lunedì 15 febbraio 2010

Quant'è difficile parlare francese a Bruxelles

E non per l'accento o perché il francese sia differente da quello puro dei vicini francesi, ma difficile nell'aver occasioni di praticarlo. Di quanto Bruxelles sia una babele europea ne ho già parlato ed una delle conseguenze dirette di questo arricchimento linguistico e' proprio la difficoltà nel parlare la sua lingua natia (ops la lingua natia di questa città e' il nederlandese) o almeno la lingua imposta dagli anni dell'indipendenza del paese. Entrando in un negozio, in un ristorante o in un qualsiasi servizio pubblico del centro, provando a parlare francese, con alta probabilità l'interlocutore vi potrebbe rispondere in inglese perché: a) siete turisti, studenti in erasmus o comunque appena arrivati, il tempo e' denaro ed e' meglio arrivare al dunque; b) non siete turisti, ma siete eurocrats, siete di quella fascia famosa a Bruxelles che lavora in commissione, vive e lavora con l'inglese, il tempo e' denaro, meglio arrivare al sodo; c) siete belgi, ma non parlate francese, la commessa non parla nederlandese e allora meglio tagliar corto usando il collante universale, l'inglese. Ovviamente le tre opzioni sono restrittive, generalizzando si perdono tante sfaccettature, ma quando magari il tempo e' davvero importante e andate di fretta, sarete voi ad iniziare direttamente con l'inglese, senza neanche passare per le domande oramai memorizzare tipo est-ce-que vous parlez anglais? ed il più delle volte avrete fatto bene. E non e' esagerazione parlare di belgi che non parlino francese a Bruxelles: nel mio corso serale di francese c'è una ragazza di origini filippine ma nata e cresciuta nelle Fiandre, e' belga ma e' li' in classe come me, per imparare il francese; lo stesso vale per il ragazzo belga ma di origini irachene che parla cinque lingue tra cui il nederlandese, ma del francese finora non aveva avuto bisogno; o addirittura un signore russo che vive qui da tre anni, sposato con una signora belga, ma a casa parlano nederlandese. Di storie cosi' ce ne sono a migliaia.

Ieri durante un pranzo di beneficenza, parlavo con una eurocrat polacca, qui da cinque anni, ovviamente senza parlare francese, mi diceva di non averne bisogno, lavorando in inglese, avendo amici polacchi o stranieri, frequentando posti in cui ad ogni modo aveva l'opzione di parlare inglese. Non e' un caso isolato, ho conosciuto tanti italiani che vivon qui da uno, due anni e che ancora non riescono a formulare frasi in francese o che quando ci provano, si lanciano in quella catastrofe dell'italiano francesizzato. Non sono casi isolati, sono frutto della commissione europea, degli ambienti internazionali, dell'arricchimento linguistico. Certo, non sono da giustificare, vivere in un posto e non sforzarsi nell'apprendere la lingua e' sicuramente una colpa, anche perché ci si troverà sempre in situazioni in cui alle domande inglesi si risponde con scena muta, in alcuni bar, negozi, uffici comunali, la posta, e allora che si fa? Si sopravvive come turisti ma per tempistiche estremamente più lunghe? E se poi accade qualcosa di imprevisto? Come chiamare l'ambulanza domenica mattina alle cinque e parlare soltanto in un francese balbettante, cercando di spiegare, tra panico e fretta, di cosa si ha bisogno: mi e' successo ieri mattina e sono di quelle spinte all'impegno da non augurare, ma che poi ti fanno studiare il doppio.
Eppure non e' colpevolissima, tutta questa gente qui a Bruxelles che non parla francese, praticarlo non e' per nulla facile. Quando vivevo a Dublino era bellissimo incontrare ragazzi di tutto il mondo in party e pub e parlare e conoscersi nella lingua obbligata, l'inglese ovviamente. Qui e' di più, non sono solo gli stranieri a rendere il clima internazionale, ma gli stessi belgi hanno origini intrecciate, di nonni italiani, di mamma spagnola e padre russo, di padre americano e madre belga. Ieri chiedendo l'orario all'autista dell'autobus, mi ha risposto in spagnolo; allo sportello della mia banca la ragazza belga mi parla in italiano, in ufficio tra colleghi belgi spesso parlano inglese.

Io vado a scuola serale di francese da cinque mesi e provo ad impegnarmi, ma non colpevolizzo più di tanto chi continua a vivere qui senza parlarlo. Certo, quando vedo o sento qualcuno arrabbiarsi perché la commessa non parlava inglese o l'impiegata dell'ufficio pretendeva il francese, beh... a tutto c'è' un limite, vada per l'ambiente internazionale ma non dimentichiamoci che qui si parla francese e nederlandese e nessuno ancora vi ha chiesto di impararle entrambe; pretendere e' sbagliato, con queste premesse l'adattamento e' l'umore necessario.
In conclusione, e' chiaro che se non si e' obbligati a parlare una lingua, sarà sicuramente più difficile apprenderla, migliorarla, assimilarla. Se poi e' di quelle lingue che magari non piacciono, per le troppe eccezioni, per la pronuncia e quei suoni che non riuscite a replicare, perché di tempo per studiare proprio non ne avete e tra ufficio, amicizie e mure domestiche altre lingue son sufficienti, allora ecco qua, vi ritroverete dopo due, tre, quattro anni a Bruxelles e non parlare ancora francese, pensando che un giorno lo parlerete ma quel giorno e' sempre lontano.

5 comments:

andima ha detto...

[aggiornamento]
devo dire che a distanza di qualche mese (e con un francese migliore rispetto a questi tempi, dopo due livelli della scuola di francese, certo non parlo fluentemente ma almeno adesso comunico) scriverei questo post in modo diverso, almeno in alcuni punti, a partire dal titolo. Sia chiaro, parlare francese a Bruxelles non e' difficile, ci mancherebbe, ma venendo da straniero, da turista, o da dipendente della commissione (e magari da 3 anni a Bruxelles parlando soltanto inglese, come ce ne sono a migliaia), se si inizia direttamente a parlare a inglese in un ristorante, una farmacia, un supermercato, con alta probabilità (ma dipende dalle zone) l'altra persona risponderà in inglese e allora tutto liscio, o almeno questa era l'impressione più forte che avevo qualche mese fa. Adesso che son io il primo che tenta sempre il francese per la voglia di praticare, di provare, di migliorare, di integrarmi, ecco la percezione cambia. Quindi magari cambierei le prime righe del post, poi dopo la parte che si riferisce ai tanti che vivono qui da anni senza sforzarsi di tentare un po' di francese, beh, quella e' una fotografia della realtà o almeno tenta di esserlo.

allaricercadellaliberta ha detto...

Ciao, scusa se ti disturbo, non ho letto molto il tuo blog cosa che colmerò nei prossimi giorni. Ti volevo chiedere che tipo di corso serale di lingua francese stai seguendo e quali sono i prezzi medi. Ti ringrazio molto.
Christian

PS ho anchio un blog, ma di sicuro di minor successo del tuo, ahah. Probabilmente finirò a Brussels nei prossimi mesi e volevo cogliere quest'opportunità per impararmi un altra lingua.

andima ha detto...

@Christian
nessun disturbo:) la risposta è nella sezione "domande", dove c'è esattamente questa domanda, qui qualche info, spero possano essere d'aiuto, altrimenti nessun problema, posta un altro commento e cercheremo di trovare risposte :)

Antonio ha detto...

Ciao, vorrei andare a bruxelles per qualche mese per imparare il francese ma il tuo post mi ha scoraggiato non poco! Mi potrei appoggiare presso alcuni parenti italo-francesi.... secondo te potrei avere occasione di "immegermi" nel francese o è davvero impossibile?

andima ha detto...

@Anonimo
il post è un po' datato e si riferisce ad una determinata cerchia sociale, quella degli expats, che tra loro posso anche vivere anni parlando sempre e soltanto il globish senza aver quasi bisogno d'imparare un po' di francese. E' come un micromondo di Bruxelles, una bolla. Ovviamente, a Bruxelles si parla francese, e tanto, l'80% è francofono e nei negozi, nei servizi, nelle attività il francese si parla e si può praticare. Certo, se si approcciano persone direttamente con l'inglese, come fanno molti expats, a quel punto la conversazione andrebbe sull'inglese - ammesso che l'altro interlocutore sappia parlando, e non è sempre il caso - ma se si approccia con il francese probabilmente si avrà una conversazione anche più lunga, più naturale e sincera, secondo me.

Bruxelles è piena di corsi di francese e di tavole di conversazione per chi volesse praticarlo. Insomma, sono molti degli expats che non vogliono immergersi ne francese, per comodità, per pigrizia, per la convinzione di viverci temporaneamente o semplicemente perché non richiesto al lavoro e tra gli amici; ma se vuoi immergerti nel francese a Bruxelles, beh non credo troverai molti ostacoli:)