giovedì 15 aprile 2010

Come uno straniero, ma lavorando in patria

Arriva una comunicazione aziendale per email riguardante una festività di maggio ed arriva con il contenuto in tre lingue: in francese, poi in inglese e per ultimo in nederlandese. La leggo in francese, poi per sicurezza la leggo anche in inglese (è troppo presto per fidarmi del mio francese). Il ragazzo belga (del nord) alla scrivania alla mia sinistra si mette le mani nei capelli, fa una smorfia come un sorriso, poi lancia uno sguardo alla finestra, al sole che oggi illumina dominante Bruxelles.
io: Che c'è?
lui: Hai letto l'email che abbiamo ricevuto?
io: sì, ma parla di vacanze, mica c'è da lamentarsi!:)
lui: sì, ma la parte in nederlandese è totalmente sbagliata, l'avranno tradotta con google translator, ne sono sicuro.. non ha senso..
io: ah..

Il collega francese alla mia destra ascolta e quasi imbarazzato nasconde la testa dietro al monitor. La versione in francese era sicuramente corretta. Anche quella inglese era corretta (certo io non posso dare la conferma al 100%, non è la mia lingua, e nonostante lavori in inglese da due anni e mezzo i fine settimana capita che ripassi ancora i phrasal verbs, a maggior ragione vivendo in un paese non madre lingua inglese); ma anche se non fosse stata corretta, probabilmente un ipotetico collega inglese, irlandese o americano, l'avrebbe accettata, perché non è una lingua nazionale, perché qui sarebbe stato uno straniero e anzi quasi certamente avrebbe apprezzato lo sforzo, la considerazione, o quanto meno non ci sarebbe rimasto male.

La mia azienda è belga, ma a maggioranza francofona; ci son però anche tanti nederlandofoni. Siamo in Belgio lo so, la questione della lingua non è affatto semplice e se in questo caso non parlerei di discriminazione (o almeno non intenzionale), sicuramente lo stile non è stato dei migliori e non so se il mio collega si sia sentito trattato come uno straniero, uno straniero in patria, o sia oramai rassegnato, abituato ad episodi che qui possono succedere. Per fortuna per lui, c'era anche la versione in inglese.

11 comments:

andima ha detto...

poi preso dal dubbio gli ho chiesto se almeno il contratto che firmo' con l'azienda era in nederlandese. Quello si'.

Oggi sul sito dell'aeroporto di Charleroi invaso da viaggiatori in cerca di voli cancellati (dopo la nude di fumo del vulcano islandese che ha bloccato mezzo spazio aereo europeo), han messo un annuncio e anche li' le tre lingue nell'ordine francese, inglese e nederlandese.
Beh, magari per i nazionalisti queste son offese, non so, sicuramente e' questione di stile.

andima ha detto...

errata corrige: nube di fumo.

orma ha detto...

Effettivamente posso capire lo "straniamento" del tuo collega.
Situazione strana quella del belgio.
I tuoi post sono davvero interessanti.

andima ha detto...

@orma
grazie. In effetti non immaginavo per nulla quanto potesse essere complesso un cosi' piccolo paese come il Belgio, sara' che siamo sempre troppo concentrati sul nostro paese, sara' che i programmi scolastici trattano pochi argomenti (e spesso anche male), ad ogni modo da quando sono qui cerco di capire e la questione della lingua non e' per nulla semplice e fa parte della vita politica del paese. Non so se in ufficio abbia un microcosmo della situazione, ma sicuramente davanti a certe scene non posso non scrivere e condividere.
In tutto cio' ancora devo capire bene l'impatto della commissione europea, quanto abbia complicato le cose, sicuramente dal punto di vista linguistico ha favorito il francese, perche' in effetti la maggior parte degli stranieri che si trasferiscono qui per impieghi in commissione tendono ad imparare il francese e non il nederlandese. Ma c'e' ancora tanto da interpretare, non c'e' fretta per me:)

TopGun ha detto...

è una babele l'europa.
che bello. :)

Spider ha detto...

Anche in Svizzera abbiamo una situazione simile, con l'italiano (che e' lingua nazionale, con tedesco e francese). Considera poi che nella svizzera tedesca parlano (anche in TV, tant'e' che le interviste diffuse in Germania sono sottotitolate...) lo svizzerotedesco, un idioma, scomposto in piu' dialetti, che a confronto il neerlandese sembra la lingua piu' facile del mondo ;). Ora vivo in Germania, e devo dire che come svizzero-italiano mi sentivo piu' straniero a Zurigo che a Colonia, proprio a causa della lingua (a scuola impariam le basi del buon tedesco, e a Zurigo parlano...ostrogoto!).

andima ha detto...

@Spider
Sì, immaginavo che la Svizzera fosse simile al Belgio dal punto di vista delle lingue e da come la descrivi anche "peggio".
Colonia è molto bella! Ci sono stato proprio pochi giorni fa! Giovedì sera a Colonia (carina Brusseller Platz, salvo errori di scrittura:), poi la sera partenza per Koblenz, poi Cochem, Beilstein, Trier e ritorno a Bruxelles, 5 giorni fantastici. Peccato che quasi mai si trovasse un menu in inglese e ordinare qualcosa da mangiare era davvero arduo e io, unico in famiglia a non parlare tedesco, mi sentivo davvero impotente ma con tanta voglia di studiarlo! Per adesso però sono concrentrato sul francese e lo spagnolo e diciamo che per ora basta!

Spider ha detto...

Perdonami la battuta: venedo dal Bruxelles, non potevi non andare a Brüsseler Platz!
Hai ragione, io mi sono innamorato della citta' e di tutta la regione che costeggia il Reno, da qui fino a Bonn (cittadina carina), con i vari paesi che iniziano con Bad... (non li conosco tutti, essendo qui da molto poco, neppure mezz'anno) e son spesso sede di piacevolissimi e moderni centri termali. Ci son almeno tre cose che mi hanno colpito favorevolmente qui: una e' la civilta' della gente, soprattutto quando si fan le code (ai supermercati, ad esempio). Nessuno che ti supera neppure per sbaglio. La seconda, son le piste ciclabili: favolose. Spesso completamente separate dalla strada e pure dai pedoni (e non definite da una semplice striscia in mezzo alla strada come accade in Ticino), sono il sogno di ogni ciclista (anche per chi come me che non e' certo sportivissimo). La terza son le eccellenti birre a bassisima gradazione alcoolica, o senz'alcool.
Ops... son finito un po' fuori topic. Il motivo per cui ho iniziato a scriverti (complimenti per il blog) e' stato il titolo di questo articolo. Gia' lavorando in Svizzera, ma fuori da quella svizzera italiana in cui sei nato, ti rendi conto che il concetto di patria e' qualcosa di molto vago. Quando sei a Zurigo e stingi amicizia con gli svizzero-francesi (lingua che impariamo alle elementari, ed essendo "latina", molto piu' facilmente assimilabile del tedesco, ad esempio), italiani, spagnoli, portoghesi e da stranieri che parlano inglese molto piu' facilmente che non con gli svizzero-tedeschi coi quali lavori (son un mondo veramente a parte), ecco che alcune domande te le poni. Poi bisogna dare a cesare quel che e' di Cesare: l'organizzazione del lavoro e il rispetto per i colleghi come c'e' a Zurigo, a Lugano te li scordi...L'ideale, un po' come in quella barzelletta sull'Europa, sarebbe prendere i lati buoni di ogni realta'e riunirli in un luogo, da qualche parte, e fare in modo che si diffondano dappertutto. Utopia? Sicuramente si. E forse a quel punto, avere tutto cosi uniformato non sarebbe neppure interessante. Mi accorgo che sto iniziando a delirare, devo preoccuparmi?

andima ha detto...

@Spider
ti capisco perfettamente sul concetto di patria, io ho provato ad affrontare più volte l'argomento su questi fogli virtuali, qui parlando della patria come educazione, per esempio, o della patria come passato comune qui e poi qui fantasticando un po', a modo mio:)

Magari ti senti uno straniero ovunque, come scrivevo qui e ogni tanto la patria, la patria, la patria ti porta fino alla nausea (tipo qui), ecco.. adesso che ci penso sarebbe quasi il caso di creare una nuova etichetta, per la patria, magari è più semplice! :D

Spider ha detto...

A proposito di fenomeni linguistici, e di lingue usate come barriere - notizia di oggi: a Zurigo la maggioranza dei votanti ha approvato un'iniziativa che chiede di parlare soltanto lo "Schwiizerdütsch" (dialetto svizzerotedesco) all'asilo (scuola dell'infanzia). A coloro che accudiscono i bambini sara' proibito parlare qualsiasi altra lingua, tedesco incluso. E pensare che siam nel 2011...

andima ha detto...

@Spider
grazie della info, non sapevo, beh sì, abbastanza controtendenza, o meglio, la tendenza in Europa sembra questa, quella di chiudersi a riccio, sarebbe controtendenza per tutti quelli che si aspettano miglioramenti nell'andare avanti con gli anni e invece no, conseguenze dei flussi migratori e delle facili politiche populiste che sanno ben manovrare alcune problematiche senza in definitiva risolvere molto.
Eppure io rimango ottimista, di base siamo buoni, dobbiamo soltanto spolverarla un po', quella base.