono, è il verbo che riassume il tutto, è nel verbo la parola magica, mica per la diversità culturale, tanto meno per migliorare un'elasticità mentale rigida e centenaria, servono per reggere il sistema, ma il sistema è pronto ad altri due milioni di immigrati? Perché magari non servono soltanto due milioni di immigrati ma anche meno populismo spicciolo, meno occhiate maliziose e paure ingiustificate, meno propaganda di esodi biblici e facili strumentalizzazioni quotidiane e soprattutto parità di trattamento, magari acquisendo la coscienza che oggi la società è multiculturale ed i diritti non si basano soltanto sul luogo di provenienza. Che gli altri non son alieni.
E poi, ops... mi chiamano in un meeting, dovrò inventarmi qualcosa nell'ufficio dove lavorano quattro francesi, due italiani, un cinese, una senegalese e due belgi. E siamo a Bruxelles, non conosco il loro articolo 19 ma un immigrato non è alieno e - mi dicono che - si sta bene, nonostante i francesi.

11 comments:

Pierluigi Vernetto ha detto...

mah non so se a Bruxelles si sta cosi bene, vai a vedere sto film sugli scioperi della fame del 2009 dei sans papier

http://www.afilmsouverts.be/Sans-papiers-sans-voix,127

certo sempre meglio che in Italia ma anche qui la xenofobia di Stato non scherza

andima ha detto...

Non volevo confrontare i due paesi sui piatti del bene e del male della bilancia, ma è palese o almeno lo è dalla mia impressione che il mix si confonde meglio, sicuramente non senza problemi, magari un mix accelerato da un passato coloniale, da un paese che di suo è già l'unione di due culture differenti, dalla valanga di eurocrats richiamati dalla commissione e da stranieri francofoni che preferiscono Bruxelles a Parigi. Va bene prevedere 2 milioni di stranieri, ma bisogna anche pensare all'intorno, il mio ufficio ne rappresenta nel suo piccolo un esempio, certo altra classe di immigrati magari, quelli con la carta di credito, ma la consapevezza del mix aiuta a capire gli altri, almeno si spera.

Zax (Andrea) ha detto...

credo che la differenza sia tutta li, nelle opportunità offerte dal paese ospitante. Ce li vedi i tuoi colleghi in Italia a farelo stesso lavoro ? non ci sono abbastanza posti di lavoro qualificati nemmeno per gli Italiani ...
Siamo messi un po' maluccio qui, non so come andrà a finire.

Andrea

andima ha detto...

@Pierluigi
grazie per il link, non lo avevo visto prima avendoti risposto dallo smartphone.

Tornando al post, la battuta finale non voleva porre Bruxelles come il meglio, antipaticamente, anche perché l'equilibrio che ci può essere in un ufficio misto non rappresenta né prova se ci sia un equilibrio nelle classi più disagiate, che son quelle poi indirizzate (a mio avviso) dal Welfare nella proiezione del fabbisogno di immigrati. Rappresenta però un mix palese della città ed una cultura differente, nella coscienza di una società già multiculturale.
Sono sicuro che anche a Bruxelles esistano problemi di integrazione, certo non mi aspettavo di una xenofobia profonda, cercherò di vedere il documentario che hai linkato, se ci riesco, perché mi interessa molto l'argomento.

@Zax
No, sicuramente un ufficio così misto è impensabile al momento in Italia, per questioni linguistiche (difficile lavorare in Italia senza conoscere l'italiano), per questioni culturali (a parità di skill si assumerà sicuramente un italiano e i dubbi sul "accadrebbe solo in caso di parità"), per questioni economiche visto il tasso di disoccupazione e di laureati senza lavoro.
Però se davvero si vogliono promuovere politiche di richiamo (o soltanto sperare che vengano 2 milioni di immigrati, da calcoli preventivi), beh a quel punto bisognerebbe cambiare anche qualche atteggiamento, sicuramente cosa non facile, una cultura, un'abitudine, non si cambia in un giorno né attraverso un ddl, ci vuole tempo ma anche impegno, iniziando dalla tv, dalle dichiarazioni politiche, dalle iniziative private.
Dire: servono 2 milioni, come fosse una lista della spesa, e poi avere al governo partiti xenofobi.. beh mi sembra una gran contraddizione.

gattosolitario ha detto...

Come dicevano in Svizzera negli anni ´70: avevamo bisogno di braccia, abbiamo portato persone

andima ha detto...

@gattosolitario
Ecco, bravo gatto, il punto è proprio quello, non siamo più negli anni 70, tante cose sono cambiate (abbiamo imparato dal passato?), ma sembra si ragioni ancora con quell'idea, abbiamo bisogno di 2 milioni di immigrati, poi però non possono professare la propria religione, non possono avere negozi dei cibi che mangiano, non possono, non possono, non possono, perché c'è tanta chiusura mentale e bisogna fare ancora tanto in quel senso. A proposito, mi son ricordato questo vecchio post, un'occhiata al video in fondo riassume per bene alcuni umori.

Certo da statistiche e report del Welfare non mi aspettavo proposte politiche o sociali. Sono dati, niente di più, ci mancherebbe. Però è la conferma, semmai ce ne fosse bisogno, che la società è multiculturale ovunque ed oggi è così, basta, non si può cambiare, non si può rifiutare, certo non è facile, è un cambiamento e come tutti i cambiamenti ha i suoi costi.

Pierluigi Vernetto ha detto...

andima se ti interessa c'e' un altro film molto simile:
http://www.afilmsouverts.be/Illegal,140

io credo che ci saro', eventualmente posso darti il DVD dell'altro, visto che l'ho acquisitato. Gli autori sono dei simpatici veterani della videocamera che lo hanno realizzato praticamente a costo zero.
Ci stavano pure degli italiani del CRER (o qualcosa del genere), un gruppo belga che si interessa dei sans papiers e fa delle iniziative di solidarieta' concrete.

andima ha detto...

@Pierluigi
Grazie per la segnalazione, martedì è un giorno ideale per me, probabilmente ci sarò!
E grazie per avermi indicato le difficoltà dei sans papiers, hai aperto una finestra su un mondo sicuramente un po' invisibile agli occhi di molti

andima ha detto...

@Pierluigi
Alla fine non son venuto, avevo proprio dimenticato (colpa mia) che c'era una partita che non potevo perdere avendo anche promesso ad amici di andare insieme in place lux e infatti adesso non ho voce, maledetta pazza inter.

Pierluigi Vernetto ha detto...

puoi sempre andare il 24

http://regularisation.canalblog.com/archives/2011/03/04/20543504.html

a vedere Illegal

che ci stanno pure quelli del CRER

io ho un ginocchio fuori uso e sono in modalita' "sopravvivenza", mi assicuro solo le funzioni vitali sob :o)

andima ha detto...

@Pierluigi
grazie per queste interessantissime info! Vedrò di andarci allora:)

Mi dispiace per il tuo ginocchio e ti capisco, la mia ragazza dopo i 20km di Bruxelles di ottobre si è danneggiata gravemente la rotula e ancora non può correre, a distanza di mesi, mannaggia.