martedì 6 settembre 2011

Il volo della melanzana sui girasoli

Volevi dirlo all'amico tedesco, che ti aveva ricordato la scena di quel film, quello lì che ti piaceva tanto, davvero, ma ti son rimaste le parole impigliate tra connessioni mentali e traduzioni interrotte, all'improvviso, che il film lo ricordavi benissimo, i nomi degli attori quasi mai però, e anche se il film aveva ovviamente un titolo succede che il titolo, quello che ricordavi tu, quello che avevi visto per la prima volta, era in italiano mentre il film era straniero, che da noi li traducono, i titoli, anzi no, magari li traducessero, fanno di peggio, li reinventano. E loro, i titoli, poi rimangono nelle associazioni celebrali, nelle tele di ricordi, emozioni e immagini, a far da legame in quello che il film ti ha trasmesso, che lui, il film, senza il titolo sarebbe soltanto una sequenza di scene, un susseguirsi di battute, una serie di volti, persone, paesaggi. Però succede che quel collante celebrale ti vien meno quando poi, fuori da quei confini nazionali, quel film ha un altro nome, quello originale, e tu non riesci più a condividerne i dettagli, ti rimane quella tela di memorie e di osservazioni ma con la porta chiusa, un mondo inespresso, che il titolo originale sarebbe la chiave ma non lo conosci, perché te l'hanno tradotto, anzi no, te ne hanno raccontato un altro.

Vallo a spiegare a chi magari spende notti insonni a decidere il titolo di un'opera e poi succede che lo cambiano altrove e gli altri, quelli che apprezzano l'opera, se la ricordano per altro, che se dici Eternal sunshine of the spotless mind alcuni crucciano naso e sopracciglia ma se poi illumini con Se mi lasci ti cancello, ecco qualcuno ti parla di capolavoro; e quando anche non vogliono reinventare ti rovinano giochi di parole che solo l'originale ti può trasmettere, che 500 days of Summer non me lo puoi tradurre se lei si chiama Summer e 500 diventano le bestemmie. Basterebbe chiederlo a qualche informatico sviluppatore, che spesso rimangono minuti con le dita ferme sulla tastiera per trovare il nome giusto a una variabile, un metodo, un classe, più tempo a pensarci che per scrivere il codice, che loro, i nomi, i titoli, sono importanti, son come un parto, poi ti innamori di Dora, che il tuo battito cardiaco s'adatta anche a tono, Do-ra Do-ra Do-ra, e invece dopo scopri che al suo paese si chiamava Josephine e il cuore poi non lo sa fare, Josephine, non si adatta e ci rimane male, come quando il collega cinese a Dublino, Lee, dopo un anno e mezzo ti disse che non si chiamava Lee, che il suo nome in cinese sarebbe stato troppo difficile per voi occidentali. E allora all'amico tedesco volevi parlare di Dora e Lee ma lui conosceva Josephine e Tong Wen e non vi siete capiti, era impossibile, come quando c'è chi vi parla de il volo della melanzana sui girasoli e invece pensava alla regressione semiseria sulle connessioni celebrali tra un film ed il suo titolo reinventato.

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