domenica 15 novembre 2009

Consigli sparsi per non parlare italiano in inglese

Che cosa significa parlare italiano in inglese? Significa tradurre letteralmente dall'italiano all'inglese frasi, modi di dire, espressioni del nostro uso comune, ed usarle parlando in inglese. Perché quando non si e' padroni della lingua straniera, si cade facilmente in questi tipi di errori e si parla inconsapevolmente italiano, ma in inglese. E se la cosa può risultare trascurabile quando si e' in vacanza, quando si e' turisti, quando l'importante in fondo e' solo farsi capire (e allora qualsiasi mezzo e' accettabile purché si riesca a comunicare), la questione prende una piega leggermente diversa in altri contesti, quando diventa un'abitudine e si riscontra nel quotidiano, in ambiti lavorativi, in amicizie durature, soprattutto in luoghi, come qui a Bruxelles, dove l'inglese e' la scorciatoia più usata dai residenti all'estero in una nazione pero' non madrelingua inglese e quindi dove tante eccezioni son permesse (ma non corrette).

Senza pretendere di star dietro ad una cattedra ne' improvvisarmi professore di lingua inglese (non ne avrei per nulla le capacita'), condivido in queste righe alcuni dei miei errori iniziali quando balbettante ci provavo a Dublino e tanti altri errori che probabilmente sono comuni tra gli italiani che tentano di parlar inglese senza una conoscenza perfetta della lingua (e ovviamente gli errori si devono fare inizialmente, nessuno impara una lingua in un giorno, ma e' raro che qualcuno madre lingua vi interrompa e vi faccia notare l'errore e allora spesso accade che lo si porta avanti nel quotidiano trasformandolo in una cattiva abitudine linguistica).

Uno degli errori più comuni e' quello di usare la doppia negazione anche in inglese: se in italiano diciamo non ho fatto nulla, e' sbagliato dire poi I havent done nothing, in inglese non c'è la doppia negazione (come in latino) e quindi dovremmo dire I havent done anything e cosi' via correggendo frasi sbagliate tipo I didnt see nobody. Quando poi si e' alle prime armi, e' normale non conoscere tanti vocaboli e allora ci sono due vie: quella di trovare vie trasverse per spiegare la parola o quella di inglesizzare una parola italiana, magari mettendo una e alla fine, pronunciandola in modo inglese e camuffandola: potreste anche indovinare, ma il più delle volte si inventano parole inesistenti o addirittura (con un po' di sfortuna) si può incappare in un falso amico (quelle parole che sono simili nelle due lingue ma che hanno significati totalmente differenti). Il mio consiglio e' sempre tentare la prima, lo dico perché come tanti ho provato la seconda alternativa e spesso ne son usciti davvero i mostri. Un esempio di falso amico e' eventually, che se in italiano richiama molto la parola eventualmente del tipo "e poi eventualmente potremmo andare al cinema", in inglese significa semplicemente "infine", "alla fine". Eventualmente si traduce con "in case". I falsi amici!

L'uso sbagliato di parole poi può portare anche a problemi lavorativi, magari sciocchi, magari più gravi. Ad esempio, in italiano utilizziamo la parola ultimo in diverse situazioni mentre in inglese si usa last e latest. Quando durante i primi mesi di lavoro a Dublino inviai la mail con l'ultima (usando last) versione di un certo protocollo che avevo aggiornato, alcune persone andarono in panico, perché di quel protocollo erano previste altre versioni. Avrei dovuto usare latest, quindi l'ultima nel senso la più recente e non ultima nel senso ultima, definitiva. Capite?

Questo accade sostanzialmente perché non conoscendo la lingua, la cosa più naturale e' tradurre da quella nativa. E quindi se arrivo in tempo direi just in time mentre correttamente sarebbe just on time. Sempre connesso al tempo, mentre in italiano il tempo si perde (ho perso due ore a cercare le chiavi) in inglese si guasta e si spende, quindi parlando italiano in inglese diremmo I lost two hours ma sarebbe I wasted two hours (per uno spreco di tempo) o I spent two hours (trascorrendo due ore). Perché se in italiano si compie un'azione con un certo verbo, si da' per scontato che lo si usi in altre lingue alla stessa maniera, anche quando inconsciamente si hanno già esempi contraddittori. Mi spiego meglio: una delle prime domande che si impara in inglese e' what's your name; quando pero' capita di dover chiedere il nome di un posto, spesso ho sentito dire how is the name of the pub etc.. ? Ritornando all'italiano e ad un come si chiama.. Eh, com'e' il nome di quel pub? E' scritto in inglese! Ecco com'è!:) Sarebbe what's the name of that pub etc.. ?

Altro problema sono tutte quelle sigle, quei marchi, nomi internazionali che in italiano si pronunciano tranquillamente in italiano, ma che poi in inglese (ovviamente) si pronunciano in modo differente. Esempio classico e' Levis che in italiano leggiamo letteralmente levis ma se poi in un negozio chiederete un jeans levis (dicendo proprio levis, come successe a me), non vi capiranno immediatamente. Sarebbe meglio leggerlo in inglese, e quindi tipo livais. Idem per ikea, che suonerebbe tipo aikia. E cosi' via con tanti altri.

Senza scendere troppo nei particolari e nelle eccezioni, nel mio ufficio ho sentito spesso dire da belgi (ma potrebbe capitare anche tra italiani) di dire see you after per ci vediamo dopo, ma sarebbe see you later; oppure all the day per dire tutto il giorno, ma sarebbe all day long; oppure until now per dire fino ad ora ma sarebbe so far, per non parlare del famosissimo I am agree per dire sono d'accordo, ma sarebbe semplicemente I agree.
Potremmo continuare per ore a cercarne di nuove e di curiose ma questo post si sta già allungando un po' troppo e allora se ne avete in mente qualcun'altra o se volete correggere alcuni strafalcioni che ho riportato, nei commenti si potrebbe creare una bella lista di italiano-inglese, come aiuto per chi magari si e' ritrovato in qualche riga, come risata per altri che invece l'inglese lo parlano bene o come semplice curiosità se la lettura vi e' piaciuta:)

12 comments:

Gio ha detto...

Bel post!
Ma che dire del processo inverso?
Dopo anni passati a parlare in inglese, a me viene da dire 'mi hai provveduto quello che ti avevo chiesto?' ;-)

Oddio, sto dimenticando l'amato idioma italico?

Ciao!

andima ha detto...

in effetti parlare inglese in italiano capita molto spesso soprattutto agli informatici quando italianizzano verbi tecnici e allora senti i vari matchare, splittare e cosi' via, ma oramai anche non informatici usano spesso forwordami la email o l'oramai popolarissimo taggare del popolo di feisbuk:)

Cmq ti capisco perfettamente, capita anche a me di usare espressioni o intercalari inglesi mentre parlo italiano, come ad esempio usare l'actually inglese in italiano e iniziare la frase con attualmente (due anni fa non lo avrei mai usato) o "spendere ore" e cosi' via :S
Di certo non arrivero' mai a dire "paga attenzione" o "salva soldi", ma la cosa e' sicuramente preoccupante:S

TopGun [Ace In The Storm] ha detto...

Uà! "ma la cosa è sicuramente preoccupante".

Andima ma pienz' a salut' :P
(take care of yourself) lol.

per questi problemi comunque, esiste il logopedista.
noi non ci pensiamo mai, ma è una figura importante.

Purtroppo per chi non ha avuto a che fare con più lingue diverse, se non in età matura, si attivano aree del cervello diverse.

Per dire, se un Italiano ed una Francese fanno un figlio che crescerà in Spagna...in primo luogo CHE MAZZ' ca tene stù criatur' (questo bambino nasce proprio con la camicia :P).

in secondo luogo, tutte e tre le lingue si fondono e quando vengono richiamate attivano la stessa area del cervello, facendo rosicare noi che l'inglese lo abbiamo imparato poi dopo a partire dalle medie.

in conclusione,

non so cosa volevo dire. però I have ragion!


Buona notte :P

vinz_745 ha detto...

Usare termini inglesi quando esiste un vocabolo italiano che fa alla bisogna è una cosa che odio.
(es matchare=abbinare, fowardare=inoltrare..etc)

Mi sa che su questo i francesi non hqnno tutti i torti.

orma ha detto...

Interessante davvero questo post!
Ora che ho ripreso lo studio dell'inglese, il mio problema più grosso è proprio questo, tradurre dall'italiano all'inglese senza riuscire a pensare in inglese.

andima ha detto...

@TopGun
ahahah :D

@vinz
d'accordissimo con te, ricordi la signora alla manifestazione in Schuman? "splittiamoci, splittiamoci dall'altra parte" :S

@orma
come ho gia' scritto nel post, nessuno impara in un giorno (e soprattutto con le lingue non si finisce mai di imparare!) e fare certi errori e' piu' che naturale. Il consiglio che posso darti (al di la' dello studio) e' leggere testi in inglese per assimilare modi ed espressioni, vedere anche qualche film in inglese, anche se la miglior cosa e' sempre una modalita' attiva, il poter frequentare persone madre lingua inglese accelera tantissimo il meccanismo inconscio secondo cui alcune espressioni ti verranno in modo naturale ed altre ti sembreranno strane, poco comuni, se tradotte in modo errato.
Grazie per esser passato da qui:)

andima ha detto...

ops, chiedo scusa orma, volevo dire grazie per essere passata da qui:)

pedro ha detto...

bellissimo post!

riguardo le incomprensioni, ricordo quando, guardando la tv irlandese esclamai "I like these spots".
intendevo gli le pubblicità, mentre le faccie incredule degli altri mi fecero capire che spot, vuol dire brufolo...

sul discorso del nome delle brands, non sono d'accordo.
levi è un nome ebreo, che si legge come tale, gli americani lo hanno ammazzato, cosi' come nike, che si legge...NIKE, è una dea greca che non ha niente da spartire con la naiki...

per ikea, essendo svedese non sono sicuro della pronuncia

andima ha detto...

@pedro
posso capire le tue idee sui nomi dei brand, ma se vuoi farti capire, devi pronunciarli nella lingua in cui parli se in quella lingua si pronunciano in un certo modo, secondo me, altrimenti non ti capiscono immediatamente:) Lo stesso discorso potrebbe valere per i nomi delle citta', diresti Milano, Roma e magari ti capirebbero, ma gia' se dici Torino invece di Turin qualcuno potrebbe non afferrare.
Io ricordo di aver insistito per 10 minuti parlando di una partita di Champion del Bayer Monaco.. poi ci pensai su e corressi in Bayer Munich! e per esempio Inter in ambito internazionale e' conosciuta come Inter Milan e Milan come A.C. Milan, se usi questi due nomi ti capiscono immediatamente, altrimenti potrebbero pensare che parli della citta' (Milan) e non del team (Milan).

pedro ha detto...

andima, per la precisione sarebbe bayerN (che da quello che ho capito significa baviera, cioè la regione).
il bayer è il leverkusen.

continuando a parlare di nomi di squadre, l'atalanta in rep ceka è chiamata bergamo, con l'accento sulla a..., poi c'è la asroma, e per finire la internazionalmente riconusciuta rubentus o anche juvemerda(tutta una parola) :D

Zax (Andrea) ha detto...

hehehe Andima, mi sono riconosciuto in alcuni dei tuoi esempi ...

povero me :-)

Andrea

andima ha detto...

@pedro
ops!:)

@Zax
ho solo trasformato in consigli alcune mie esperienze!:) se aiuta condividerle, mi fa piacere:)