mercoledì 11 dicembre 2013

He's ordinary

La calca che in pochi instanti riempie ogni spazio respirabile del tram già ben imbottito, soprattutto in un sabato d'acquisti natalizi per le vie del centro, potrebbe essere metafora di tante considerazioni già ripetute, riscaldate e apostrofate di consumismo e società moderne, ma non ci pensi, probabilmente perché ne fai parte o soltanto perché le hai ripetute anche tu, così tante volte, che alla fine son noiose anche per le tue connessioni neurali in cerca d'altri stimoli, nuovi o più semplicemente soltanto diversi. Diverse son le facce della gente che ti circonda per necessità e non per scelta, mentre il tram le sballotta leggere in percorsi di trachee sotterranee ad intasarne la congestione urbana già ammalata, mentre c'è un tizio che non trova pace e si muove sempre più vicino, talmente vicino da potergli annusare il respiro. Non ci son rose, in quel respiro, e quasi pensi - lo pensi davvero, non sai perché, saranno richiami che risalgono da radici supposte assopite - di dirgli "cos'è, vuoi baciarmi?" a mò di provocazione, quando all'apertura delle porte per l'ennesima fermata lo vedi chiaro e limpido mettere le mani nella borsa della ragazza al tuo fianco e poi veloce uscir dal tram. Non esce dal tram perché d'istinto lo afferri per il braccio urlando in francese "gli hai messo le mani nella borsa", mentre tutti si risvegliano dai propri mondi isolati e qualcun altro che lo aveva visto inizia ad urlare "al ladro, al ladro", la ragazza s'accorge d'aver la borsa aperta, lasciata leggera dietro le spalle, che furba. Furbo non sei stato, secondo alcuni, a fermarlo e smascherarlo, perché poteva andare peggio e invece è semplicemente scomparso nella folla, quando le porte si son richiuse sotto il suono stridulo del tram e la ragazza che appena ti ringrazia, non parla francese né inglese, bionda dagli occhi dell'est, ti fa capire però che non è scomparso nulla, gli fai capire che nel tram la borsa è meglio tenerla chiusa, e magari non dietro le spalle. Ti gira le spalle poi e torna alla sua vita e tu alla tua, inevitabilmente, non ti senti eroe quello di Bon Jovi, di just for one day, né quello di Dave Grohl, di he's ordinary, anche se il secondo sarebbe il tuo preferito, almeno nelle cuffie. Porti però a casa un sorriso, anzi forse due, e non è poco.

4 comments:

Valentina VK ha detto...

bravo figliolo, anche jbj ti direbbe you did good, son :-)

Fra ha detto...

continua la serie tematica "microcriminalita'urbana"...una svolta per il blog di andima?
: )))

andima ha detto...

@Valentina
grazie:) ma il grazie va all'istinto, è stata una questione di secondi, non saprei neanche spiegare come e perché, ho visto e ho reagito. Magari in altre circostanze sarei stato più vigliacco, come quando vedo qualcuno che fuma alla fermata della metro e ricordo quasi sempre che non si può fumare, ma se è dieci volte più grande di me, beh, sto zitto..

@Fra
no, un attimo, se per raccontare certe cose devo viverle così da vicino, preferisco di no.. ;)

Alessandro ha detto...

Pensa se il ladro leggesse il tuo blog sapendo così anche chi era che gli ha rovinato la festa hahaha