mercoledì 25 gennaio 2012

Lavarsi la faccia

Si lavava la faccia due volte al giorno, lui, tutti i giorni. Se qualcuno gli avesse domandato perché mai si lavasse la faccia tutti i giorni, due volte al giorno, avrebbe risposto, lui, Per svegliarmi, la mattina, per pulirmi, la sera. E avrebbe avuto senso, la risposta. E invece mentiva, lui, più o meno, o non diceva, che a volte è meglio del mentire.
La faccia, lui, se la lavava, tutti giorni, è vero, due volte al giorno, ma aveva un'altra spiegazione, lui, tutta sua. Ognuno ha le proprie spiegazioni, per tutto, diceva il nonno, il suo. Dopo una nottata di sogni, viaggi, voli e mescolanze di ricordi, voci e presagi, dove l'immaginazione prendeva il sopravvento ed il subcosciente preparava per bene minestre oniriche utilizzando quel che trovava a caso nell'ippocampo, un mago, il subcosciente, bisognava pur lavarsi la faccia, far scivolare via tracce della notte e prepararsi al giorno, altrimenti si sarebbe potuto trovare il nonno al fianco in ufficio, il suo, un paio d'ali lì dietro, sulla schiena, la sua, e la pianta che gli avrebbe parlato nel bel mezzo di un meeting, anche se noioso, il meeting. Non poteva correre il rischio, lui. E dopo una giornata di metro, ufficio, strada, traffico e bestemmie e scadenze e preoccupazioni, la fretta poi, la battuta fuori luogo del collega e la notizia di bombardamenti sul giornale, il cliente che puntualmente non aveva capito una mazza e il manager che quella mazza l'aveva stupidamente promessa, puntualmente, ecco, bisognava pur lavarsi la faccia, far scivolare via tracce della giornata e prepararsi alla notte, altrimenti avrebbe potuto dormire con il manager al fianco nel letto, il suo, un paio di documenti lì, tra le mani, le sue, ed il comodino che gli avrebbe parlato con l'ultimo bollettino di guerra. No, non poteva correre il rischio, lui.
E allora era vero, si lavava la faccia due volte al giorno, lui, tutti i giorni. Ogni mattina, sappiatelo, si lavava la faccia per lasciar via i sogni, i suoi. La notte invece, la faccia se la lavava per lasciar via gli incubi, quelli degli altri.

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