mercoledì 19 marzo 2014

Di radici provvisorie

Le radici - esclamò quasi gridando - sono proprio le radici ciò che ci dà la forza, la salute e quindi la vita!, assorbono il giusto nutrimento dalla terra che le circonda e lo trasmettono a tutto il resto, ecco perché non si possono trascurare le radici, ecco perché non si possono ignorare le radici, ecco perché son così importanti, la cosa più importante, vitale, le ra-di-ci!
Ma cosa dici? - contestò immediatamente - I rami e le foglie sono la cosa più importante, catturano l'energia del sole e mantengono viva la pianta, si estendono in mondi nuovi cercando il modo di sopravvivere, interagiscono con animali e clima, rappresentano il presente ed il futuro!
Ma che schiocchezze sono queste? Ma cosa vai dicendo? Senza radici la pianta muore! Senza radici non c'è futuro!
E senza rami e foglie? - replicò - E senza il nuovo che viaggia, si estende, cerca la luce, vita nuova, vita diversa, la luce! Per questo fai bene ad andare figliolo, trasformati altrove, per questo va, va!
Il ragazzo rimase un po' interdetto, osservando quel teatrino improvviso sulla soglia della cucina, cercando di capirne messaggi e significati, casomai ce ne fossero, casomai servissero davvero.
Non stare a sentire queste idiozie, nipote mio! Rimani dove sono le tue radici, rimani dove la terra continua a darti il nutrimento di cui hai bisogno!
Ma è proprio quello il punto! - infierì nuovamente - Che non c'è più nutrimento per loro in questa terra, che le radici vanno ammuffendosi, o seccandosi, insomma muoiono, meglio che la pianta cerchi altrove la propria vita, meglio che i rami si muovino dove la luce li possa riscaldare!
Ammuffite? Secche? Ma lo vedi che dici una cosa e il suo contrario nella stessa frase! Se tutte le piante vanno via, lo sai che succede al terreno? Che frana al prossimo diluvio! Ci vogliono radici giovani per tener il terreno, mentre le vecchie oramai non hanno più forza, non ce la fanno più..
Il terreno! Il terreno! - diresse lo sguardo al soffitto quasi a cercarne una prova - Il terreno è oramai inquinato! Lo abbiamo contaminato per troppi anni, è impastato di cemento, rifiuti, veleno.. Guarda, guarda che bosco ne esce fuori per chi lo vede con occhi esterni! C'è sempre meno verde, ci son sempre più rami secchi e ragnatele... eppoi ci son quei mostri, quelle querce giganti che non si muovono, in mezzo al bosco, che succhiano il nutrimento agli altri e il resto non cresce o cresce male.. va, figliolo, va, va dove nuova luce possa riscaldare le tue foglie e intrecciare i tuoi rami, altre radici nasceranno, ne son sicuro, quella valigia è una margotta in fondo..
Se metti radici altrove, nipote mio, se metti radici altrove... - ancora un po' restio, ma oramai agli ultimi tentativi - poi non torni più.. Ma almeno, almeno non dimenticare quelle che avevi, che un po' rimangono con te, che t'hanno fatto crescere e nutrito finora, oggi sei quello che sei anche grazie a loro!
Non dimentico nonno - rispose il nipote, a tagliare corto ed annuire - non dimentico le radici. Afferrò la valigia con energia e si diresse alla porta. Il padre lo guardò in silenzio, masticando pensieri, per poi mugugnare: i frutti, i frutti che nasceranno da quei nuovi rami, avranno un retrogusto amaro, a volte, tu però manga giù, ti faran bene, ti faran crescere.
Non lo rivide più, o almeno non più lo stesso.

3 comments:

Anonimo ha detto...

Ciao,
sono Alfonso che ti ha contattato a mezzo mail l'anno scorso.

Bellissimo questo scritto.

M.Giovanna ha detto...

Molto bello! :)

MammaInOriente ha detto...

Ciao, è la prima volta che ti lascio un commento. Solo per dirti che ho trovato questo racconto molto bello. L'ho segnalato nella rubrica settimanale che tengo sul mio blog sugli articoli più belli dagli espatriati italiani all'estero. Spero non ti dispiaccia.