sabato 24 ottobre 2009

Mentre tu stavi lì sospeso

Girando intorno al filo che forzato ti sosteneva senza lasciarti all'inevitabile forza gravitazione, tu te ne stavi lì sospeso, con l'espressione immobile e pensante legata ad associazioni d'immagini e ricordi, tu maestro di mille pensieri, della forma e della vita, dondolavi su tante teste in festa, mentre qualcuno rideva, altri silenziosi ascoltavano il cantante in azione, senza prestar attenzione a te che intanto li' sopra t'agitavi, continuamente.


Cosi' mentre alla libreria Piola tanti connazionali riuniti dal sangue, dalla lingua e la patria lontana, sorseggiavano vino ascoltando qualche discorso sulla presentazione di un libro e della fuga di cervelli (ennesimo manifesto di parole lette, rilette, vomitate ma sempre ahimè attuali), io ti fissavo danzare nell'aria, appeso cosi', a guardarci tutti, poi darci le spalle, poi tornare a guardarci (chissà che mal di testa), chissà quanti giudizi, niente maschere o forse a ciascuno la sua, forse di italiani all'estero a sentirsi diversi perché scappati ma poi riunitisi di nuovo nel ricreare un piccolo pezzetto di Italia a Bruxelles, forse soltanto per un bicchiere di vino, per una chiacchierata amica ad uno sconosciuto pero' connazionale, un incontro veloce, uno scontro col piattino degli stuzzichini a macchiarti la giacca, qualche affronto a lingue straniere adattate.
E mentre alla libreria Piola qui a Bruxelles un menestrello intonava canzoni sui festini del premier, sulle badanti, su Mentana, poi su Vespa, proprio oggi che si annunciava il nuovo brano di Battiato sugli eventi recenti del paese infilzato (ma niente lontanamente paragonabile alle parole del Rino Gaetano mai troppo ricordato), tu preferivi girare intorno a quel filo, intonare la tua danza particolare, ignorarli tutti o guardarli a 360, farmi compagnia mentre mi alienavo come di consueto, tra gli applausi, le risate, il nuovo sorso al vino della casa che scendeva male perché cattivo.
Poi uno strattone, ecco dobbiamo andare: io vado via con il nuovo mantello di pensieri, tu rimani lì sospeso ancora un po', magari torno, forse no, in fondo Piola e' a cinque minuti da casa, sarebbe bello farti vedere il libro che scrissi quando tu eri droga, sarebbe bello star sospeso lì con te per un po', ma forse già lo so e di mal di testa adesso proprio non mi va.

3 comments:

Michele ha detto...

maestro. "Il Fu Mattia Pascal" è una delle mie letture preferite di sempre.

sensidiviaggio ha detto...

i tuoi racconti sono originali, mai scontati. le tue parole fluiscono armoniosamente disegnando parabole di riflessioni curiose. interessante

pirandello...diverso da tutti gli altri. analizzatore, analista (...non saprei comde definirlo) del nostro EGO

andima ha detto...

@Sara
grazie:)

@Michele
l'ho letto due volte e almeno quattro volte Uno, nessuno e centomila, per non parlare di I vecchi e i giovani, Il turno, e delle tante novelle e di letture anche un po' piu' impegnate, come quella del saggio sull'Umorismo, insomma Pirandello e' stato davvero una droga per me ed il fatto che lui sia nato nell'anno in cui Baudelaire e' morto, per me e' stato come la continuazione di un ciclo, da un autore sono passato ad un altro, completamente differenti, ma maestri entrambi