lunedì 13 giugno 2011

Le scimmie, la matematica e il Belgio

Quando al liceo il prof di matematica ci consegnava i fogli per il compito in classe, quello sempre difficile, c'era sempre chi chiedeva quanto tempo ci fosse concesso, anche se si sapeva, anche se era sempre lo stesso, ma al prof piaceva ripeterlo, con un'espressione quasi di soddisfazione, e lo ripeteva, mai stanco. Però poi c'era sempre qualcuno che chiedeva quella mezzora in più, addirittura quell'ora in più, perché era difficile, perché gli integrali o le serie o i limiti e l'infinito, ma il tempo, quello lì, non poteva andare all'infinito e il prof lo sapeva bene (lo sapevamo bene anche noi, ma a ognuno la sua parte da recitare) e puntualmente risuonava quella sua frase "anche una scimmia riuscirebbe a passare questo compito di matematica, se avesse tutta l'eternità per farlo, la vostra bravura (e la vostra distinzione dalla scimmia) sta anche nel finirlo in 2 ore". E se poi qualcuno proprio non ci credeva, via con la storiella che all'infinito una scimmia potrebbe scrivere la Divina Commedia (e tutti i testi in tutte le lingue del mondo, incluso questo post) soltanto battendo a caso lettere su una tastiera. Il fascino del caso, che poi è un anagramma di caos, ma è solo un caso.
E un anno fa i belgi furono chiamati al voto, perché cadde il governo per la terza crisi di governo in tre anni, e ci furono vincitori e sconfitti e il re, quel povero re che oramai non sa più che fare (o quale nome inventarsi per i mediatori) diede un compito a quella classe politica, di formare il nuovo governo, dopo che il popolo aveva deciso le coalizioni maggiori, un compito non facile, per carità, ma dovrebbero saperlo anche loro, che all'infinito anche una scimmia sarebbe capace di formare un governo, anche in Belgio.

Foto di un anno fa del Metro, la scattai senza rendermi conto che a un anno
di distanza sarebbe stata ancora attuale, pensa te.

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