domenica 3 giugno 2012

Cosa succede a Molenbeek

Molenbeek è uno dei 19 comuni di Bruxelles, etichettato da molti come il bronx della capitale nonché ghetto per la massiccia concentrazione d'immigrati d'origine magrebina. Qualche settimana fa il vice primo ministro belga, Reynder, durante un dibattito in senato e commentando una recente visita in Afghanistan, ridacchiava della precarietà del sistema stradale lì riscontrato, ma di come non sorprende dopo aver visto quello della Vallonia (sud del Belgio); da questa battuta e dal botta e risposta scaturito, si è arrivati ad un commento che ha riaperto un lungo dibattito: Avrei fatto meglio ad andare a Molenbeek, è più vicino ma è ugualmente all'estero. (Ma i belgi non veneravano il politically correct?).
Giovedì scorso succede l'imprevisto: una donna in niqab (il velo integrale, proibito in Belgio dal luglio scorso), è stata fermata a Molenbeek per un controllo (non il primo), rifiutatasi di mostrare la sua identità viene portata in caserma dove nasce una colluttazione che la manderà all'ospedale insieme ad uno degli agenti. Nel giro di pochi minuti si iniziano a diffondere sms reclutando fratelli musulmani in difesa di una donna in niqab aggredita da occidentali infedeli e la caserma di polizia viene presa letteralmente in ostaggio fino a mezzanotte. Scene da guerra civile.

Ed ecco riaperto l'eterno dibattito: l'integrazione a Bruxelles è un fallimento. Ne avevamo già parlato e davanti ad episodi di questa portata è difficile rimanere in silenzio. A Bruxelles vive una grossa comunità magrebina che in alcuni quartieri raggiunge concentrazioni altissime, tanto da portare all'attenzione dibattiti (poi divenuti legge) come quello sul burqa e statistiche come quella sull'ascesa del primo nome per neonati nella capitale, Mohammed. Al di là delle facili generalizzazioni e inutili propagande, la comunità fa indissolubilmente parte della società brussellese: molti di loro sono oramai belgi, il loro impiego massiccio nell'infrastruttura dei trasporti pubblici ed in tante altre attività quotidiane è una faccia indispensabile ed importante di Bruxelles che spesso viene facilmente dimenticata, la loro professione al culto musulmano ha fatto erigere numerose moschee che fanno oramai parte del panorama cittadino. Certo, non sono integrati perfettamente, né più né meno degli eurocrats (pseudo)anglofoni che vivono nel proprio micromondo surreale, con l'aggravante però di venire da strati meno prosperi della società (e quindi conseguente tasso di criminalità, mancanza d'educazione/istruzione, etc.) e la differenza religiosa. Queste benedette religioni.

Su queste aggravanti gioca un gruppo islamico estremista presente in Belgio, Sharia4Belgium (hanno anche un sito internet, roba per stomaci forti), accusato di aver creato i disordini di Molenbeek e da cui la comunità islamica prende le distanze, ricordando che non si è quasi battuto ciglio quando il porto di niqab è stato proibito in Belgio e sottolineando come in contraddizione si mobilitano per episodi del genere.
Sharia4Belgium ha rivendicato l'assalto alla caserma, ricordando che il loro obiettivo è d'imporre la sharia al paese (ricordate quando volevano attaccare l'Atomium?), avendo una religione superiore - affermano -, un sistema superiore, con dei valori superiori, appoggiandosi sulle statistiche che prevedono una maggioranza musulmana a Bruxelles per il 2030. Curioso che il loro portavoce sia nazionalizzato belga che però rischia di perdere la cittadinanza dopo già 10 condanne: se la perdesse, diventerebbe soltanto marocchino, con la possibilità quindi di essere estradato ed inviato in Marocco, dove - ma guarda un po' - la polizia lo aspetta per dei crimini pendenti. Il gruppo è perseguibile legalmente per incitazione all'odio, ma difficilmente verrà sciolto.

Fascisti, questi estremisti islamici (video interessante) non sono altro che fascisti, né più né meno di un Breivik o altri cavalieri della destra estrema, che a loro volta nascono come lotta ai primi. La guerra dei cretini.

8 comments:

segantini ha detto...

Buona descrizione del problema. Che come sempre, e' dovuto ai fanatici, dell'una e dell'altra parte, e coinvolge il resto delle persone, larga maggioranza, che tollerano in silenzio o evitano di prendere posizione. Certo che l'esplosione demografica gioca a favore di una delle due parti, e la prospettiva di un Belgio a maggioranza musulmana, per come stanno le cose oggi, e' oggettivamente inquietante.

andima ha detto...

@segantini
gira una barzelletta, sulle prospettive di una Bruxelles musulmana, carina ma dal riso amaro:

"Obama et Di Rupo sont devant une machine qui prédit l'avenir; Obama demande ce que sera sont pays dans 50 ans, la machine sort un papier et Obama le lit "les USA seront sans chômeurs et tout le monde sera heureux", Elio pause la même question et reste devant le papier pendant 10 minutes avant que Obama demande "Et alors Elio ?? dit vite" ; Elio "je ne comprend rien, c'est marqué en arabe"

A parte le barzellette, il tema è veramente delicato. Sicuramente, applicherei tolleranza zero verso questi gruppi d'estremisti, basterebbe applicare la legge ed il buon senso, senza però farne dei martiri. Per il resto, beh a parte la religione, queste comunità non sono più o meno integrate di altre: Bruxelles è piena di cinesi, sud americani, gente dell'est Europa, di loro non si parla mai, quasi come se fossero perfettamente integrati, ma non lo sono come probabilmente si potrebbe dire di me, anche se poi si arriva alla domanda: cosa è davvero l'integrazione? Rispettare le leggi e parlare la lingua nazionale? Allora, sono integrato e la comunità magrebina di Bruxelles è integrata ugualmente, salvo qualche eccezione, come sempre ovviamente. Il discorso allora si riduce soltanto alla religione? Dal 1973 in Belgio l'Islam è una religione ufficialmente riconosciuta ed il cui culto è permesso in Belgio. Quindi, sono integrati? Beh, allora sì, se i nostri paletti sull'integrazione sono questi. E allora dove è il problema? Nella paura di un'Eurasia o di un gruppetto di estremisti islamici? Del politically correct permissivo belga? Di gente che si farà esplodere negli autobus nel 2030 a Bruxelles?

L'inquietudine di una prospettiva di una Bruxelles musulmana non manca, ma credo che molte paure possano passare attraverso l'informazione e l'apertura verso il diverso. Certo, non è una guerra santa né a chi ha la cultura migliore, in teoria dovremmo soltanto migliorare insieme. Secondo me, non siamo e non sono tanto stupidi, ce la possiamo fare.

Boss ha detto...

La "guerra dei cretini" rende molto bene l'idea...

andima ha detto...

a quanto pare la polizia belga è passata all'azione, arrestando 13 membri di S4B, uno soltanto è stato trattenuto, gli altri rilasciati dopo qualche ora.

oggi ho parlato, tra ufficio e scuola, con ragazzi spagnoli, italiani, turchi e polacchi che vivono a Bruxelles, ma che non sapevano nulla di nulla di quanto successo. Li vogliamo etichettare come non integrati? Penso di no.
Al contrario, la prof brussellese mi ha detto che a Bruxelles non si parla d'altro da giovedì. Mi ha anche detto che nelle Fiandre è obbligatorio avere un "certificato d'integrazione", ottenuto tramite corsi di lingue, di cultura, di insegnamento alla struttura politica-amministrativa delle Fiandre. Boh, non so a quanto possa servire, magari è qualcosa, ma credo risolvi poco, visto che l'integrazione, per come la intendono molti, è un processo che prende qualche generazione. Ma io da qualche giorno mi domando cosa sia davvero l'integrazione.

andima ha detto...

l'integrazione secondo Kroll (un mito, come sempre): da notare il passaggio Jacques Brel :)

Intanto, qui si discute ancora su Molenbeek, se sia o meno il bronx di Bruxelles, i commenti dei lettori sono sempre un bel mix, ma non so quanto possano aiutare ad avere un quadro delle opinioni brussellesi sul tema.

andima ha detto...

la storia continua: la ragazza in niqab ha denunciato la polizia per i fatti accaduti. Vedremo. Curiosità: la ragazza ha 24 anni, è di padre belga e madre camerunese e 4 anni fa, di sua spontanea volontà, si è convertita all'islam. Ricordiamoci di questo caso, quando parleremo d'integrazione (a breve, su questi schermi).

andima ha detto...

il portavoce del gruppo estremista e' stato arrestato e si discute sulla possibilità di ritirargli la cittadinanza belga ed estradarlo al Marocco. Intanto ieri sera due poliziotti sono stati accoltellati alla stazione metro di Beekkant, da un francese simpatizzante del gruppo estremista islamico: la tensione, insomma, continua.

andima ha detto...

qui un'intervista della tv belga fiamminga ad un portavoce di sharia4uk, il tizio parla in fiammingo al principio ma poi l'intervista e' in inglese.