domenica 20 novembre 2011

Nonna, se solo sapessi

Esci dall'ufficio con il sorriso del venerdì pomeriggio e prendi la metro di chi tira una valigia in fretta, chi un pensiero affaticato, chi il riflesso del finestrino opaco. Quando scendi alla tua fermata già non ricordi bene come arrivare allo studio del medico che avevi trovato su internet ma pas de problèmes, ti colleghi un attimo con il cellulare e trovi l'indirizzo lì dove lo avevi segnato, su google calendar, anzi ti ha creato in automatico un link, si apre prima google maps, poi parte il navigatore e voilà, in cinque minuti sei in quella strada dal nome fiammingo quasi impronunciabile, ti ritrovi nella sala d'attesa di chi sospira frugando le crepe del soffitto, chi sfoglia nervoso una rivista di qualche anno addietro e chi cerca qualche pensiero sbadato tra le sporcizie delle unghie. Le persone in attesa nella sala d'attesa di un medico, per quanto possano sembrare diversissime, hanno sempre qualcosa in comune: c'è qualcosa che non va, altrimenti non starebbero lì, tutte insieme. Ma proprio perché c'è qualcosa che non va, bisogna saperlo dire e allora di nuovo mano al cellulare, si apre google translator, ah ecco come si dice bruciore in francese, e stomaco, aspetta fai copia, apri il browser, fai incolla, ecco nei risultati, proprio le espressioni che volevi tu. Arriva il medico, è il tuo turno, sai già cosa dirgli e come, benedetto cellulare, che ti ha portato fin lì e ti ha fornito pure le parole. La prossima volta che tua nonna, emigrante in Germania per quasi 40 anni quando tutto era diverso, al telefono ti dirà quelle frasi tipo "eh, non è facile la vita all'estero, io ti capisco" dovresti rispondere senza troppi sotterfugi che macché nonna, se solo sapessi, a volte è tutto fin troppo facile, oggi. Basta viverlo, il futuro, per quelli che ne hanno accesso, ovviamente, e domani arriverà presto, quando inventeranno il teletrasporto e non ci saranno più emigranti, saremo tutti uguali. Ci pensi, nonna? Cosa dici? No, no, avevo detto google maps, no giusto qua. Va beh, niente.

3 comments:

Zax (Andrea) ha detto...

a quanto pare ... il mucchio di riviste vecchie a disposizione dei pazienti in attesa è una costante, non è una caratteristica comune alla professione, non capita solo in Italia. Pensa che sto supplicando (inutilmente) il mio dentista DA ANNI per un abbonamento a quattroruote, con tutti i soldi che gli ho dato me lo potrebbe comprare "ad personam":-)

andima ha detto...

@Zax
eheheh ben detto :)

andima ha detto...

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