giovedì 7 febbraio 2013

Boh

Appena ricevuto il plico per votare. E non se ne salva n-e-s-s-u-n-o, mettere una crocetta su uno di quei simboli significa indirettamente partecipare a porcherie loro o di coalizioni che verranno, non metterla significa lasciarla al vincitore. Eticamente, dopo quasi 6 anni all'estero, sarebbe giusto non votare.
E forse è giunta l'ora. Loro, poi, te lo rendono ancora più facile.

5 comments:

Fra ha detto...

in effetti ci pensavo anche io...se uno non vive in un paese non ha davvero il "polso" della situazione, e non subirebbe le dirette conseguenze del suo voto. però almeno stavolta sento di dover dare il mio contributo, se non altro a sconfiggere il nemico comune!
poi si innesca una seconda riflessione, ovvero che qui non partecipo per niente alla politica, non so un tubo (vergogna!) e neanche me ne interesso (doppia vergogna!)
insomma, si può stare sospesi tutta la vita?

andima ha detto...

@Fra
su facebook siamo a una ventina di commenti a questa foto, di tanti ragazzi all'estero da 7-6 anni, ognuno con la propria opinione, ne sta uscendo una discussione interessante. L'argomento sicuramente non è dei più facili da affrontare, ognuno con i suoi pro e contro. Mi sa che ne esce un altro post come raccolta di punti, di opinioni, ci sto già pensando.

Io ho votato alle amministrative qui e sono contentissimo di averlo fatto, di aver influenzato, anche se per una parte infinitesimale, alla mia quotidianità, a quello che vivo, dove vivo, e dove vivrò. Un punto importante. Votare per l'altrove perde già abbastanza significato, soprattutto quando non si ha alcun piano di rientro, tolto ogni possibile umore maligno, ma semplicemente per la consapevolezza di esser felici lì dove si vive.

Il nemico comune sempre essere uno degli argomenti più utilizzato, insomma tappiamoci il naso e votiamo tutti contro B., però se esce B, mettiamo il caso che esce (non ci credo), se lo saranno scelti loro, quelli che lì ci vivono, gli italiani insomma, beh, avranno scelto loro per la quotidianità in cui vivono e vivranno, insomma quanto "etica", "democratica" e "giusta" sarebbe la mia influenza su quella scelta?

Anonimo ha detto...

Capisco le ragioni per non votare da parte vostra, ma qui in Italia siamo messi proprio male non solo a livello di rappresentanti politici ma anche a livello della società civile, siamo impaludati nel malaffare e in una mentalità spesso chiusa ed opportunista. Voi che vivete all'estero, in generale, avete una visione più obiettiva della nostra situazione perché vedete le cose da più lontano e siete meno coinvolti, inoltre avete più elementi di confronto con altre realtà. Perciò votando potete dare un aiuto che contribuisca, poco o molto, a portare un po' di aria fresca qui da noi. Dovremmo cavarcela da soli, forse pensi, ma pare di stare nelle sabbie mobili, dalle quali, tu sai, da soli non si esce.
Scusa per lo sfogo
Mila

N ha detto...

Dal mio punto di vista, non votare, alla vigilia del mio decimo compleanno a Bruxelles e alla luce di quello che succede in Italia, rappresenta solo la naturale evoluzione delle cose.
Perché da dieci anni vivo e pago le tasse in Belgio, e vivo degli aiuti che il sistema belga dà ai musicisti (cosa in Italia impensabile) e del fatto che in Belgio la professione di musicista ESISTE.
Votare per le politiche italiane sarebbe solo un'azione dovuta al senso di colpa di "abbandonare" gli amici e i parenti al loro destino. Egoista forse, ma almeno onesto. Come già detto da altri, è tempo che l'Italia risolva da sola i suoi problemi in modo deciso e che tocchi ai Berlusconiani emigrare in giro per il mondo.

andima ha detto...

@N @Mila
volevo rispondervi, poi ne è uscito un altro post in cui ho raccolto diverse opinioni/risposte-tipiche/punti di vista cercando di incanalarli in un discorso sensato, poi però ho dovuto spezzarlo, altrimenti sarebbe durato all'infinito.. :S