mercoledì 20 febbraio 2013

Cose nuovissime

Non so con quale frequenza vengano prodotti documentari del genere, ma ad un certo punto inizi ad avere quella sensazioni di noia, di ripetizione, di stanchezza, che magari non cade (ancora) nella banalità ma non aggiunge nulla di nuovo a quanto già detto e documentato finora, nonostante lo sforzo e la sincerità delle testimonianze. Ne hanno fatti altri e ne faranno ancora, sicuramente, e prima o poi inizieremo anche ad ignorarli, perché è un fenomeno globale, il brain drain, perché non succede solo in Italia, l'emigrazione, perché accade praticamente da sempre, perché non basta andar fuori per diventar speciali, perché chi spesso va fuori muove il corpo e non la mente, perché abbiamo creato un altro stereotipo, quello dell'italiano all'estero, e perché nessuno ancora è riuscito ad avere la sintesi e l'autenticità di un maestro.

13 comments:

Autori di cose nuove ha detto...

Lungi da noi voler eguagliare Troisi, ma detto con totale sincerità intellettuale... il tuo usare espressioni come 'brain drain' o frasi generiche del tipo 'chi spesso va fuori muove il corpo e non la mente'... stride un po' con l'aspirazione di voler tacciare gli altri di poca genialità. E difatti credo che magari per te, più che la genialità, parli una sana invidia o, peggio, imbecillità. Nel trailer di Emergency Exit non è mai usata un'espressione così superficiale, mentre tu stesso la usi.

Peraltro accomuni robe pescate a casaccio e non comprendi che progetti come Emergency Exit (sic!) vogliono proprio sfatare questa pochezza d'approfondimento riguardo alla nuova emigrazione.
E sottolineo NUOVA, in quanto, come potrai apprendere dal documentario, se si trattasse di un fenomeno globale allora anche altri europei verrebbero in Italia a vivere e a trovare opportunità (chiaramente non si parla di migranti nordafricani o est Europa o altro tipo di emigrazione, ma di giovani qualificati e disoccupati).
Ma, come sai, ciò non accade: giovani americani, inglesi, francesi, etc, non vengono certo in Italia in numero pari a quello dei giovani Italiani che se ne vanno, proprio perchè qui non vi sono le stesse opportunità che nel resto dei Paesi mete di emigrazione: anche un lavoro da cameriere a Londra appare più appagante che trascorrere mesi da disoccupato qui, per un giovane italiano, cervello o non cervello che sia. E questo credo che debba essere detto, dato che blog come questo bollano la vicenda come un 'fenomeno globale' e buonanotte.

Detto ciò, sei liberissimo/a di scrivere sul tuo blog tutto ciò che ti passa per la testa, pur senza magari avere gli strumenti idonei per analizzare oggetti culturali e sociali, per carità, va bene lo stesso, anzi grazie per averlo condiviso.

andima ha detto...

@Autori
guarda, potrei rispondere ai diversi punti, argomentandoli, facendoli cadere (sempre secondo me) e facendoti capire quanto sei in errore, ma visti i toni e la (piccola) persona (che si presenta) di fronte, mi domando se ne vale la pena.
In effetti non è facile abbassarsi a questi toni, ma dopo più di 6 anni all'estero, 24 lettere pubblicate su Italians di Servegnini, marea di post ed analisi sul tema (non come questo, che era una segnalazione veloce), marea ancora più grande di testimonianze e conferme raccolte, cose che non credo avreste voi con quel documentario, ecco mi viene quasi da ridere a leggere questo commento. E anche un po' di tristezza per i toni, ma non dovrei meravigliarmi.
Se ho tempo rispondo punto per punto. Ne vale la pena? Non lo so.

Autori ha detto...

Vantarsi, che argomentazione altissima. Uhm... però...
Sì, ti consiglierei di farlo appena puoi, appena ti liberi dalle tue analisi in questo importantissimo blog, perchè la tua figura sta lentamente trasformandosi in qualcosa di molto simile a un mezzo neurone incattivito che emana mediocrità.

Potrei elencarti anche io la mia intervista alla BBC World (la trovi sul mio sito) e l'articolo sul The Guardian - oltre che i pezzi ad Agorà, su Internazionale e su La Stampa - dedicati al documentario in uscita, nonchè l'intervento di Bill Emmott (The Economist) nel film stesso - ma, certo, il paragone è con cime quali Italians di Severgnini e il tuo stesso blog.... quindi...massì, và, resta al tuo livello e chiudila così!
Ancora complimenti per l'approfondimento, eh, bravissimo. Saluti.

andima ha detto...

@Autori
va bene, ci siamo punzecchiati bene a vicenda, penso basti e avanzi per fermare una conversazione che ha preso una direzione sbagliata.

Vogliamo parlare di cose serie? Parliamone. Nessun blog importantissimo, figurati, è solo uno sfogo che però permette di raccogliere testimonianze vere, contatti, esperienze, più di quanto un'intervista alla BBC possa fare, secondo me, ma ovviamente non imposto paragoni qui, è chiaro che non si può confrontare il bacino d'utenza e visibilità di un blog del piffero con BBC, The Guardian, etc. E bravi per essere arrivati a quei livelli. Quello però che lascia abbastanza a bocca aperta (e delusi) e dare dell'invidioso e imbecille a chi ha un'opinione diversa. Non lo avreste fatto davanti alle telecamere della BBC o alla domanda scomada del giornalista del The Guardian, ma lo fate nel blog del piffero. Bravi.

Scusa, sto sbagliando di nuovo, avevo detto di evitare punzecchiature. Parliamo di cose serie, ok? Quello di prima non era chiaramente un approfondimento, era una risposta del cazzo a un commento del cazzo.

Cose serie: avete fatto qualcosa di nuovo con questo video? No, ce ne sono a decine. Stanno diventando banali questi video? Un po', sì. Qual è il messaggio di questo video? In sintesi: l'Italia è al baratro, i giovani scappano all'estero in cerca di altre opportunità, c'è brain drain ma non brain gain, quindi è anche un danno economico, perdiamo talenti che vorrebbero ma non possono più rientrare per mancanza di infrastrutture, risorse, mentalità. Ho sbagliato qualcosa in questa sintesi? Mi fermo qui, perché se partiamo da basi diverse, poi non ci capiamo. Se ho sintetizzato bene, poi ho le mie conclusioni da fare, e giustificare anche perché sono cose "nuovissime" ironicamente e con provocazione.

Autori ha detto...

Ok, apprezzo il maldestro tentativo di marcia indietro, ma ancora non ci siamo. Non hai capito nulla (con rispetto parlando) del progetto. Questo video, come dice il titolo stesso, è un PROMO. Cosa è un PROMO? E' la presentazione di un progetto in divenire, in questo caso di un documentario. Un documentario che ha girato in 6 (dico 6) nazioni Stati Uniti compresi, alla ricerca di storie rappresentative di tutti gli aspetti di questo fenomeno di vera e propria DIASPORA (la globalizzazione, per intenderci, non c'entra una mazza) di giovani italiani. Direi che questo già disintegra "permette di raccogliere testimonianze vere, contatti, esperienze, più di quanto un'intervista alla BBC possa fare" ... ma non impostiamo paragoni, vero?!!
Dovete smetterla una buona volta di liquidare il tema di chi è costretto a partire come 'globalizzazione' o 'cosmopolitismo'. Questa cosa è patologica, perchè chi vuol tornare in Italia non può farlo ed è gravissimo. Oltre che essere dal punto di vista umano una storia di separazione ed esilio che attraverso lo strumento cinematografico stiamo cercando di trasmettere.
Magari vedilo e poi riflettiamoci insieme.
Non ci sono decine di video così, questo è l'unico che raccoglie moltissime voci in paesi diversi e, una volta che l'avrai visto, ti renderai conto che alcune precisazioni erano doverose e sicuramente non puoi evincere la struttura, l'artisticità e l'unicità del linguaggio di un film di 70 minuti da un promo di 6.
Banali trovo i commenti pressapochisti come il tuo, ancora più grave visto che in teoria sei incluso nella generazione di cui si parla, anche se sei partito per motivi chiaramente differenti.

PS: al giornalista della BBC ho risposto eccome (anche se paralizzata dal fatto che fossimo in diretta in 120 paesi!): quando mi ha chiesto se ho fatto questo film perchè ero incazzata con l'Italia. No, l'ho fatto perchè l'italia è il mio paese e sono stufa che si parli di questo problema a cazzo senza mai ascoltare chi c'è dentro per davvero, sia all'estero e sia in Italia.

andima ha detto...

[comment in due parti perché altrimenti Blogger fa il merda]
@Autori
Il documentario non lo vedo perché è un cinepanettone, nel suo genere, per quanto innovativo possa essere, ne ho visti di italiani, di spagnoli, di alieni (sai, capita e sono/ero interessato al tema, ah ma voi avete fatto una cosa che nessuno al mondo, cazzo che bravi), questi documentari non aggiungono nulla a quanto di già detto, scritto, ripetuto, dibattuto: raccogliere ancora e ancora testimonianze aiuta? Apporta un valore aggiuntivo al tema? Non credo.
Può emozionare, perché son temi che emozionano, può far notizia, perché son temi che fanno tanto notizia, soprattutto su giornali che spesso e volentieri non sanno nemmeno cosa significhi brain drain e brain gain, né forse voi conoscete a fondo tutte le emozioni ed i temi che pretendete di padroneggiare (mi domando quanti anni avete speso fuori, a parte girare il documentario, intendo vita vera, vissuta).

Chi vuol tornare in Italia non può farlo ed è gravissimo? O mio dio!! Sveglia!!1!11!!

Se ne volete parlare seriamente, ma con voi credo sia difficile, c'è poco da mettere in mezzo "perché l'Italia è il mio paese" o altre sciocchezze simili sulla patria, ci sono dati, certo, di flussi migratori, di classifica di trasparenza e corruzione in Italia, di budget e crisi economiche da affrontare non solo a livello nazionale ma unitario e mondiale, ci sono mentalità che non si cambiano in una notte: insomma, il fenomeno è sempre stato lì, e non solo in Italia, si è aggravato con la crisi, è vantaggioso con le frontiere aperte, i costi abbattuti di spostamento, le nuove tecnologie, etc., lo si è pompato con i media, adesso ci siamo resi conto che chi parte non ha ritorno, che ci sono gggiovani imprigionati altrove che vogliono tanto tornare dalla mamma, ed aumentano, è una diaspora, che solo voi sapete davvero cos'è, ma che se tornano poi ripartono il mese successivo, fortunati loro che possono farlo, come lo risolviamo? Cambiamo la mentalità di un paese intero in modo da agevolare i giovani? Risaniamo l'economia pubblica e privata in modo da agevolare l'impiego? Finanziamo ricerca universitaria e start-ups a discapito di tutte le altre priorità nazionali ed extranazionali? (vi prego non nominate la casta che non serve a molto, pur con le sue colpe palesi). Non credo, o meglio, magari, ma non si può, bisogna lottare, quotidianamente, essere anche un po' eroi e crederci, anzi forse essere martiri, e non tutti sono disposti ad esserlo, soprattutto in nome di una cosa, la patria, che non esiste. E si parte. E non si ritorna. Ci sono molti che sono "costretti" a partire? Eccerto che è un problema, ma nel sud sono costretti a partire da almeno un secolo, buon giorno autori di cose nuovissime. Le cose non miglioreranno, anzi, e allora sì, fanno parte dei tempi, gonfieranno statistiche e documentari e magari tra 10 anni le cose cambieranno, ma non domani né in un anno.
[continua]

andima ha detto...

[seconda parte]
Ora, non dico che avete fatto male a fare il documentario, anche la centesima manifestazione contro la mafia è sempre ben accetta, per capirci, quindi lo sforzo non è inutile, però sappiate che sì, la puzza di cinepanettone c'è, all'ennesimo documentario sul tema, ed è normale, succede in tutte le cose, seppur con l'innovazione che decantate e che sfortunatamente non vedrò - ah dannato me - c'è Aldo di italiansinfuga che lo fa da 7 anni, raccoglie esperienze, denunce, aiuta, consiglia, lo ha trasformato nel suo lavoro, (sì, contro di lui le vostre medaglie non hanno confronto, sappiatelo) e.. beh, con tutto il bene che voglio ad Aldo, per l'impegno e la costanza, beh anche i suoi articoli a volte puzzano di ripetizione, almeno per chi come me se li ritrova nei feed da anni, ma è normalissimo, non è colpa, per carità, anzi, però non meravigliatevi quindi se per qualcuno questi documentari iniziano a diventare banali, ad essere cose non nuove. Non lo sono.


p.s. nota per amor del vero: i paragoni non li avevo impostati, avevo menzionato quelle tre statistiche solo per dire che ero interessato al tema, non per autocelebrarmi o elevarmi a verità assoluta, come invece fate voi, a quanto pare, visto che chi non è d'accordo è invidioso, imbecille, non capisce niente, è mediocre, etc. Certo che potevo esprimermi in maniera diversa, ma sai a commento del cazzo spesso si risponde con altro commento del cazzo, erroneamente eh, qui faccio mea culpa.

Autori ha detto...

Ok dai, con l'uso della parola 'cinepanettone' mi hai completamente annichilito, non posso scendere più giù nel risponderti, sarebbe davvero una perdita totale di tempo e dignità.

Io e Aldo - che ha collaborato con me da tempo - ti lasciamo nel tuo blogghettino autoreferenziale, dove usi un misterioso plurale, non si capisce a nome di chi altro parli, a parte te stesso. E quali altri siano queste decine e decine di documentari come questo...
Sicuro di stare bene?

Però complimenti, ora hai ben 7 commenti in più.

Ciao e vediti il film, ti faccio sapere quando saremo a Bruxelles.

andima ha detto...

@Autori
mah
guarda, dopo questo polverone inutile (perché avete reagito in modo assurdo ad una critica, a del "non è una cosa nuovissima", e poi sono io quello che non dovrebbe star bene.. ma va beh, tralasciamo..), potrei anche vedermelo il documentario, ma ammesso che poi abbia qualcosa da ridire, perché sai non sempre si esce con le lacrime agli occhi dopo una proiezione, anche di fronte a capolavori della storia della pellicola, ecco, ammesso che abbia qualcosa da ridire, come ve la comunico? Con quale pazienza e aspettativa, visto la reazione che avete avuto qui?
Ecco, ragionate su questo.

p.s. non credo parli a nome anche di Aldo, visto che con lui c'è rispetto reciproco da anni e non la penserebbe mai come te. Poi sono io che uso un "misterioso" plurale.. va beh, tempo sprecato a spiegarti tecniche narrative, che te le dico a fare. Da queste basi, il documentario deve essere davvero un capolavoro!

Autori ha detto...

No, ma infatti, il film è un cinepanettone e Aldo è sicuramente d'accordo con te.

Ps: te l'ho già chiesto se stai bene?
Di testa intendo, perchè vivi in una realtà parallela in cui se uno ti comunica che ti sbagli perchè sei ignorante su certi argomenti e che probabilmente dovresti veder un film prima di tacciarlo di banalità, tu t'inventi che è un polverone.
Prova a fare pace col cervello e soprattutto col fatto che esiste un mondo fuori dal tuo blog e dalle tue esperienze, magari da cui puoi apprendere qualcosa.
Apri gli occhi, sai com'è.
Saluti.

andima ha detto...

@Autori
va beh ci rinuncio. Anche tu interpreti a tuo modo le mie parole, quindi siamo davvero in monologhi paralleli, ognuno a punzecchiare l'altro.

Grazie per il lavoro che fate e per l'ennesimo contributo al tema - non sono ironico, davvero - seppure credo non sia nulla di originale. Cinepattone era esagerato, lo ammetto, ma era per rendere un concetto (e ci stava, in tutto questo clima di provocazioni), ma qui bisogna pesare ogni parola, a quanto pare, ma solo da una direzione.

Sono interessato da anni al tema, in questo blog autoreferenziale del piffero, e probabilmente vedrò il documentario, ci farò un post sopra e vi manderò il link, per un'altra "bella" chiacchierata.

Un saluto

p.s. Credo di star bene, tanto da chiudere tutto qui, e credo pure di saper come va il mondo fuori dal mio blog, visto che scrivo meno di una volta a settimana oramai, sai, il resto del tempo vivo, vedo gente, faccio cose, comunque la cosa inizia a degenerare in roba infantile, forse non sono il solo a dover fare autocritica. Forse eh.

Autori ha detto...

Ma infatti, sono parole fa che ti ho perso...
Ci sarà un perchè se ti segnalo di veder il film prima di parlare e/o di dirmi almeno un titolo di documentario che hai visto a cinema che racconta com'è la vita fuori in sei nazioni differenti, smentendo svariati clichè, generalizzazioni e superficialità varie e mostrando storie e azioni (non interviste o reportage di piazzapulita o statistiche).

Anche questa frase non riesce a riassumere la complessità di questo progetto. Mi spiace che tu (fra)intenda ciò come 'provocazione' ma è esattamente così: non hai visto nulla finora che fosse allo stesso tempo così indipendente e così strutturato sull'osservazione del reale, ha seguito una sperimentazione nel corso della sua realizzazione tale da creare un linguaggio a sè. Per cui potrà "fare schifo" come film, ma di sicuro è originale, chiaramente supponendo che uno abbia strumenti intellettivi in grado di comprenderlo. Considerando che il film di Checco Zalone ha guadagnato oltre ogni misura immaginabile, questo non è dato per scontato.

Per cui, il film potrà non piacere e ci sta, non è certo il capolavoro dei capolavori, non è Troisi e non è Fellini, la critica è fondamentale, ma deve essere pertinente al contenuto. E tu il contenuto non l'hai visto.

Dici di chiuderla qua e sono d'accordo, magari anche su Twitter, e ci riaggiorniamo post-visione.
Ciao e alla prossima.

andima ha detto...

@Autori
mamma mia, difficile continuare. Amen.