Girando intorno al filo che forzato ti sosteneva senza lasciarti all'inevitabile forza gravitazione, tu te ne stavi lì sospeso, con l'espressione immobile e pensante legata ad associazioni d'immagini e ricordi, tu maestro di mille pensieri, della forma e della vita, dondolavi su tante teste in festa, mentre qualcuno rideva, altri silenziosi ascoltavano il cantante in azione, senza prestar attenzione a te che intanto li' sopra t'agitavi, continuamente.
E mentre alla libreria Piola qui a Bruxelles un menestrello intonava canzoni sui festini del premier, sulle badanti, su Mentana, poi su Vespa, proprio oggi che si annunciava il nuovo brano di Battiato sugli eventi recenti del paese infilzato (ma niente lontanamente paragonabile alle parole del Rino Gaetano mai troppo ricordato), tu preferivi girare intorno a quel filo, intonare la tua danza particolare, ignorarli tutti o guardarli a 360, farmi compagnia mentre mi alienavo come di consueto, tra gli applausi, le risate, il nuovo sorso al vino della casa che scendeva male perché cattivo.
Poi uno strattone, ecco dobbiamo andare: io vado via con il nuovo mantello di pensieri, tu rimani lì sospeso ancora un po', magari torno, forse no, in fondo Piola e' a cinque minuti da casa, sarebbe bello farti vedere il libro che scrissi quando tu eri droga, sarebbe bello star sospeso lì con te per un po', ma forse già lo so e di mal di testa adesso proprio non mi va.










3 comments:
maestro. "Il Fu Mattia Pascal" è una delle mie letture preferite di sempre.
i tuoi racconti sono originali, mai scontati. le tue parole fluiscono armoniosamente disegnando parabole di riflessioni curiose. interessante
pirandello...diverso da tutti gli altri. analizzatore, analista (...non saprei comde definirlo) del nostro EGO
@Sara
grazie:)
@Michele
l'ho letto due volte e almeno quattro volte Uno, nessuno e centomila, per non parlare di I vecchi e i giovani, Il turno, e delle tante novelle e di letture anche un po' piu' impegnate, come quella del saggio sull'Umorismo, insomma Pirandello e' stato davvero una droga per me ed il fatto che lui sia nato nell'anno in cui Baudelaire e' morto, per me e' stato come la continuazione di un ciclo, da un autore sono passato ad un altro, completamente differenti, ma maestri entrambi
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