martedì 13 agosto 2013

Perché senza Linkedin hai un'arma in meno

Rimango ancora sorpreso dal numero di persone che mi contattano perché alla ricerca di un lavoro all'estero, in particolare a Bruxelles, ma senza un account Linkedin. Anche i più riluttanti e contrari ai social network dovrebbero abbandonare certi preconcetti, soprattutto se alla ricerca di un lavoro, e creare un profilo Linkedin, quanto prima, curarlo anche più del proprio curriculum e lavorarci, migliorarlo, espandere la propria rete di contatti. Perché? Linkedin, comunità virtuale che conta oramai 200+ milioni di utenti, è diventato praticamente indispensabile per la ricerca di un lavoro qualificato ed utilizzato da recruiters e personale delle risorse umane (HR) per cercare profili interessanti e proporre opportunità di lavoro. Non averlo significa perdere già una serie di possibilità e canali di comunicazione che, se state cercando lavoro, potrebbero risparmiarvi tempo ed energie.
I consigli che non smetto di ripetere potrebbero farne capire l'importanza:

  • Create un profilo a partire dal vostro curriculum, affinatelo, cercando di essere brevi ma precisi; elencando titoli ed esperienze e concentrandovi su parole chiave e punti da mettere in risalto. Siate onesti, ma sappiate anche vendervi per quello che potete offrire. Periodicamente revisionatelo e domandatevi se rispecchia davvero le vostre potenzialità, se risulta interessante a chi lo vede e potrebbe chiamarvi per un colloquio.
  • Espandete la vostra rete di connessioni, con colleghi, amici, conoscenze. No, non siamo su Facebook, vanno bene anche quelli che non conoscete bene. Perché? Perché più connessioni avete, più la vostra rete di possibili contatti (quelli a 2 gradi di connessione) si estende, aiutandovi nei risultati delle ricerche, nei dettagli che potrebbero interessarvi, nei profili che vorreste aggiungere (nei limiti di un account gratuito).
  • Arricchite il vostro profilo con competenze e progetti a cui avete lavorato. Chiedete ai vostri colleghi di raccomandarvi o incoraggiare (+1) alcune conoscenze. No, non c'è gara all'abbondanza e non avranno un ruolo determinante nel vostro profilo, ma averne non vi danneggerà di sicuro.
  • Se state cercando lavoro a Bruxelles, per esempio, vi servono contatti del posto che aprano nuove connessioni (a 2 gradi da voi). Cercate recruiters e personale HR di aziende che operano sul posto e che potete contattare direttamente: nella maggior parte dei casi vi aggiungeranno e automaticamente avrete nel vostro flusso di notizie i loro aggiornamenti, quasi sempre relativi ad offerte di lavoro da valutare e magari considerare. Quando qualcuno mi contatta cercando lavoro a Bruxelles, lo aggiungo alla mia rete per facilitarne il raggio d'azione in Belgio ed in più ho già pronti una trentina di contatti (recruiters, HR, ma relativi al campo informatico) da proporre, che saranno quindi a 2 gradi di connessioni e che potrebbero aiutare nella ricerca del lavoro.
  • Con un profilo professionale ed una rete ben estesa, contattate direttamente recruiters e personale HR: il messaggio deve essere breve (per limite di caratteri consentiti), formale e preciso; siete alla ricerca di un certo tipo di impiego a Bruxelles (non qualsiasi cosa), disponibili, in attesa di riscontri; andate al sodo, mandatelo in inglese, non perdetevi in traduzioni francesi o addirittura olandesi. E attenti ai copia e incolla.
  • Preparatevi una lettera di motivazione (in inglese) che sarà un modello da mantenere per il 70%, ma da personalizzare in base ad azienda, posizione, competenze richieste. Non elencate di nuovo il vostro cv, si chiama lettera di motivazioni: esprimete le vostre motivazioni. Vi servirà quando i contatti acquisiti tramite Linkedin inizieranno a rispondere. E ricordate che i recruiters non sono angeli: chiarite sempre tutto prima di accordare colloqui.
  • Linkedin vi offre un mare di dati: usatelo. Siete interessati ad una azienda? Cercate chi ci lavora, cosa fa, come descrive il suo lavoro nel proprio profilo, che tecnologie usa, che clienti hanno, progetti, esperienze. Cercate chi ci ha lavorato (sempre tramite la ricerca avanzata di Linkedin) e come ha evoluto la sua posizione, per quanto tempo ci ha lavorato e cosa ha fatto durante quell'esperienza di lavoro (potete rendervi conto, per esempio, se un'azienda di consulenza fa davvero del body shopping facendo cambiare progetti ogni 3 mesi ai propri impiegati). Avete un colloquio fissato? Cercate il vostro contatto su Linkedin, la sua carriera, i suoi punti forti, studiatevelo in modo da poter essere pronti a qualsiasi domanda (funziona, ve lo assicuro). Cercate il direttore del dipartimento per il quale dovreste lavorare, il suo profilo, le sue competenze (e mentre guardate profili altrui, potete anche nascondervi). I dati sono tutti lì, se siete motivati e svegli, saprete come usarli per il vostro fine e, sì, adesso capite sicuramente meglio perché vi serve una rete estesa.
  • Giocate alla pesca: andate a visitare i profili di personale HR o recruiters che non potete contattare o preferite non contattare direttamente. Nei loro aggiornamenti sapranno che avrete visto il loro profilo, una buona parte verrà incuriosito a visitare il vostro, qualcuno potrebbe contattarvi. Chi dorme non prende pesci, vale anche su Linkedin.
  • Nella maggior parte dei casi, non vi serve un account a pagamento. Consideratelo solo se in difficoltà con l'espansione della propria rete e in caso si volessero contattare determinate persone (con i messaggi InMail).
  • Come al solito, Linkedin è solo uno strumento, complementare ad altri che non vanno abbandonati nella ricerca del lavoro, ma che usato con creatività e astuzia può aprire nuove ed interessanti opportunità grazie all'enorme mole di dati fornita. È tutto lì, dovete solo usarlo: in bocca al lupo.

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