domenica 1 luglio 2012

Tutta l'Italia che non sei

Quando bussano alla porta appena dopo la partita contro la Germania, ti domandi chi mai possa essere a quell'ora: è il vicino senegalese, del piano di sopra, con il piccolo di appena 8 anni che si nasconde timido, come sempre, dietro le gambe del padre, ma che lancia sempre occhiate curiose alla ricerca di dettagli che solo la sua fantasia saprà cogliere. Congratulazioni, congratulazioni, ti ripete il vicino del piano di sopra, congratulazioni per la partita, come se la vittoria lì, contro la Germania, fosse anche merito tuo, come se a giocare in mezzo al campo lì, nel cammino verso la finale, ci fossi stato anche tu. Congratulazioni, mentre lui ti stringe la mano poco sicura tu sei lì a rappresentare l'Italia tutta, tu, italiano all'estero, connessione immediata tra la squadra di calcio appena vittoriosa ed un'appartenenza a quei colori, a quella bandiera, quella cultura. A quello stereotipo. Un po' quasi non ci credi, mentre ti stringe la mano e ti sorride sincero, un po' ti mette quasi in imbarazzo, come se non fosse il caso, lì, di erigersi ad ambasciatore italiano di fronte alla porta di casa, con la paura di deludere l'aspettativa di vicini emozionati e bambini sognatori. Ancora una volta, che si parli di scandali berlusconiani ripetuti o vittorie calcistiche non pronosticate cambia poco, tu, altrove in terra straniera, diventi improvvisamente il punto di riferimento incontrollato degli interrogativi a volte scontrosi o delle esclamazioni questa volta affettuose. Ti avrà sentito gridare, appena dopo il secondo goal di Mario o negli ultimi minuti di sofferenza catastrofica, ti avrà sentito gioire e soffrire e ti avrà pensato, inevitabilmente, durante la partita, in un'empatia sportiva poi culminata in quelle congratulazioni reiterate che non puoi che incassare e riflettere con sorriso un po' forzato, perché non te le meriti, perché non le vorresti, perché non le controlli.
C'è una patria in te attribuitagli dagli altri, condita di stereotipi secolari e relazioni necessarie, che spesso incontra umori ostili o soltanto la sorpresa repentina di vergogne e meriti nazionali; è uno specchio che distorce attraverso cui c'è chi filtra e chi fraintende, c'è chi ipotizza e chi attende recite che non farai, copioni che non seguirai, per poi confermarli, fatalmente, al primo gesto involontario delle tue mani nell'aria o al primo accento marcato nella lingua d'altri, che filtrerai anche tu, incoscientemente, come se tutti, all'estero, avessimo gemelli fantasmi, al nostro fianco, lì a rappresentare le aspettative altrui. Ci sono alieni, all'estero, a volte son i tuoi stereotipi moltiplicati, a volte sei tu.

14 comments:

sandrokhan80 ha detto...

Ancora stordito per i 4 schiaffi della Spagna (ma solo 2 ne meritavamo senza la sfortuna che ci ha portato all'umiliazione!!!) vado su internete e leggo il tuo post. Io non vivo all'estero ma ho ho sperimentato la stessa sensazione. Qnanti amici stranieri momentaneamente in Italia si sono avvicinati alla fermata del bus, al supermercato, su facebook e durante una passeggiata per darti quei complimenti! Ti senti come il giorno in cui ti sei fatto la prima comunione che tutti si complimentavano e ti ti chiedevi ... ma per che cosa??
Peccato questo torneo europeo frenetico c'è l'ha fatta godere solo per 3 giorni quei complimenti stranissimi. Una domanda mi sovviene .... ma ai tedeschi in caso contrario (naturalemte non contro l'Italia ma un'altra ipotetica forte squadra) li farebbero questi complimenti? ;)

dancerjude ha detto...

beh Antò, comunque sia andata sta finale, e nonostante le 4 pizze prese, non puoi essere troppo dispiaciuto, visto che resta sempre in famiglia ;)

preferina ha detto...

Non so come né perché, ma oggi un po' mi vergogno. Mi sembra così assurdo, da pagana dello sport, vergognarmi per 4 gol. Eppure sento gli occhi puntati su di me, come se avessimo deluso gran parte della multietnica società bruxellese, come se l'Italia ne avesse combinata un'altra delle sue con i suoi italiani pasticcioni ed esuberanti. Italiani senza sobrietà. E da quassù, sembra che mancare di sobrietà sia il più grande reato rimproverato al nostro popolo...

andima ha detto...

@preferina
non sono un sociologo, ma quel tuo sentimento lo giustificherei come empatia verso il gruppo a cui appartieni, o meglio verso il paese, la patria, la nazione, la terra natia o semplicemente le persone li' a te vicini che provano la stessa amarezza. Siamo mammiferi e in quanto tali siamo animali sociali, il concetto di gruppo fa parte della nostra esistenza e all'interno del gruppo si creano inevitabilmente empatie, positive e negative. Non so quanto sia importante la sobrietà in questo caso, forse fa parte della nostra cultura, di salire sul carro dei vincitori e di massacrare chi perde, e quindi una sconfitta, se pur in finale e contro la migliore squadra del momento, ci pesa quasi come una vergogna, e' questo? Pero' oggi, sui giornali, leggo abbastanza cose carine, sul fatto che alla fine dobbiamo esser contenti anche di questo risultato.

@dancerjude
heheeh si' resta in famiglia e lei, pagana del calcio, non ha infierito neanche, anzi era dispiaciuta, voleva vincesse l'Italia, perché voleva evitare gli orgasmi nazionalisti spagnoli dopo l'ennesimo trionfo.

@sandrokhan80
Ai tedeschi non so, prima della semifinale gli avrei fatto i complimenti anche io, erano la mia speranza di togliere il trofeo alla Spagna, purtroppo hanno trovato la loro bestia nera lungo il cammino e per una notte ci siamo divertiti:)

sandrokhan80 ha detto...

Caro Andima, secondo me quella Germania che abbiamo abbattuto era nella vera sostanza inferiore all'Italia, come mentalità di squadra in prima istanza più che nei singoli. Per sillogismo, non poteva battere una squadra a noi superiore come la Spagna. In dieci e con simili condizioni fisiche i tedeschi ne avrebbero prese 6 di pappine.
Talora penso che se si facesse un torneo a punti con girone all'italiana i tedeschi sarebbero irraggiungibili per la costanza nei risultati ma purtroppo i tornei sono su partita secca .... loro le vincono tutte e bene .... dalle qualificazioni fino alla fase finale, fino a che non incontrano i veri ostacoli "pesanti".
La Spagna penso non sia una squadra di "alieni" ma sia faticosamente battibile con una buona organizzazione di gioco e tanta tanta corsa.
Peccato per il Portogallo, se quel rigore in semifinale .... come eravamo messi ci avrebbero battuti senza difficoltà e si sarebbero rifatti con l'europeo di tutte le loro amarezze!

andima ha detto...

@sandrokhan80
stiamo andando ot, ma mi fa piacere parlarne :) La Spagna non è uno squadrone, noi l'abbiamo fatta sembrare super con quel 4 a 0, ma loro non sono uno squadrone. Il direttore di Marca (equivalente della Gazzetta da noi) scriveva qualche giorno fa "ci sono quelli che giovano bene e quelli che controllano bene. Noi controlliamo bene". Ecco, è tutto dire.
La Spagna quasi non passava il girone contro la Croazia (due rigori non dai ai croati), con la Francia (una squadra nulla) ha vinto appena 2 a 0 segnando il secondo goal a 4 minuti dalla fine e su rigore, contro il Portogallo quasi non passava e se Ronaldo avesse tirato prima (invece di concedersi il trionfo tonfo finale) magari adesso la coppa stava in altre mani. Insomma, non sono alieni, certo non sono polli, ma noi li abbiamo fatti sembrare super come neanche l'Irlanda aveva fatto...

sandrokhan80 ha detto...

@andima
Hai pienamente ragione ..... naufragando nell'off-topic devo dire che questo video è veramente impressionante, spererei quasi fosse uno dei soliti falsi della rete http://www.agoravox.it/Casillas-chiede-la-fine-della.html

andima ha detto...

@sandrokhan80
hm, mi sa che non si tratta di un fake, sta girando un po' ovunque adesso, tra giornali e reti sociali, ma questo ovviamente non ne certifica l'autenticità, pero'.. quanti di noi, guardando gli ultimi minuti, non hanno pensato lo stesso? sperando che terminasse il primo possibile quella tortura

TopGun ha detto...

Gira ovunque, non so se sia davvero un fake, vero è che Del Bosche alla vigilia è stato altrettanto corretto parlando di Biscotto.

A me piace pensare che sia autentico, e comunque fino a prova contraria lo è.

preferina ha detto...

Sai cos'è Andima, che t'aspetti (come da copione) di essere attaccato da tutti i tuoi cari colleghi stranieri pronti a sfornare cliché contro gli italiani...

andima ha detto...

@preferina
bisogna sempre però distinguere tra battuta e cattiveria, lì entra magari in gioco il grado di confidenza che si ha con alcuni colleghi ed anche il loro carattere, non è sempre facile capire quanto lontano si volesse andare o se si usi la sconfitta di una nazionale soltanto per prendersi qualche (stupida) rivincita o stuzzicare un po'.
Con i cliché bisogna viverci e, ancora, in base a chi li sforna, cambiare atteggiamento, dipende, secondo me, sempre da chi li sforna, dal grado di confidenza e dal carattere della persona, e anche dal nostro, ovviamente:) per non parlare dell'umore giornaliero.
Per come la vedo io, il fatto di sapere o di avere il presentimento di prossime battute, rientra sempre in quell'appartenenza al gruppo. Se per assurdo finisce che nessuno ti dice nulla, che ignorano la partita, il risultato, etc., poi ci rimani male, vero? :)

preferina ha detto...

Sorpreso forse, ma male no.
Intendevi sorpreso? Io ci aggiungerei anche un ‘piacevolmente’ sopreso.

Distinguere non sempre è facile con le persone che conosci poco. In generale non penso mai che le persone tirino fuori i cliché per offendere gratuitamente.
Dalle mie osservazioni di stranieri in terre straniere provenienti da qualsiasi parte del mondo, ma soprattutto dall'Europa, ho notato più spesso la volontà di rendersi simpatico che di offendere. Il problema è che questi 'simpaticoni' non si rendono conto di essere sgraziati o offensivi. Io vengo dalla Sicilia e ogni volta che pronuncio il nome della mia regione inizia un giaculatoria di affermazioni, battute e domande così stupide e così uguali. Cos'hanno in comune un lituano, un tedesco o un maltese? Le battute sull'italiano!

Per non parlare poi di quando ti fanno il verso urlando spagggheeetti, piiiizza, paaaasta, mozarrrelaa. Io ormai rispondo sempre con un sorrisetto malizioso dicendo: vorrei anch'io elencare qualcosa del tuo paese, ma non esporta niente :) Oppure lascio cadere un'umiliante "battuta originale la tua!". Se invece ho il cliché del suo paese replico a tono. L'altro giorno ho incontrato un lituano che stava ingranando con una mitraglietta di saperi ricevuti sulla mafia e così gli ho buttato lì "hai detto che vieni dalla Lettonia? Ah già dalla Lituania? Vabbè tanto per noi stranieri uno vale l’altro!" Ecco dopo anni all'estero ho imparato anch'io la guerra dello stereotipo e direi che funziona. Però quante energie sprecate per nulla…

andima ha detto...

@preferina
Cattiva con la Lituania, eh? :)
Oramai non rispondo quasi mai ai cliché, licenziando in qualche smorfia o con un sorriso smorzato, alla fine ti aiutano a classificare le persone e capire con chi si abbia più interesse a relazionarsi. Ma dipende sicuramente dagli umori della giornata.

un po' ot, dopo la finale degli europei, girano (molto sommariamente):

"un italiano entra in un bar e ordina quattro coca light, il barista dice che non ci sono ma se vuole può dargli quattro zero" spagnoli in delirio a riderissimo in place lux

"un italiano e uno spagnolo si scambiano le SIM, l'italiano domanda ma qual è il tuo codice pin? e lo spagnolo: quattro zero. Poi lo spagnolo: e il tuo? L'italiano risponde: quattro asterichi (che in inglese suona meglio, quattro stelle, ovvero le coppe del mondo che abbiamo)" spagnoli che ridono meno

preferina ha detto...

il mio franccesino ha iniziato a tormentarmi con le sue battutacce: "Sveglia! Sono le otto e zero quattro!" Opuure "oggi in Italia ci sono zero gradi in Spagna 4" e così per due giorni! Ma a me fa ridere. Le battute mi fanno ridere, soprattutto le più cattive. Ma liberateci dai clichè!

P.S.: prova la soddisfazione di rispondere con un gran sorriso di tanto un tanto. Vedrai che funziona :D