giovedì 20 maggio 2010

io vorrei non vorrei ma se vuoi

io vorrei sapere se davvero hanno ragione quelli che ci hanno già provato, quelli che son andati all'estero oltre l'autostrada trafficata che circonda questa città e la nostra televisione che urla parolacce stonate e spoglia corpi plastificati senza idee; non vorrei lasciare però gli amici necessari, la famiglia di sangue e pelle ed i luoghi che hanno sapore di memorie, dove c'è stato il primo bacio, dove abbiam marinato la scuola per la prima volta, dove mi son ubriacato quella notte confusa e tante altre prime volte dove è rimasta una parte di me; ma se vuoi che accetti tutto ciò, governo fatto d'interessi personali e situazione economica che stenta, assenza un po' ovunque di meritocrazia e quella mentalità del più furbo che vince, allora ecco, chiudo gli occhi e faccio il grande salto anch'io.

io vorrei restare qui nel mio paese e trovare un lavoro che mi faccia sentire realizzato, risparmiare qualcosa, comprarmi una casa ed un giorno avere una famiglia tutta mia; non vorrei dover pensare di andare all'estero, sentire per telefono mio nonno che invecchia inesorabilmente e perdermi gli ultimi anni della sua vita, gli ultimi sorrisi e quelle frasi dette già cento volte, ma cantilena dolce ed instancabile; ma se vuoi che continui nei miei sforzi senza fondi alla ricerca, con quelle liste di politici corrotti, quelle leggi personali e quei fantocci al telegiornale, allora ecco, non è tempo per eroi, voglio almeno averci provato, valigia, biglietto, areo: ciao.

io vorrei che nessuno provasse odio o disgusto verso il proprio paese, che nessuno rinnegasse la propria terra lasciandola un giorno in un'espressione amara e tornando soltanto periodicamente come turista con il vizio del giudizio; non vorrei ascoltare tutti quei paragoni e le classifiche dei migliori, agganciati ad una statistica con il gusto del disprezzo o la profonda rassegnazione di spalle crucciate quando l'argomento cade sul paese del sole e dell'arte; ma se vuoi che i miei sogni abbiano un senso e che li aiuti a divenire realtà, adesso lasciami andare, sono stufo d'aspettare, ho una vita da cambiare.

Ecco, non lo so se di questi o altri pensieri contorti, contraddizioni intrecciate o soltanto semplici constatazioni, verbi magari più leggeri o parole estremamente più dure, non lo so cosa avranno pensato, me lo immagino in un io vorrei, non vorrei, ma se vuoi ma se ne affollano troppi in mente, di combinazioni e compromessi altrui, e quello che rimane è solo una grande amarezza.

7 comments:

Gattosolitario ha detto...

Bel post, ed io ti ho risposto da me.

Vania e Paolo ha detto...

..nessuna amarezza...se vuoi.
..l'importante è volere/cercare quello che ti fà felice....in ogni "cosa"...c'è...io vorrei, non vorrei..."...ma solo se vuoi Tu...è giusto farla.
Ciao Vania

...da una "ragazza"...che ha compreso solo adesso...molte cose...che ha tralasciato....ma fortunatamente ne ha avute altre.
Sinceramente. Vania

pedro ha detto...

non so perchè bisogna darsi delle spiegazioni e darle ad altri, su decisioni della propria vita.
soprattutto in questo momento storico, dove ogni luogo ha perso la sua originalità, dove la cultura di un paese viene svenduta.

il mio pensiero contorto mi dice che se fossi in te non mi domanderei cosa vorrei, non vorrei e voglio, semplicemente riconducendolo al 'dove' (poter
vivere).
ma lo estenderei al 'cosa' e al 'come'.

andima ha detto...

@Gattosolitario
e io ti ho risposto da te, senza innescare una catena di post-risposte:)

@Vania
hai ragione, l'amarezza non c'e' per chi va in cerca della propria felicita', ma sopravviene in quei non vorrei e vorrei tra famiglia, amici e luoghi e non e' facile.

@pedro
non cercavo di dare delle spiegazioni, mi immaginavo qualche discorso mentale, come me lo son fatto anche io, perche' i dubbi ci son sempre e allora vorrei, non vorrei, ho ripreso la famosa frase di Battisti con spunti personali.

Hai ragione quando parli di identita' svendute o globalizzate, ma quei luoghi sono anche un po' tuoi e lasciarli ha sicuramente un prezzo (personale), questo lo ammetterai anche tu, no?

Io cmq sono con loro, con chi parte, non c'e' tempo per essere eroi, bisogna inseguire un sogno e allora andare dove ci siano maggiori possibilita' per realizzarlo. Concetto egoistico?

pedro ha detto...

andima, io ho lasciato i miei luoghi natali, a 13 anni.
il cuore mi è morto allora, quando andai al nord italia, un paese completamente diverso da quello dove ero nato e vissuto, Napoli ed il sud.
tutti i futuri spostamenti, da allora, non mi hanno più nemmeno sfiorato.

andima ha detto...

@pedro
beh allora tu hai sicuramente più esperienza di me in quanto a distanze, ma da persone diverse quali siamo reagiamo in maniera distinta, tutti, per fortuna.
Gli spostamenti successivi sicuramente costano meno, ne sono sicuro e me lo confermi, ma sono anche sicuro che anche tu avrai seminato ricordi anche a Milano, a Dublino, magari legami diversi, con la consapevolezza di voler andar via presto o tardi e quindi meno profondi, nulla se paragonabili a quelli con il posto d'origine, per intenderci.

Snem ha detto...

Complimenti, è poesia.