lunedì 5 dicembre 2011

Ma tanto tu vivi all'estero, che ti frega?

Le lacrime della Fornero hanno lasciato uno sconcerto disarmante, immediato, profondo, quell'immagine, quelle lacrime, per quanto non si voglia attribuire loro metafore o demagogia, rappresentano un passaggio preciso, esattamente alla parola sacrifici, un'introduzione che probabilmente meglio non si poteva esprimere per trasmettere il futuro prossimo, seguite da quel sorriso cinese e le parole robotiche di Monti, come bollettino di guerra, dettato del prof da ingurgitare stando attenti a non lasciarci le penne. Il primo che oggi magari distrattamente, magari soltanto in una battuta senza peso, mi dirà quella frase tipo "ma tanto tu sei all'estero, che ti frega?" si becca un gran bel vaffa, netto, sincero, con piacere. Perché ci son sempre quelli lì, quelli che credono che andando all'estero si passi per un ponte di dimenticanza ed alterigia, come se parlare un'altra lingua o vivere sotto un altro cielo possa ricoprire pelle e pori di un'armatura, e ci son anche quelli che non hanno bisogno di sentirselo dire, lo credono, ne vanno fieri, son felici di star da un'altra parte e quasi si gustano con soddisfazione le notizie di questi giorni riassumendo in un "che mi frega, io son altrove", magari provando un orgasmo d'orgoglio nel commentarle. E se anche non fosse che oramai nel mondo globalizzato tutto è connesso e più che per un volo di farfalla in una foresta amazzonica, l'uragano si scatena per un vecchietto che non riceve la pensione in un paesino dell'entroterra meridionale, c'è dell'altro meno lontano dei grafici dei mercati e più semplice delle teorie economiche moderne: c'è la sfera personale, c'è la famiglia lì, amici e parenti, quelli che la crisi non la leggeranno soltanto sui giornali seduti al loro ufficio la mattina, ma la vivranno probabilmente sulla propria pelle: è per quelli lì che il mio vaffa uscirà netto, sincero, con piacere, è per quelli lì che c'ho come un nodo in gola adesso, perché prima di essere italiano all'estero, prima ancora d'essere qualcuno in un paese straniero, sono un figlio, sono un fratello, un amico, un conoscente.

12 comments:

Baol ha detto...

E quel vaffa avrebbe un magnifico suono!!!

Bel post!

Marco - Osio ha detto...

Bel post andima! ;-)

A me quelli che danno più fastidio non sono tanto quelli che vanno all'estero e si vantano di non avere più nulla a che fare con l'Italia (salvo quando possono ricavarne qualcosa...), ma quelli che danno lezioni.

Ce ne sono ovunque, anche tra chi è rimasto in Italia, e danno lezioni su tutto, pontificano, ripetono a papagallo cose dette da altri, si ergono a moralizzatori senza sapere un beneamato cazzo di ciò di cui parlano, si vantano di ragionare da soli mentre in realtà si stanno solo rivelando degli utili idioti... ma sto andanto off topic e mi fermo qua.

un saluto.

andima ha detto...

@Baol
sarebbe sicuramente liberatorio:)

@Marco
Ti capisco perfettamente, anche se spesso davanti a un comportamento del genere bisogna capirne anche le cause, se lo fanno per "difendersi", per esempio, o perché credono davvero fermamente in quel che dicono.

ah, questo sfoto è finito anche qui, su Italians di oggi.

Spider ha detto...

Bel post ;).
Certo che se il ministro piange, non è un buon segno. Spero pianga per la gravità della manovra, e non anche perché pensi che oltretutto non serva a niente.
Da svizzero, mi chiedo perchè l'Italia - dapprima con Tremonti, che ha fatto orecchie da mercante per anni - non sottoscriva un accordo fiscale con la Svizzera, sul tipo di quello che han firmato la Francia, la Germania e se non erro pure l'Inghilterra. Un tale accordo porterebbe secondo le stime più pessimistiche 10, secondo quelle più ottimistiche 25 e secondo me almeno 20 miliardi di euro all'anno nelle casse del governo italiano - praticamente, se non erro, l'equivalente della manovra Monti, e molto, ma molto, di più di quanto non abbiano portato i vari scudi. Sarebbe facile, veloce, e non richiederebbe "lacrime e sangue". E quindi perchè non lo sottoscrivono?

andima ha detto...

@Spider
esatto. e aggiungerei anche i tagli alla spesa militare e l'equità non equa visto che non si son toccate (come al solito) le istituzioni (medioevali) del Vaticano&company.
Attaccando la casta avrebbero raccolto spiccioli anche se fatto contenti molti. Con la manovra che hanno varato si avrà un rientro di capitali nel breve tempo, ma nel lungo termine la situazione sarà anche peggio di quella corrente, insomma non so se ci volevano tecnici di questo "calibro" per pensare ad una manovra del genere.

Spider ha detto...

@Andima: ben detto. Molti anni fa, un mio amico italiano mi disse "in Italia comanda la Chiesa, sempre. Siam passati dall'impero romano a quello della Chiesa, che governa ancora oggi".
Pensando anche al "nuovo che torna", al PD (che come minimo dovrebbe essere un partito laico ma che ha una gran paura dei cattolici), come dargli torto?

andima ha detto...

@Spider
ecco, sulla manovra lo ha detto Gilioli oggi, riassunto perfettamente.

andima ha detto...

@Spider
e lo ripete anche Odifreddi, qui, quindi le nostre considerazioni sono più che fondate, ma non cambieranno la realtà, purtroppo.

Spider ha detto...

@Andima: è proprio di oggi la notizia che l'Italia non intende negoziare con la Svizzera un accordo sulla fiscalità come quelli raggiunti con Germania (che fruttano alla Germania 9 miliardi all'anno, tutti gli anni) e Regno Unito.
Secondo me Gilioli è pessimista, parlando di "soli" 5 miliardi per l'Italia - considerando tutti i capitali che giungono in Ticino (se fossi italiano e avessi capitali li porterei anch'io in Svizzera), di miliardi in Italia ne entrerebbero una ventina, all'anno, tutti gli anni. Mentre ora non arriva nulla. E l'Italia, anche con "l'illuminato" governo Monti, rinuncia a questa entrata sicura, che anche la Merkel ha accolto con gioia. Bisognerebbe chiedersi il perché di tanto autolesionismo, al limite del masochismo.
Che dire, chi è causa del suo mal, pianga sè stesso...

Spider ha detto...

Ho letto l'introduzione alla "shock economy" - molto interessante e nel contempo inquietante, che forse aiuta a spiegare il perchè di scelte apparentemente illogiche.
La puoi leggere
qui.

fabristol ha detto...

Anche a me lo dicono sempre. Per poi aggiungere "ma stai lì che fai bene!". Tu si che sei fortunato e altre frasi del genere..

andima ha detto...

@Spider
con ritardo, ma l'ho letta. Grazie del link;)

@Fabristol
e qui c'è un'altra delle solite cantilene;)