lunedì 6 aprile 2015

Benvenuti al sud

Ogni volta che atterri all'aeroporto di Napoli e noleggi l'auto e parti verso il sud, attraversando terre dove la virilità dell'uomo tatuato si misura ancora in numero di sorpassi veloci a destra, dove clacson e fari alti diventano continui messaggi minacciosi di fretta e prepotenza in terza corsia nonostante la velocità già oltre il limite, dove la corsia d'emergenza è la scorciatoia di massa per evitare la coda dei fessi al semaforo, c'è sempre un pensiero che rimbalza tra consuetudini oramai assimilate e consapevolezze che non dovrebbero più trasformarsi in lamenti, non fosse altro che per la loro irriducibile periodicità e la certezza d'una ennesima e puntualissima conferma al prossimo viaggio; quando poi al parcheggio a l'autogrill spuntano dall'ombra personaggi leggendari come i venditori di calzini con fare tra amicizia e ovvietà, o quelli di accendini che non si fermano mai al primo rifiuto e continuano quasi dovessi invitarli per un caffè, quello stesso pensiero diventa prurito che sbuffa, tra un mezzo sorriso di sarcasmo e una testa che scuote una negazione riciclata; ma quando poi passi una prima rotonda con statua grande di Padre Pio ed il messaggio ai turisti sicuramente non internazionali "Benvenuti nel Cilento", e una seconda rotonda con vergine e bambino a ripeterti lo stesso messaggio in mosaico e colori, e ti lasci alle spalle una terza rotonda con Madonna su sfondo di spiaggia e sole a ribadire lo stesso benvenuto, fino a cinque rotonde, una per paese, un padre pio e quattro Marie, ognuna col suo sforzo d'apparire credibile, quasi fosse una competizione a chi riesce a beatificare di più il passaggio, a chi sottolinea di più la religiosità presunta della popolazione e la falsità negli usi e costumi, lasci che quel pensiero e quel prurito si esprimino e sintetizzino in qualcosa di più concreto, pensi davvero che un Benvenuti nel medioevo sarebbe più sincero e attrattivo, almeno certificherebbe consapevolezze ben radicate e allevierebbe aspettative malamente annaffiate di nostalgia.

13 comments:

antonio ha detto...

E' facile disabituarsi a quello che e' la normalita' al Sud :)

TopGun ha detto...

Zio Andima non si dice medioevo, si dice tradizione. :D

andima ha detto...

post lamentoso dopo indigestione di valanghe di pastiere

TopGun ha detto...

Casatielli et zizze di pacchiana no?

andima ha detto...

What's zizze di pacchiana?? :D

Feeling della settimana
http://cdn.meme.li/instances/300x300/61045230.jpg

TopGun ha detto...

Mozzarella gigante.

TopGun ha detto...

http://www.crescerealsud.it/

Stamattina all'interno di "Capital in the world" su radio capital si parlava di questo, combinazioni cosmiche.

andima ha detto...

la mozzarella più grande che conoscevo era l'aversana, mezzo chilo. la pacchiana a quanto arriva?!

durante il soggiorno pasquale altro aneddoto degno di questo post:
tra famiglia e piccolo, decidiamo di ordinare le pizze (mai fatto ad Agropoli, personalmente). Mi dicono che c'e' una pizzeria che fa consegne a domicilio. Penso, va beh, e' pure giusto, siamo nel 2015. Chiamo, me lo confermano, ordino, mi dicono 5 minuti. Dopo mezz'ora arrivano le pizze, scendo, due ragazzi sul motorino me le consegnano. Quello di dietro teneva le pizze in mano, che ovviamente in motorino con la temperatura serata si erano già raffreddate.. Ora, nel 2015, se offri il servizio di consegna, come minimo lo scooter incaricato ha un portapacchi adeguato. E invece no, in due, senza casco, ti consegnano le pizze, fredde. Geni.

va bene, va bene, la finisco di fare il lamentoso, avrei dovuto vedere il lato positivo. Ma quale?

TopGun ha detto...

Quale lato positivo?

Tuo figlio è nato a Bruxell e parlerà tre lingue madri, forse pure quattro.

fabristol ha detto...

Sai che anch'io ho notato padri pii un po' dappertutto quando sono tornato in ssardegna. Ma non nei posti pubblici ma nelle case, nelle auto ecc. Una cosa che non vedevo da anni se non in casa di qualche anziano. Questa volta ho visto immaginette, crocifissi, palme benedette in case di giovani e meno giovani della mia età. Mi sono lasciato una sardegna relativamente secolarizzata, torno e c'è un revival da brividi.

andima ha detto...

@fabristol
nuove generazioni: mi sono trovato due volte a dover quasi zittirmi (per quieto vivere) nel vedere al polso di due ragazzi il classico bracialetto con santi, padri pii etc. in specie di tasselli. Pensavo non esistessero piu', reperti archeologici per me, ma va beh, magari va di moda, nel Cilento, non so..
vecchie generazioni: mia nonna ci chiama in un'altra stanza, a me e mia moglie (che mi fa ancora strano chiamare "moglie" dopo quasi 2 anni di matrimonio, ma son cose mie), e ci regala un corno di capra, vero, che si e' fatta fare da non so chi, e del sale, grosso, da mettere sotto il materasso di nostro figlio, per il malocchio, perche' troppa gente dice che e' un bel bambino e "accire chiu' l'uocchio che na scuppetta" (come sempre e' difficile scrivere bene il dialetto, ma insomma si capisce: uccide piu' l'occhio che una fucilata). Ci ha tenuti nella stanza un quarto d'ora, raccontandoci storie di bambini che son morti dopo che in piazza tutti li avevano riempiti di complimenti. Ad ogni parola io guardavo la faccia di mia moglie un po' persa tra il dialetto cilentano di mia nonna un po' sconvolta dalla storia o da quello che stava succedendo. Pero' va beh, il lato culturale magari e' interessante, come tradizioni, usanze, credenze. Credo.

Emanuele Bonini ha detto...

Eh?! Quasi 1500!

Emanuele Bonini ha detto...

P.S.: ...Comunque anche Roma si conferma città piuttosto "antica", e definiamolo così...