martedì 13 ottobre 2009

Mio fratello e' figlio unico

Avevo già parlato delle caratteristiche linguistiche di Bruxelles, ma quando capitano episodi come quello di stamattina in ufficio, mi vien sempre da pensare.
Dalla sede aziendale centrale, arriva uno dei responsabili con un nuovo impiegato, giusto per una veloce carrellata su cosa stiamo sviluppando per le ferrovie belghe e cosa ci fa bestemmiare ogni giorno:) Il neo assunto e' un ragazzo belga, delle Fiandre. Quando il manager (francese) ha iniziato ad introdurlo al gruppo parlando in inglese, ho pensato fosse una cortesia nei riguardi di chi (come me) ancora non ha un francese di un certo livello. Mi sbagliavo: il ragazzo, belga, non parla francese e parlando con colleghi miei belgi (ma della Vallonia), parlavano tra loro in inglese. Connazionali stranieri.
E mentre tra loro parlavano in inglese, lui raccontava di aver lavorato un anno in Francia ma in inglese e di aver imparato li' un po' di francese (questo e' il colmo). E mentre vedevo due ragazzi della stessa nazione, parlar tra loro con una lingua straniera, pensavo all'Europa, alle identità nazionali. E mentre due ragazzi di uno stato di appena 30mila chilometri quadrati e dieci milioni di abitanti, parlavano tra loro come se uno fosse olandese e l'altro francese, io pensavo ai nostri dialetti, all'italiano, a come dietro una montagna, al di la' di un fiume, già ci si può sentire differenti. E mentre tutto ciò era per i miei colleghi belgi una situazione normale, accettabile, mi son tornate alla mente le parole di Massimo d'Azeglio, "Abbiamo fatto l'Italia. Ora si tratta di fare gli Italiani".

Poi e' arrivato il mio turno, e' venuto alla mia scrivania, mi ha chiesto se parlavo francese; gli ho detto no, non ancora. Mi ha risposto: "Beh neanche io, ma non ti preoccupare, non e' un problema, siamo in Belgio". E allora, ho pensato, questo e' davvero un luogo comune per tutti, perché se tra connazionali son stranieri, allora anche lo straniero qui può sentirsi un po' a casa.

9 comments:

Alekos ha detto...

Bel post, vedo sia aspetti positivi che negativi in cio che scrivi.

Stimolante da un lato, ma personalmente preferisco forse abitare in un paese dalla forte identita' nazionale in cui imparare come adattarsi, entrare in contatto con le persone, ecc.

andima ha detto...

Alekos:) trovo questa realtà molto interessante, sicuramente perché diversa da quelle vissute finora, ma mi manco tante informazioni storico-culturali per giungere a conclusioni un po' veritiere e il puzzle e' di quelli da migliaia di pezzi

vinz_745 ha detto...

A parte la lingua hai avuto modo di renderti conto di quanto forti siano le differenze culturali e caratteriali?

Sono due universi paralleli che in comune hanno solo Brussels. Ecco perchè il Belgio non è un paese, è solo un'entità ammistrativa.

A prima vista la situazione puó sembrare simile a quella italiana ma non lo è. Le divisioni tra nord e sud italia sono diverse, ed in fin dei conti meno forti.

bacco1977 ha detto...

W le differenze.
W le lingue
W i popoli
W i dialetti.
W le identita'.

W l'europa dei popoli, delle nazioni, delle identita'.
Non quella delle banche, dei palazzoni di vetro, dell'Euro.

W la vecchia europa.

Scusa lo sfogo, ma sapete tutti il mio amore per le identita'.

vinz_745 ha detto...

Io peró provo imbarazzo a condividere la stessa indentità con coloro i quali hanno aderito , credendola autentica, a
questa petizione Berlusconi beato.
30000 persone! Mi vergogno per loro.

Comunque il tipo che l'ha ideata è un genio.

bacco1977 ha detto...

e' bellissima....
ci ha liberato dai comunisti....

andima ha detto...

ahahah si l'avevo vista oggi e subito ho cercato una smentita perche' in fondo, pensavo, qualche pazzo davvero avrebbe potuto farlo sul serio. quando ho trovato la prima smentita, mi son sentito meglio:)

cmq a pensarci bene.. condizione necessaria e sufficiente per essere beatificato, e' morire, il che in quel caso non suona tanto male :D (lo so, e' cattivissima, ma e' una soluzione)

andima ha detto...

ops.. condizione necessaria.. ma non sufficiente! (cioe'.. per lui lo sarebbe probabilmente.. nel suo immenso egocentrismo..)

Zax (Andrea) ha detto...

bel post. Comunque, se ci pensi un po', anche in Italia siamo quasi tutti nella stessa situazione. gli abitanti delle varie regioni non possono usare la loro lingua, e allora usano una lingua 'straniera' : l'italiano :-)

Andrea
PS: a volte serve anche per capirsi da provincia a provincia !!!