lunedì 11 gennaio 2010

Cadaveri natalizi

Che poi e' facile pensarli destinati a quella fine, con un po' di cinismo e coscienza del reale, magari già coltivati in qualche grande laboratorio, in una serra dai pochi sorrisi, insieme a tanti altri destinati comuni, poi caricati ad uno ad uno, senza neanche chissà quante carezze, e via sul furgone, in cerca di destinazione, sulla lista degli ordini solo un numero e ciao a tutti gli altri, già pronto in vetrina o in qualche giardino da esposizione fin quando non arriva il cliente, quello giusto, quello che sceglie perché ansioso di scattargli una foto o mostrarlo in famiglia, uno scambio di mani, da una parte i soldi, dall'altra la ricevuta e subito ad indossare un vestito inusuale di colori e luccichii, un manto innaturale di luci artificiali di un mondo alieno, ai piedi li' già spuntano scatole e fiocchi, fiori e bigliettini, come funghi velenosi ad adornare il tronco che più non fa parte d'un paesaggio natio mentre intorno schiamazzo, brindisi, canzoncine a ripetizione e ancora luci, poi i botti e milioni di auguri fin quando arriva il giorno finale, in cui lo si spoglia veloce, qualcuno con malinconia, chi con pigrizia, altri con violenza, nella fretta di far pulizie, tanto c'è li' il marciapiede che aspetta e tutto finisce senza magia, senza amore, dal calore alla strada soltanto un breve intervallo di violenta festività umana per chi come loro innocente ma inerme deve subire tutto lo spettacolo in prima fila.
E cosi' sabato notte ogni casa ha lasciato fuori il proprio albero natalizio, qui a Bruxelles, tanti cadaveri posavano inerti al suolo come immondizia, scarto dei sorrisi recenti, mentre la neve leggera ma continua ne ricopriva un po' quel verde sbiadito, richiamando magari alla natura madre o semplicemente salutando i mille rami come mani al cielo, qualcuno ancora scosso dai ricordi delle voglie di un bambino, ancora un poco macchiato dei mille addobbi profani, dalle eco della festa, ma la festa ormai finita e quello che rimane e' li' fuori a prender freddo.


7 comments:

bacco1977 ha detto...

e. uno sterminio.
Ogni anno.
Ovunque.

TopGun [Ace In The Storm] ha detto...

All'Ikea, lo compri.
poi se lo restituisci ti fanno un buono, e loro si occupano di donare dei soldi per il recupero di una zona boschiva sul territorio.

quest'anno mi pare dalle zone di assisi.


certo uno spreco ed una rottura.
quello sintetico dura,non sporca e non soffre.

e poi a nuje, ce piace' 'o prisepio!

bacco1977 ha detto...

io quest'anno, come sempre, avevo quello finto..

TopGun [Ace In The Storm] ha detto...

è più economico ed impatta meno.

io gli alberi li preferisco tutti insieme in una bella foresta (magari Svedese :P eh bacco? ).

certo da noi si trattano le persone come neanche le bestie, figuriamoci avere riguardo per l'albero di Natale...

pedro ha detto...

in ritardo, leggo con dispiacere questo post.

vi racconto qualcosa degli "alberi" casalinghi in moravia, a Brno.

Pochi lo comprano, molti, hanno un metodo molto "ecologico" anche se non lo voglio attribuire all'impegno ecologico.

Visto che di foreste attorno la città ce ne sono molte, con i bmbi si va araccogliere i rami caduti dei pini, li lega insieme e si decorano quelli.

quindi impatto zero sulla natura.
Anche le luci natalizie sono scarne.
Le decorazioni poi...si appendono fette di arancia esiccate e dolcetti natalizi preparati in casa.

non assicuro che queste tradizioni resistano ancora per molto, ma le rispetto tantissimo.
Quando la "povertà" si mette al servizio della fantasia...e del buonsenso.

chechimadrid ha detto...

ma scusa...il mio link non lo metti in "quelli che altrove"??? http://www.vivereamadrid.it

andima ha detto...

@chechi
aggiunta!:)