mercoledì 12 ottobre 2011

il signore del negozio vicino casa

Non avevo parlato mai troppo con il signore del negozio vicino casa, uno di quei piccoli alimentari che si trovano ad ogni angolo qui a Bruxelles, ad ogni incrocio ne puoi trovare uno aperto, a qualsiasi ora, mai affollati, dove ogni volta che entri pensi come possano mai andare avanti tra crisi globale e colossi della concorrenza e invece sono sempre lì, come funghi ai piedi degli edifici, nonostante i prezzi sicuramente meno vantaggiosi di altri luoghi fatti di scaffali infiniti ed offerte lampeggianti, loro vanno avanti come quelli di un tempo, come quelli dei paesini dove la gente si conosce per nome e si saluta ad ogni incontro. E proprio lui, il signore del negozio vicino casa, mi saluta ogni mattina, ogni volta che scendo per andar a prendere il tram, con il passo frettoloso inseguito da un ritardo abituale e magari il sopracciglio increspato per evitare qualche goccia accidentale; mi saluta sempre con un sorriso sincero, come fosse felice di vedermi, salutarmi: la felicità è fatta anche di questi piccoli momenti, pensi, mentre la corsa mattutina verso il tram si colora già di sfumature più allegre. A volte basta poco.
Non avevo mai parlato troppo con il signore del negozio vicino casa, ci vado ogni tanto per comprare qualche lattina d'acqua tonica, anche se non le tiene mai in frigo, anche se son cosciente di pagarle qualcosa in più, ma almeno lì sei il protagonista, sei il suo cliente, ti guarda, ti segue con gli occhi, ti chiede, ti consiglia, ti aspetta alla cassa con le dita già sulla calcolatrice, che in realtà non stai pagando una lattina: stai riempiendo il suo tempo. Ma stai riempiendo anche il tuo, lo stai vivendo, più delle file impersonali alle casse veloci o della lista della spesa sempre incompleta: lì, a comprare una lattina di cui non avresti neanche bisogno, che al ritorno devi pure metter in frigo ed aspettare prima di berla fresca, riesci a cibarti di dettagli e sentirti libero di parlare. Però poi non parli mai troppo, con il signore del negozio vicino casa. Lui parla francese, ma non è belga, il popolo dei piccoli alimentari, qui a Bruxelles, di solito è asiatico, d'indiani più che cinesi, o magrebini, e invece lui è polacco, o almeno pensavi fosse polacco o comunque dell'est, tra quei capelli bianchi e quelle rughe pronte a riunirsi tra gli occhi ed il sorriso come corde tese di una chitarra gitana, ad ogni saluto, augurandoti buona giornata e l'arrivederci alla prossima lattina. Mai nel frigo però, mi raccomando.

Poi ieri è successo che non avevi capito bene il prezzo, anche se il prezzo è sempre lo stesso, ma stavi lì, con le mani piene di spiccioli, a contare quanto dare, e il signore del negozio vicino casa te lo ripete, ma in spagnolo. E allora capisci ma non smentisci, però chiedi, chiedi di dove fosse e scopri che è greco, il signore del negozio vicino casa, quello delle lattine, quello dei capelli bianchi ed il saluto quando vai al tram: è greco. Io, i greci, a volte penso non esistano, non se ne incontrano quasi mai, sarà che dieci milioni non son tanti o sarà che non si distinguono così bene in mezzo agli altri come fanno altre comunità. E invece, i greci, stanno in mezzo a noi. E siam rimasti lì, nel negozio vicino casa, quasi una mezz'oretta, a parlare di Grecia, di isole presunte bellissime ma dai nomi irripetibili e sconosciuti, di Puglia e dei suoi viaggi in Italia e anche di Spagna. Poi lo dico, che non sono spagnolo, e lui mi mostra felice un formaggio italiano che vende, nel negozio vicino casa. Non me lo compro, voglio solo la lattina, sempre la stessa, calda. Quando esco dal negozio, quello vicino casa, mi ripeto qualcosa tipo hai capito? è greco, come se la scoperta potesse in qualche modo cambiare il giorno. Non lo cambia, però scopro che nonostante la crisi, il default, le proteste ed i tagli, la Grecia compra 400 carri armati usati. Quattrocento. L'economia del signore del negozio vicino casa è sicuramente più semplice e sensata, pensi, mentre il resto ha vie troppo complesse e macchinose, che quasi sembra strano possa funziona. E infatti non funziona. Per fortuna però l'Europa sa già come salvarci.

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