mercoledì 27 gennaio 2010

Ma quante banana republic

Quando vivevo a Dublino ogni mattina leggevo il metro nei venti minuti di tram che mi portavano a lavoro e nella rubrica dedicata ai messaggi dei lettori si leggevano spesso critiche al governo da locali e stranieri ed ogni tanto compariva la frase sulla banana republic come critica, lamento, etichetta. Girando numerosi blog di giornalisti e pensatori italiani spesso si parla di repubblica delle banane nei testi o tra i commenti, riferendosi all'Italia, alla situazione politica o qualche altro problema del momento. Recentemente leggo la stessa espressione rivolta pero' al Belgio nelle numerose email del proprietario di casa, un signore irlandese che di fronte ad alcune sue palesi negligenze continua a prendersela con la burocrazia belga sicuramente complessa e poi con la compagnia del gas e poi a turno altro ancora, etichettando di continuo il tutto come repubblica delle banane. Quando poi ho incontrato l'ex vicino ugandese al mercatino settimanale della piazzola sotto casa, mi ha ricordato quando succedeva lo stesso con lui e che non era molto carino sentirsi ripetere sempre quella espressione.
Se originariamente si appellavano come repubbliche della banana quelle nazioni politicamente instabili, dipendenti da un modesto settore agricolo in mano a multinazionali e sotto dittature camuffate appunto con la bandiera di repubblica, col tempo e' divenuta espressione dispregiativa alquanto internazionale e spesso utilizzata con molto leggerezza anche di fronte a problematiche riscontrabili un po' ovunque. Che il paese perfetto non esista e' oramai nozione banale, eppure sono tante le repubbliche delle banane a detta di voci che s'alzano e cambiano come il vento in alto mare, come se tutto fosse cosi' eccessivamente disorganizzato o come se davvero alcune contemporaneità fossero a livelli di altre nazioni che non hanno sicuramente colpe se distese immense si coprono di banane ne' se anni addietro il colonialismo barbaro le invase, saccheggiandone risorse e poi sfruttandone la povertà, lasciate con debiti pubblici incolmabili e con governanti fantocci manovrati abilmente dai poteri internazionali; basterebbe sentire anche solo per poco le parole di Thomas Sankara per comprendere alcune differenze basilari. E se anche si volesse soltanto giustificare l'uso dell'espressione come di scherno o d'una leggerezza incontrollata, magari con paragoni a Woody Allen che pure giro' sul tema con stile, non so fino a che punto lo si potrebbe accettare e magari son io che son esagerato adesso, ma quando sento o leggo di banana republic da gente che probabilmente non conosce altri aggettivi su argomenti futili, comuni o di cui domani già avrà dimenticato, beh mi domando sempre se ci son repubbliche delle banane anche mentali, governi celebrali in teste senza senno.

5 comments:

TopGun [Ace In The Storm] ha detto...

"Repubbliche delle banane anche mentali" un espressione molto azzeccata.

andima ha detto...

oggi me lo ha ripetuto di nuovo! vivesse davvero in una banana republic sicuramente non parlarebbe in quel modo.. ma vabbe'.. saro' io che sto di luna storta non so..

Zax (Andrea) ha detto...

mi raccomando , tienici aggiornati su come va a finire, spero ci sia stata qualche news dopo l'appuntamento con il giudice di cui parlavi qualche post fa.

Andrea

vinz_745 ha detto...

Parole sacrosante.
Fai bene a far notare come dietro la dicitura repubblica delle banane spesso ci siano dietro situazioni tragiche legate ad oppressione e sfruttamento.
Come pure non se ne puó più di vedere determinate origini geografiche o etniche usate alla stregua di insulto: africano, ebreo, zingaro, bulgaro, napoletano...

Bello il discorso di Thomas Sankara. Qualche tempo fa mi capitó di leggere un testo su come funziona veramente la trappola del debito per i paesi in via di sviluppo 'Confessions of an economic hit man'. Te lo segnalo.

andima ha detto...

@Zax
si' sono successe tante cose, dopo 3 settimane, TRE, senza acqua calda e riscaldamento, adesso finalmente ci hanno ripristinato il gas, in settimana un operaio verra' a sistemare le mura ma dall'ispezione del tecnico del sindacato son uscite fuori un sacco di norme non rispettate nella casa, intanto la disputa adesso e' sul conto dell'idraulico e sulle voci contrattuali, insomma molte cose ancora da sistemare:)

@vinz
purtroppo informandosi su Thomas Sankara si scopre che alla fine le sue bellissime parole erano troppo scomode per i poteri internazionali e alla fine e' stato ucciso da manovre della CIA.. Io resto sempre della mia convinzione: chi e' al potere in America (cosi' come in altre potenze mondiali) non potra' mai essere pulito, per questo anche Obama puzza di falso a miglia ma hanno lavorato benissimo sulla propaganda in suo favore.
Ho trovato l'intervista che mi hai segnalato, su youtube, stasera me la vedo con calma;)