domenica 9 settembre 2012

Dicono che il Belgio sia un'illusione

Ritorna il tema della scissione e addirittura del piano B di separazione mai scartato, a quanto pare, tra una battuta un po' infelice un po' provocatoria del Presidente della Regione di Bruxelles. Siamo sempre alla non nazione, al paese del surrealismo, ma ci piace anche per questo. Ecco come commenta la dichiarazione del giorno un blogger belga:

Il Belgio è un'illusione. E' quello che avrebbe dichiarato il Ministro-Presidente della Regione di Bruxelles questa mattina. Ed è vero. Quando si arriva all'aeroporto, non c'è scritto da nessuna parte che siamo in Belgio. Siamo in "Vallonia", nelle "Fiandre" o a "Bruxelles", ma non in Belgio. E non è prendendo la navetta verso Schuman che la questione si risolve. Lì si ascoltano tutte le lingue d'Europa. Difficile dire dove siamo esattamente. Capita lo stesso alla frontiera francese. A parte un piccolo pannello e lo stato dell'autostrada che degrada all'improvviso, niente indica che si è in Belgio. Eppure, il Belgio esiste, qualche volta. Appare in un lampo e scompare con la stessa rapidità. Ci sono degli instanti belgi, furtivi, come delle stelle cadenti. I diavoli rossi (la nazionale di calcio belga) vincono una partita. Un autobus s'incendia in un tunnel. Delle richiamate all'ordine, felici o meno, e siamo tutti belgi. Ma è qualcosa che non dura mai a lungo. E' questo il Belgio? No, deve essere un'illusione. In fondo, Charles Picqué ha appena inventato probabilmente il miglior slogan di marketing per il paese: il Belgio è un'illusione. Non avevamo trovato nulla di meglio dal "Il Belgio evapora", un invito per i turisti del mondo intero a venire a visitare un'ultima volta, prima che non sia troppo tardi, questo paese immaginario.

6 comments:

sandrokhan80 ha detto...

@andimabe
Tutte le mattine a Bruxelles passavo davanti a questa grossa scritta con citazione di Jacques Brel: "Je trouve que la Belgique vaut mieux qu'une querelle linguistique" .... e pensavo: "caro Jacques, il motto è bello ma la situazione è ben più complessa di così"!
A me piace molto questo senso di "non nazione" e "paese immaginario" ..... Bruxelles è per me anche oltre questo ... è una "cosa" per cui bisogna ancora inventare un motto o un neologismo! Mi chiedevo se questo sia il vero futuro .... dopotutto anche gli stati nazionali sono il risultato di una lenta evoluzione socio-politica ... dove è detto che debbano essere eterni? Prima c'erano le signorie e le città stato e molto altro che era tutta un'altra cosa!

andima ha detto...

@sandrokhan80
in effetti piace a molti expat il senso di "non nazione", perché li fa sentire un po' meno stranieri e perché spesso li fa ridere senza cattiveria dei paradossi del surrealismo belga. Però non bisogna dimenticare che quello stesso senso di non nazione genera degli attriti, per fortuna non delle tensioni, e bisogna esserne coscienti, un po' per educazione talvolta, un po' per rispetto altre volte, un po' perché fa parte di questo paese insomma. E non è facile capirlo in tutte le sue sfumature, davvero. Io ancora mi ci perdo ogni tanto.

Alessandro ha detto...

Perché in Italia non è un po' così ancora oggi dopo 150 anni? Ancora che c'è una suddivisione tra nord e sud, tra polentoni e terroni, nonostante è più che evidente che i problemi che affliggono il sud affliggono il nord, ma per alcuni nostalgici sembra che il nord è ancora quello degli anni 80.

andima ha detto...

@Alessandro
si' e no. Vero che l'Italia e' una nazione "giovane" se confrontata con molte altre e nata più per invasione (del nord sul sud) che unione e quindi si risente ancora di una certa spaccatura territoriale e culturale, ma il paragone regge fino ad un certo punto, secondo me. In Belgio spostarsi da Bruxelles a Mechelen, 20 minuti di treno, per esempio, e' davvero come varcare una frontiera, o almeno e' quella la sensazione, almeno linguistica, che ho avuto io lavorando li' per un mese. L'autonomia e la suddivisione di amministrazioni regionali e comunali poi rendono ancora più complesso il quadro per un paese tanto piccolo quanto complicato (con sette parlamenti, sette organi decisionali, uno per comunita' linguistica francese, fiammingo e tedesco, uno per regione, Vallonia, Bruxelles, Fiandre, e uno centrale). In questo video e' sintetizzato abbastanza bene:)

Anonimo ha detto...

il Belgio è l'emblema e le fondamenta del progetto massonico di unico popolo, unico stato, spazzando via nazionalismi e localismi.
Una non appartenenza a nulla ed al tutto, generalmente inteso ed in futuro impossibile anche a descrivere.

andima ha detto...

@Anonimo
un mio amico francese direbbe "ou pas"