Bruxelles, la capitale che non ti aspetti

Probabilmente chi non e' mai stato a Bruxelles e ne' mai se ne e' informato a fondo, a sol sentirla chiamare capitale d'Europa potrebbe immaginarla come l'esempio perfetto dell'applicazione di tutte le norme europee, il modello da seguire; o forse soltanto per la locazione geografica, perché città del nord Europa, perché ai confini con la Germania e l'Olanda, la si potrebbe accostare a immagini di città ordinata, pulita, ben organizzata; o forse perché nelle immagini dei telegiornali se ne inquadrano sempre gli enormi palazzi di vetro della Commissione Europea con l'immancabile bandiera a stelline, la si potrebbe ipotizzare super moderna ed efficiente.

E invece bastano pochi giorni per frantumare molte di queste convinzioni, ipotesi azzardate, perché la realtà vada a contraddire qualche associazione fatta in fretta e disinformata; ovviamente ciò non significa che sia una città da evitare, che sia brutta, anzi; questo post non e' assolutamente una critica, ma solo alcune note legate ad impressioni avute da qualche turista e non solo.

Passeggiando per il centro della città si notano subito strade sporche e trascurate, seminate spesso da escrementi di cani che qui non raccolgono praticamente mai: se siete in giro, occhio a dove mettete i piedi. Proprio al centro, la stazione dei tram Bourse e' il posto frequentato con piacere da senzatetto e tutta la struttura e' un continuo puzzo di piscio cosi' come il perimetro della stazione Midi, puntualmente annaffiato ogni mattina pero' (ma lo sforzo dura poco), cosi' come per la piccola piramide a Place Rogier. In questi tre punti, spesso e' consigliabile respirare poco. (Ma non c'è nessuna relazione con i tre monumenti che fa la pipi').

La Germania e' a meno di due ore di macchina, ma siamo lontani da certi standard. E se avere una stazione dei tram con certi odori non e' sicuramente una cosa carina al centro di una città (beh, non lo sarebbe neanche in periferia), della capitale d'Europa, ancor meno carino e' trovarsi in una enorme piazza lasciata totalmente al degrado (Place du Congrès), proprio a due passi del centro, alle spalle dell'obelisco di Bruxelles, la colonna del Congresso. E se le strade magari non son pulitissime, non son neanche ben attrezzate con piste ciclabili (spesso inesistenti, spesso mozzate all'improvviso), anche se il servizio di bici a noleggio (tipico oramai di molte capitali europee) e' disponibile un po' ovunque al centro, ma siamo lontanissimi da certi standard olandesi, a meno di due ore di macchina, o da quelli delle fiandre, praticamente dietro l'angolo, nel Belgio del nord. Sara' che l'erba del vicino e' sempre più verde o sarà che la cura della propria e' più lenta e pigra.

Ma se vi aspettate l'Europa perché siete nella capitale, magari spesso vi troverete ad essere gli unici europei in un vagone della metro: l'ambiente e' ovviamente internazionale, la Commissione Europea richiama business mondiali, ma non solo. Avvantaggiati dalla lingua francese, connessi anche ad un passato colonialismo, molti degli immigrati provengono da paesi africani, mentre molti altri da quelli arabi. Non scandalizzatevi dunque se magari la vostra ragazza sarà l'unica a non indossare il velo intorno a voi, nel tram. Puo' capitare, non vi aspettavate magari certi scenari, ma cercate di non scivolare in miti come quello dell'Eurabia, il mondo oramai e' misto.

Se poi durante una giornata sarete disturbati più volte da macchine a gran velocità con musiche arabe a tutto volume o se entrando in un pub vi accorgerete che e' permesso fumare (e lo era anche nei ristoranti fino a 2 anni fa) o se in un giorno di pioggia vi trovate alle stazioni Arts Loi o De Brouckère (stazioni del centro e importanti punti di connessione) trovando grossi contenitori a raccogliere acqua che cola dal soffitto, come se foste in un'arretratezza scioccante ma invece siete nella capitale d'Europa, ecco, cercate di non meravigliarvi, le cose non stanno cosi' male, semplicemente erano le vostre aspettative ad essere sbagliate.

La città e' molto particolare, sicuramente affascinante, e ci saranno numerose occasioni per raccontare quanti tesori racchiude, ma un giudizio spesso e' condizionato anche dalle aspettative, che qui magari potrebbero trasformarsi in delusioni o meraviglie, perché latitudine e presenza di organizzazioni non sempre suggeriscono le giuste intuizioni.

Conigli al Parlamento Europeo

In un'aula praticamente vuota (60 deputati su un totale di 736), ieri la questione sulla pluralità di informazione in Italia e' arrivata in Parlamento Europeo portando con se umori un po' accesi, mostrano un bello spaccato di politica nazionale e quanto interesse suscita l'argomento in sede europea.

Dagli interventi pacati ma poco dettagliati degli esponenti dell'opposizione..


..alle invettive storico-personali fino ai conigli di Borghezio (che al termine del video urla "EVVIVA LA PADANIA, TERRA DI LIBERTA'"..)

E l'Italia e' questa qua.

Cose che ti possono capitare a Bruxelles (2)

Dopo la prima esperienza per caso in eventi organizzati da lobby di/per eurocrats, ieri son capitato al concerto per l'apertura della settimana dell'Open days qui a Bruxelles, conferenza organizzata per discutere varie tematiche di sviluppo urbano e regionale a livello europeo, ovviamente (siamo a Bruxelles, ciccio, qui tutto e' Europa, chiedilo ai galli se non mi credi). Concerto gratuito e non riservato esclusivamente ad eurocrats, come si potrebbe maliziosamente pensare, bastava recarsi all'ufficio giusto e ritirare i biglietti prima che terminassero; ovviamente l'evento e la locazione dell'ufficio giusto e' una notizia da eurocrats, quindi o sei eurocrat o hai amici eurocrats o ti capita per caso.
Il concerto e' stato davvero carino, musica classica del calibro di Puccini, Verdi, Bizet con artisti ucraini, polacchi, e sul finale musica piu' allegra con brani jazz, tango, rivisitazioni moderni di brani classici con un quartetto italiano: a giudicare dalla durata degli applausi, son stati quelli che han raccolto maggior gradimento tra il pubblico, vuoi per il tipo di musica, vuoi per la percentuale altissima di italiani tra gli spettatori, vuoi per il carisma e l'approccio agli strumenti. Il pubblico era ovviamente da gran serata (eurocrats, ciccio) e quindi l'eleganza sfilava tra il classico e il raffinato, il semplice e l'elaborato, qualche naso alto, qualche sguardo laterale, nessun cellulare a squillare durante lo spettacolo.
Dopo il concerto, mega buffet organizzato, ovviamente sempre gratuito (ciccio dai, l'Europa e' ricca, lasciali abbuffare e sperperare mentre pochi si dividono il potere): una marea di più di cinquento persone si son riversate su una miriade di tavoli preparati con cibi dalle varietà inaspettate: dalle normali insalate da buffet, al tavolo orientale, al tavolo a base di pesce e quello a base di formaggi, salumi, fin a quello dei golosi dove tanti homer si avventavano come sulle ciambelle; vino a beveroni e tante chiacchiere inutili nelle code per un piatto, tra i labirinti di mani per un crostino, nelle sfide all'ultimo rustico. Nota carina son stati gli artisti che si son uniti a tutti durante il buffet e allora ho fermato il quartetto italiano per due parole, giusto i complimenti più che il solito copione di dove sei, da quanto tempo, che fai, ciao.
Insomma niente male come serata improvvisata, (cose che ti possono capitare a Bruxelles, ciccio, mica altrove) bisogna tenere d'occhio più eurocrats, non tanto per diventare uno di loro, quanto almeno per approfittarne, non farà mica male e poi meglio partecipare ai banchetti che ai meeting, dove si discute degli sviluppi futuri di città e campagna belghe, stimando, ipotizzando, pianificando e bla bla e bla mentre magari gli agricoltori protestano proprio di fronte ai palazzi europei per la crisi corrente del settore, spruzzando latte alla polizia.

I numeri del superenalotto



1. Il Tg1 è illegale. L’editoriale di Augusto Minzolini in cui ha attaccato la manifestazione di ieri senza contraddittorio viola apertamente il contratto di servizio tra Rai e Stato, che impone alla prima “pluralismo e obiettività” nel’informazione (articolo 2, comma 3). I manganellatori del premier stanno sparando da settimane contro Annozero e Ballarò, dimenticando che in queste trasmissioni vengono sempre invitati esponenti delle due parti per garantire il contradditorio, proprio in ragione del contratto di servizio della Rai. Al monologo di Minzolini invece non c’è stato nessuno che potesse replicare.
da Piovono rane.

2. La vicenda del 2004 ricordata da Minzolini in realtà non arrivò mai in tribunale e Tony Blair non querelò mai la Bbc. La commissione d'inchiesta indipendente di Lord Hutton fu creata per investigare sulla morte di un consulente del governo, David Kelly, che nel 2002 aveva scritto un rapporto sulle armi di distruzione di massa in Iraq. Dopo il servizio della Bbc in cui Kelly veniva individuato come la fonte in grado di sostenere che il rapporto era stato manipolato per agevolare l'intervento britannico in Iraq, Kelly si suicidò. In seguito all'inchiesta, che individuò l'errore della Bbc sulle accuse di manipolazione e scagionò il premier, il presidente e il direttore generale della rete pubblica si dimisero, ammettendo l'errore. Ma non c'era stata alcuna querela da parte del premier o di membri del governo.
da La Repubblica e per approfondimenti dagli archivi della BBC.

L'editoriale non e' altro che una conferma, paradossalmente, della mancanza di pluralità di informazione e la prova che certi personaggi entrano nelle case degli italiani con la schiena sempre più abbassata, che non e' certo posizione da inchino di saluto ai telespettatori, ma segno della sottomissione sfacciata e cosciente al governo corrente.

Ad ogni modo, strana scelta quella del Tg1 di trasmettere i numeri del superenalotto con quello strano tizio sullo sfondo, no.. perché.. gli italiani erano sintonizzati solo per appuntare o controllare i numeri che per tutta la durata dell'assurdo editoriale erano in sovrimpressione, vero?

Manifestazione per la libertà di informazione in Italia

Oggi alle 12:00 in Place Schuman, di fronte al palazzo Berlaymont qui a Bruxelles, circa 300 italiani hanno manifestato per la libertà di informazione in Italia. Molti avevano le labbra imbavagliate, qualcuno sventolava bandiere di partito (presente all'appello anche una bandiera della pace), tutti nella rotatoria con la prima fila sugli scaloni a mostrare soltanto una piccola parte, qualche striscione e tanti fogli dai motti simpatici, sintetici, espliciti.

Cosi' la manifestazione di domani a Roma ha avuto un piccolo contributo dagli italiani all'estero di Bruxelles, contro i tentativi di minacciare la libertà di informazione in Italia dopo le denunce a due testate giornalistiche nazionali (La Repubblica, L'Unità), manifestare per la presenza di pluralità di informazioni (come più di una volta ha voluto sottolineare Gilioli e come ha finalmente diffuso ieri sera Santoro in apertura di Annozero) in un paese in cui il primo ministro gestisce direttamente (canali Mediaset) e indirettamente (Rai) la maggiore fonte di informazione degli italiani, la tv, in un conflitto di interessi senza precedenti.

Una manifestazione, qui a Bruxelles, che ha lasciato un po' di delusione ed amarezza per la pochezza d'organizzazione, la mancanza di un leader, un megafono, la lettura di un manifesto, delle motivazioni, del perché si era li' e si voleva essere li' oggi, magari non solo in italiano ma anche in francese ed inglese, visto che si manifestava all'estero, a ridosso della Commissione Europea, per ottenere visibilità, per sensibilizzare l'attenzione su quella che sta diventando un'anomalia nell'UE; e invece no, circa 300 persone riunite in un'innocua rotatoria, quasi in silenzio, quasi come se la sola presenza fosse bastevole all'intento, aver compiuto il proprio dovere, un po' come quando dal pc di casa si aderisce all'appello di Repubblica e ci si sente fieri di aver contribuito all'iniziativa come se magari il futuro del paese passasse anche da quel tasto invio.

Non capisco perché gli organizzatori non abbiamo pensato ad un megafono, ad un discorso, qualcosa che raccogliesse la folla evitando ai passanti di rimanere passanti, che fermasse gli italiani in preda alla pausa pranzo ad ascoltare, riunirci a pensare. Quando io, Chicco, Vinz e Marco ci siamo riuniti in quella rotatoria, abbiamo pensato subito di movimentare un po' la situazione ed allora ho iniziato ad urlare subito "SIAMO TUTTI, FARABUTTI", "SIAMO TUTTI, FARABUTTI", "SIAMO TUTTI, FARABUTTI" e subito in scia tutti gli altri in coro, due, tre, cinque, dieci volte. E poi ancora, di nuovo: tre, sette, dodici volte. E poi ancora, finché non ho perso la voce:) Ma almeno abbiam provato a richiamare un po' l'attenzione di chi in quel momento passava intorno, sicuramente distratto dalla spiacevole coincidenza di un'altra manifestazione proprio a pochi metri di distanza, cui poi alcuni si son uniti o splittati come una signora continuava a consigliare. Resta il fatto che i cortei liceali degli anni d'oro erano organizzati sicuramente meglio.
Nel frattempo in Irlanda da oggi si vota per il trattato di Lisbona: il futuro della democrazia Italiana passa anche da li'. Nel frattempo in Italia 20 persone (per ora) sono morte a Messina, ma sicuramente la manifestazione non verrà spostata, perché 20 civili contano molto meno di 6 soldati mandati in missione di Peace Enforcing, modo più raffinato e politico per chiamare la guerra.

Per oggi e' tutto, il vostro inviato da Bruxelles, andima.