Perché nessuno scende in piazza?

Perché il popolo non scende in piazza a protestare? Perché l'opposizione non organizza un corteo nazionale di protesta ora e non in qualche data a settembre come avevano dichiarato un mese fa? Perché l'opposizione non scende alle azioni, ai fatti, invece delle parole o delle magliette "denunciaci tutti"? Perché non dimostra di voler informare il popolo scendendo in piazza ed informandolo, proprio quando la libertà di informazione e' minacciata? Perché ci sono 75.000 firme per l'appello di Repubblica ma nessuno che pensa sia meglio farsi vedere, camminare, urlare per strada, striscioni, megafoni, invece di star comodamente alla propria scrivania, scrivere nome, cognome, città, email e professione, premere invia e sentirsi orgogliosi magari di aver aiutato il proprio paese? Perché non si reagisce invece di continuare a subire? E' davvero tanto importante che Celentano abbia aderito all'iniziativa o che Saviano abbia scritto quattro righe per ricordarci quello che succede, ma poi nessuno prende un foglio di carta, ci scrive richiesta organizzazione corteo, propone un percorso e ne richiede l'approvazione? E' più fico un V-day organizzato da chi sa tenere il palcoscenico e non lo sciopero dei blogger di chi non usa l'ombrello mentre piovono rane, ma poi tutti a casa mentre si denunciano domande, semplici domande?

Indicatemi la via, please

Oggi e' un giorno triste: la libertà di informazione in Italia ha subito un altro attacco, diretto, esplicito, riluttante se pur attraverso procedure legali che non hanno dato ancora verdetto ma certificano di fatto la volontà di ridurre critiche, domande, opinioni, espressioni. Il nano questa volta si sarà fatto prendere dalla sua intolleranza, dalla sua smania di potere, dal suo vittimismo banale ma continuo, denunciando un giornale per dieci domande inesorabilmente pubblicate da più di un mese, cui nessuna risposta e' stata data, ma la sola attenzione di ricorrere a vie legali. Non ce l'ha fatta ad ignorare, come fece al G8 snobbando i giornalisti stranieri e cercando di camuffare il tutto in una perfezione palesemente fittizia. Non ce l'ha fatta, questa volta e' esploso. Per la prima volta nella storia dell'informazione italiana gli interrogativi di un giornale finiscono davanti a un tribunale civile. Non e' una novità: la censura e l'occultamento sono da sempre le migliori armi del nano nella sua ascesa e mantenimento del potere, da quando la televisione pubblica e' diventata una succursale di quella (sua) privata ed il popolo italiano viene cibato di notizie innocue, falsate, nascoste. Cosi' leggi personali, processi per corruzione, attacchi da stampa internazionale, sono passati senza lasciar eco nelle case degli italiani e l'Italia diventava l'unica anomalia in Europa, dove un premier può manipolare persone, leggi, informazioni, al solo scopo di arricchimento e potere.

La situazione non si risolverà sicuramente da se' e anche se il nano desse le dimissioni (evento impossibile), nuove classe politici difficilmente riporterebbero alla normalità leggi e decreti spesso alterati per favoreggiare se stessi, difficilmente andrebbero contro i propri interessi (gli interessi del popolo sono tra le ultime priorità). C'è chi invoca alla rivoluzione, alla rivolta come soluzione unica e necessaria per ristabilire un governo giusto (?), rompendo la cupola di vetro costruita intorno all'informazione, alla mentalità italiana. Ma una rivolta e' spesso causa del disfacimento di un paese e alla fine dopo i vinti, son pochi i vincitori. C'è chi spera al suo decesso, aggrappandosi all'età non certo giovanile, ma non e' tanto la persona il problema, quanto il complesso politico e sociale che ha permesso tali avvenimenti. C'è anche chi lo sostiene per un Nobel per la pace, ma la follia si sa, conosce tante vie per manifestarsi. C'è chi invoca l'aiuto dell'Europa, soprattutto in casi come questi, in cui le accuse e gli attacchi alla libertà d'informazione son cosi' pubblici e sfrontati che l'opinione internazionale non può non intervenire. L'opinione, appunto.

Magari se il trattato di Lisbona entrasse in vigore, centralizzando più potere nel parlamento europeo, qualcosa davvero potrebbe cambiare e allora su Irlanda, vota Si' al prossimo referendum. Ecco, il referendum del trattato di Lisbona in Irlanda, da ripetere perché il primo No non andava bene al governo e all'Europa: scelta democratica ripetere un referendum ignorando ciò che il popolo ha precedentemente e legittimamente votato? Beh, in Italia cosi' come in tanti altri paesi europei non c'è stato nessun referendum, e' tutto passato senza interpellare il popolo e forse per una volta la lega aveva ragione, nel chiedere un referendum, nel dubitare sul trattato, cosi' come adesso dubita la Germania, perché centralizzare il potere lontano dai bisogni dei singoli popoli rischia di aver effetto contrario, perché solo un “popolo europeo” potrebbe legittimare la Costituzione, ma in realtà un “popolo europeo” non esiste; e allora su Irlanda, vota No al prossimo referendum.
E allora se una rivoluzione e' poco auspicabile, se la morte e' la speranza degli ignavi, se l'Europa non può fermare questo disfacimento di una nazione vittima di fame di potere, corruzione e disinteressamento, qual e' la via di salvezza?

Kayaking in Belgio: Vieuxville

Ringraziando l'ennesima domenica soleggiante in quest'estate belga senza precedenti (da quel che mi dicono, per me e' la prima) e cercando un'alternativa alla costa, al mare, alla spiaggia (che eretici, come se andare al mare qui fosse cosi' normale e banale... ) questa volta abbiamo scelto un'attività immersa nella natura e allora e' bastata una piccola ricerca sul web per trovare numerosissimi centri avventure organizzati con svariate alternative, tutte immerse nei paesaggi verdi della Vallonia, e finire per fare un po' di kayaking in Belgio, sul fiume Ourthe.
La scelta e' caduta sul centro Palogne, nel sud del Belgio, nei pressi della città di Vieuxville, raggiungibile in macchina in meno di due ore o in treno con giusto un pochino più di tempo. Il centro e' davvero ben organizzato, con parcheggi, ristorantini, bar e persone pronte a regalarvi un sorriso all'arrivo, capaci ovviamente di parlare francese, nederlandese e inglese (siamo in Belgio!).

Si lascia la macchina al centro e grazie ad un pulmino si vien portati un pochino più a monte: da li' inizierà il percorso in canoa che in 8 km di fiume vi riporterà alla base (cioè, vi riporterete alla base, perché di corrente non aspettatevene tanta). Si paga per chilometri e non per ore, quindi in teoria avete tutto il tempo che volete per raggiungere la meta, anche per questo alla partenza vengono forniti contenitori impermeabili perché tutti si possano portare a bordo cibi e bevande per picnic e spuntini vari sulle tante spiaggette che spuntano da ogni lato del fiume. Si possono affittare kayak ad uno o a due posti e sono della tipologia difficile da ribaltare, quindi anche i meno esperti si troveranno a proprio agio:)

L'esperienza e' davvero simpatica, lungo il tragitto vedrete tanta natura, anatre affiancarvi in compagnie, mucche pascolare ai lati, enormi distese di verde, piccole colline rocciose ed il castello fortificato proprio nei pressi del centro. In alcuni tratti pero' il livello dell'acqua e' stato talmente basso da costringerci ad uscire dalle canoe e spingerle visto che s'erano arenate sul fondale roccioso!:S L'acqua pero' non e' per nulla freddissima e molti ne approfittavano per una rinfrescante nuotata.

Otto km non sono sicuramente pochi per chi come noi non pratica lo sport e lo ha scelto soltanto per una domenica diversa e carina, e spesso le soste sui bordi del fiume sono quasi obbligate, piacevoli scuse per far foto e respirare tutto il verde che intorno continua a prosperare nei sui cicli naturali. Al traguardo si arriva stanchi e un'ottima birra belga e' il rimedio migliore per alleviare ogni dolore;)

Se siete a Bruxelles in cerca di qualcosa di diverso nei fine settimana, il kayaking in Belgio non e' per nulla una follia, non sarà sicuramente qualcosa di eccitante e mozzafiato, non troverete rapide e correnti forti e trascinanti, ma basterà a regalarvi qualche oohh di meraviglia e un mmh di soddisfazione.

Happy birthday Blogger!

Blogger oggi compie 10 anni e allora mi sembra più che giusto dedicare un post allo strumento che permettere di esprimere pensieri e condividerli con il mondo, alla piattaforma blog tra le più usate grazie alla quale ogni minuto ogni giorno più di 27.000 parole sono pubblicate e allora l'occasione e' perfetta non solo per festeggiare la decade di blogger ma per sottolineare l'importanza dei blog, come fonte di informazione, di divertimento, di svago, di lettura, di sfogo, di supporto, nella facilita' di creare discussioni, dibattiti o anche solo semplici chiacchierate intorno ad un pensiero sciolto, una foto, un link. In periodi come questi in cui l'informazione viene minacciata o gia' subisce restrizioni e censure, sicuramente il blog assume valori importanti, se diretti da giornalisti o dita di spessore ma non solo, perché l'informazione e' un bene comune cui tutti dovrebbero partecipare.
Come ogni strumento che includa ampi gradi di libertà, anche i blog possono pero' indurre in tentazioni, creando angoli di disinformazione, violazione di privacy, errate interpretazioni ed ogni altra sfaccettatura oscura connessa al pensiero umano, perché in fondo un blog non e' altro che una finestra su un mondo, una persona, un argomento, e non e' detto sia quella giusta, quella perfetta, quella della Verità assoluta ed indiscutibile. In questi casi i commenti sono sicuramente il giusto compromesso (soprattutto quando liberi e non filtrati) in modo da esprimere un dubbio, negare con prove o semplicemente dire la propria, aggiungere un'idea o un disaccordo.
E allora basta una parola chiave, una ricerca, un link ed ecco che si apre una porta, una finestra, un piccolo spiraglio sul mondo creato da un autore magari timido o un appassionato di scrittura o un abile fotografo o soltanto a dispensare consigli su un luogo, una città o sul nulla: la varietà. E c'è chi progetta di andare a Londra, chi e' sempre in fuga verso qualcosa di nuovo, c'è chi ama il viaggio, c'è Marco a Limerick, c'è Ivan a Dublino, Aniello a Londra, c'è Krallo a Stoccolma, Alekos ad Edimburgo e chi a breve lo raggiungerà, c'è un aviatore sopra un mare di pensieri, c'è chi prova a diffondere notizie utili raccontandoci cosa dicono di noi (Italiani) all'estero e ci son i ragazzi a Dublino, che seguivo e continuo a seguire nonostante il trasloco a Bruxelles: e allora ci son tre cavesi nella città contraddizione, c'è chi studia e ristudia la sindrome dei lamenti, c'è chi ci avvicina ad un mondo per molti diverso ma la diversità e' tra le bellezze della natura, c'è chi ci trasmette nuove vie di affrontare le cose, c'è il direttore e la sua meta', Angelo e zio Freddy, avventure nell'ex tigre celtica e tanti altri che non scrivono da un po' ma la blogsfera li attende con impazienza:) E poi ci son i blog da Bruxelles, chi racconta il luogo comune, chi lo chiama la città del bimbo che piscia, chi lascia pensieri in libertà e chi se la prende col signoraggio e tanti altri ancora, semplici esempi di cosa si possa trasmettere attraverso un blog, da rinnegare, da accettare, da leggere e dimenticare, da ignorare, da associarvi il pensiero di oggi o condizionare quello di domani, da salvare come link o da lasciare un commento perché un blog non e' completo senza i suoi lettori e allora buon compleanno blogger e grazie a tutti voi:)

Per non dimenticare, Berlusconi al Parlamento Europeo (2003)

Fatevi tante grosse risate, ma poi ricordatevi quella persona oggi che ruolo occupa e quanto potere ha in Italia.

Parte prima:


Parte seconda: